{"id":1115,"date":"2016-08-04T00:41:27","date_gmt":"2016-08-03T22:41:27","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=1115"},"modified":"2021-05-21T12:01:24","modified_gmt":"2021-05-21T10:01:24","slug":"plinio-e-gli-squali-tra-verita-e-bugie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/i-racconti-di-evus\/plinio-e-gli-squali-tra-verita-e-bugie\/","title":{"rendered":"Gli squali di Plinio, tra verit\u00e0 e bugie"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201c<em>La maggior parte degli squali attacca, con enorme pericolo, chi si immerge in mare<\/em>\u201d.<br>Con queste parole Plinio il Vecchio comincia a descrivere, con realismo e dovizia di particolari, una lotta sottomarina tra squali e uomini: <br>\u201c<em>Questi<\/em> (gli uomini) <em>raccontano che sopra le proprie teste compare una sorta di nube, simile ad un animale dei pesci piatti, che li opprime impedendo loro di risalire in superficie. Per questo motivo, portano sempre con loro dei pugnali molto appuntiti legati a delle cordicelle. Se tali bestie (gli squali) non vengono trafitte, non si ritirano. Ma credo che tutto questo sia opera dell&#8217;oscurit\u00e0 e della paura, di Nubi o Nebbie &#8211; cos\u00ec chiamano questo pericolo &#8211; nessuno ne ha mai trovate nel regno animale<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n<figure id=\"attachment_1119\" aria-describedby=\"caption-attachment-1119\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1119 size-large\" title=\"sirena a una coda\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN4597-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN4597-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN4597-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN4597-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN4597.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1119\" class=\"wp-caption-text\">Rilievo raffigurante una sirena. Battistero di Parma<\/figcaption><\/figure>\n<p>Plinio riporta il racconto di uomini che, trovandosi di fronte allo squalo, avrebbero visto comparire una misteriosa nebbia sopra le proprie teste, una specie di nube opprimente che avrebbe impedito loro di risalire in superficie. Ma l&#8217;attento scienziato non pu\u00f2 certo credere all&#8217;esistenza di tali fenomeni premonitori. Ci deve pur essere una spiegazione logica per un naturalista come lui, cos\u00ec curioso ed attento nella sua osservazione della realt\u00e0 naturale, al punto da essere disposto a perdere la vita per le sue ricerche, come effettivamente accadde nel 79 d.C. quando Plinio per\u00ec sotto l&#8217;eruzione del Vesuvio.<br>La spiegazione del fenomeno che egli ci propone \u00e8 in questo caso di tipo psicologico: \u00e8 il terrore che s&#8217;impossessa dell&#8217;uomo, nel momento in cui avvista lo squalo, a bloccarlo e ad impedirgli la risalita in superficie.<br>\u201c<em>Cum caniculis atrox dimicatio<\/em>&#8220;, ovvero \u201c<em>con gli squali si svolge una lotta atroce<\/em>&#8220;, continua l&#8217;autore del trattato Naturalis Historia, nel nono libro dedicato alla Zoologia. La descrizione \u00e8 di un realismo sorprendente, sembra quasi di vedere la scena davanti ai nostri occhi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1123\" aria-describedby=\"caption-attachment-1123\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"    wp-image-1123 size-large\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"sirena a due code\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN4107-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\"><figcaption id=\"caption-attachment-1123\" class=\"wp-caption-text\">Ravenna. Particolare di mosaico paleocristiano con figura di sirena a due code<\/figcaption><\/figure>\n<p>&#8220;(Gli squali) <em>Prendono di mira gli inguini, i talloni e ogni parte bianca del corpo. L&#8217;unica forma di salvezza sta nell&#8217;attaccarli direttamente e nello spaventarli a loro volta. Questi animali hanno paura dell&#8217;uomo nella stessa misura in cui l&#8217;uomo a loro ispira terrore, e cos\u00ec tra le onde la partita \u00e8 pari. Una volta giunti in superficie, l\u00e0 il pericolo \u00e8 doppio, essendo tolta all&#8217;uomo la possibilit\u00e0 di attaccare mentre tenta di uscire dall&#8217;acqua. Ogni possibilit\u00e0 di salvezza dipende dai suoi compagni. Essi lanciano una fune legata alle sue spalle. Quello, mentre lotta in acqua, la scuote con la sinistra per dare il segnale di pericolo. Con la destra, afferrato il pugnale, \u00e8 intento nella battaglia. Dapprima i tratti di corda sono moderati. Ma quando \u00e8 arrivato vicino alla chiglia della barca, se non lo tirano su di colpo velocemente lo vedono inghiottire dalla bestia. E spesso, quando \u00e8 gi\u00e0 emerso viene strappato dalle loro mani, se lui stesso non favorisce l&#8217;azione dei suoi soccorritori raggomitolandosi a palla. Altri invece prendono il tridente, ma quella bestia mostruosa ha l&#8217;abilit\u00e0 di andare sotto la barca e di combattere cos\u00ec da una posizione ben riparata. Il segnale pi\u00f9 rassicurante \u00e8 nel vedere dei pesci piatti sul fondale, perch\u00e9 questi non si trovano mai dove sono quelle bestie malefiche. E per questo motivo, chi si immerge nel mare li chiama \u201cpesci sacri\u201d<\/em>. (Plinius, Naturalis Historia, IX,151-153)<br>In realt\u00e0 la presenza di pesci piatti sul fondale, rombi o sogliole che siano, non garantisce l&#8217;assenza di squali nelle vicinanze. Ma questo Plinio il Vecchio, che forse non si era mai immerso cos\u00ec in profondit\u00e0, non poteva saperlo.<br>Proprio come non poteva immaginare che quella misteriosa pietra &#8211; ritenuta magica e divinatoria non solo dai suoi contemporanei ma anche dai posteri nel corso del medioevo &#8211; quella pietra appuntita per la quale il famoso naturalista latino coni\u00f2 il termine <em>glossopetra <\/em>(dal greco <em>gl\u00f2ssa <\/em>ovvero lingua, e dal latino <em>petra <\/em>che sta per pietra) altro non era che un dente di squalo fossile.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1125\" aria-describedby=\"caption-attachment-1125\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"     wp-image-1125 size-large\" title=\"delfino\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/s-pietro-musei-vat-5-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/s-pietro-musei-vat-5-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/s-pietro-musei-vat-5-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/s-pietro-musei-vat-5-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/s-pietro-musei-vat-5.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1125\" class=\"wp-caption-text\">Roma. Lastra marmorea con rilievo zoomorfo marino di et\u00e0 imperiale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma per questo bisogner\u00e0 attendere il XVI secolo, quando gli studiosi Konrad Von Gesner e Fabio Colonna noteranno per primi le analogie tra quella strana pietra triangolare e i denti di squalo fossili.<br>Nel trentasettesimo ed ultimo libro del suo trattato Naturalis Historia, Plinio scriveva: \u201c<em>La glossopetra, simile alla lingua umana, si dice non provenga dalla terra, ma cada dal cielo durante le eclissi di luna. Viene considerata altamente necessaria agli scopi della selenomanzia<\/em>\u201d.<br>&#8220;Si dice&#8221;, &#8220;viene considerata&#8221;, forme impersonali utilizzate da Plinio per non sbilanciarsi troppo. In effetti lo scienziato che \u00e8 in lui si rivela scettico sulle&nbsp; propriet\u00e0 divinatorie e magiche della <em>glossopetra<\/em>. E per dimostrarne la non attendibilit\u00e0, egli aggiunge alla sua descrizione un&#8217;ulteriore presunta propriet\u00e0 della &#8220;lingua di pietra&#8221; : il potere di fermare i venti e di renderli silenziosi! Questa volta, tuttavia, Plinio fa chiaramente intendere che una notizia cos\u00ec incredibile non pu\u00f2 che essere palesemente falsa. (Plinius, Naturalis Historia, XXXVII, 59)<\/p>\n<p><strong>Antonella Bazzoli<\/strong>, 24 giugno 2010<\/p>\n<p><!-- \t\t@page { margin: 2cm } \t\tP { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p><em>Riferimento bibliografico:<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di <\/em><strong>Silvestre Ferruzzi, <\/strong><em> basata su quella di Alberto Borghini (ed. Einaudi 1983: Plinius Secundus Gaius, Storia Naturale, Antropologia e zoologia : libri 7-11)<\/em><\/p>\n<p>La maggior parte degli squali attacca, con enorme pericolo, chi si immerge in mare. Questi raccontano che sopra le proprie teste compare una sorta di nube, simile ad un animale dei pesci piatti, che li opprime impedendo loro di risalire in superficie. Per questo motivo, portano sempre con loro dei pugnali molto appuntiti legati a delle cordicelle; se tali bestie non vengono trafitte, non si ritirano.Ma credo che tutto questo sia opera dell&#8217;oscurit\u00e0 e della paura; di \u00abNubi\u00bb o \u00abNebbie\u00bb &#8211; cos\u00ec chiamano questo pericolo &#8211; nessuno ne ha mai trovate nel regno animale.<br>Con gli squali si svolge una lotta atroce. Prendono di mira gli inguini, i talloni e ogni parte bianca del corpo. L&#8217;unica forma di salvezza sta nell&#8217;attaccarli direttamente e nello spaventarli a loro volta. Questi animali hanno paura dell&#8217;uomo nella stessa misura in cui l&#8217;uomo a loro ispira terrore, e cos\u00ec tra le onde la partita \u00e8 pari. Una volta giunti in superficie, l\u00e0 il pericolo \u00e8 doppio, essendo tolta all&#8217;uomo la possibilit\u00e0 di attaccare mentre tenta di uscire dall&#8217;acqua. Ogni possibilit\u00e0 di salvezza dipende dai suoi compagni. Essi lanciano una fune legata alle sue spalle; quello, mentre lotta in acqua, la scuote con la sinistra per dare il segnale di pericolo. Con la destra, afferrato il pugnale, \u00e8 intento nella battaglia.<br>Dapprima i tratti di corda sono moderati; ma quando \u00e8 arrivato vicino alla chiglia della barca, se non lo tirano su di colpo velocemente lo vedono inghiottire dalla bestia. E spesso, quando \u00e8 gi\u00e0 emerso viene strappato dalle loro mani, se lui stesso non favorisce l&#8217;azione dei suoi soccorritori raggomitolandosi a palla.<br>Altri invece prendono il tridente, ma quella bestia mostruosa ha l&#8217;abilit\u00e0 di andare sotto la barca e di combattere cos\u00ec da una posizione ben riparata. Il segnale pi\u00f9 rassicurante \u00e8 nel vedere dei pesci piatti sul fondale, perch\u00e9 questi non si trovano mai dove sono quelle bestie malefiche. E per questo motivo, chi si immerge nel mare li chiama \u00abPesci sacri\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Testo originale:<\/strong><em><strong><br><\/strong><br>Canicularum maxime multitudo circa eas urinantes gravi periculo infestat. Ipsi ferunt et nubem quandam crassescere super capita, animali planorum piscium similem, prementem eos arcentemque a reciprocando, et ob id stilos pr\u00e6acutos lineis adnexos habere sese, quia nisi perfoss\u00e6 ita non recedant, caliginis et pavoris, ut arbitror, opere. \u00abNubem\u00bb enim et \u00abNebulam\u00bb, cuius nomine id malum appellant, inter animalia haut ulla conperit quisquam.<br>Cum caniculis atrox dimicatio. Inguina et calces omnemque candorem corporum appetunt.<br>Salus una in adversas eundi ultroque terrendi, pavet enim hominem \u00e6que ac terret, et ita sors \u00e6qua in gurgite. Ut ad summa aqu\u00e6 ventum est, ibi periculum anceps adempta ratione contra eundi, dum conetur emergere, et salus omnis in sociis. Funem illi religatum ab umeris eius trahunt; hunc dimicans, ut sit periculi signum, l\u00e6va quatit, dextera adprehenso stilo in pugna est. Modicus alias tractus; ut prope carinam ventum est, nisi pr\u00e6celeri vi repente rapuit, absumi spectant. Ac s\u00e6pe iam subducti e manibus auferuntur, si non trahentium opem conglobato corpore in pil\u00e6modum ipsi adiuvere. Protendunt quidem tridentes alii, set monstro sollertia est navigium subeundi atque ita e tuto pr\u0153liandi. Omnis ergo cura ad speculandum hoc malum insumitur. Certissima est securitas vidisse planos pisces, quia numquam sunt ubi malefic\u00e6 besti\u00e6, qua de causa urinantes \u00abSacros\u00bb appellant eos.<br><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa maggior parte degli squali attacca, con enorme pericolo, chi si immerge in mare\u201d.Con queste parole Plinio il Vecchio comincia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7856,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[22],"tags":[169,171,495],"class_list":["post-1115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-racconti-di-evus","tag-plinio-il-vecchio","tag-squali","tag-zoologia-fantastica"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1115"}],"version-history":[{"count":31,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7861,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1115\/revisions\/7861"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7856"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}