{"id":1892,"date":"2016-01-02T16:17:40","date_gmt":"2016-01-02T15:17:40","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=1892"},"modified":"2021-05-17T18:37:40","modified_gmt":"2021-05-17T16:37:40","slug":"santa-maria-del-casale-un-capolavoro-darte-medievale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/reportage\/santa-maria-del-casale-un-capolavoro-darte-medievale\/","title":{"rendered":"Arte medievale sulla via per l&#8217;Oriente"},"content":{"rendered":"<p>Nella campagna brindisina, a pochi chilometri dalla citt\u00e0, sorge uno dei monumenti pi\u00f9 interessanti e rappresentativi dell\u2019arte medievale pugliese, la chiesa di <strong>Santa Maria del Casale, <\/strong>dai caratteri architettonici originali che gli derivano dall\u2019 apparire una sorta di sintesi tra il linguaggio romanico e quello gotico.<br \/>L\u2019edificio venne\u00a0 edificato tra il 1300 ed il 1310 sul sito dove sorgeva un\u2019antica cappella che accoglieva un\u2019icona miracolosa di una Madonna col Bambino. La sua costruzione fu voluta da Filippo I d&#8217;Angi\u00f2, principe di Taranto, e dalla moglie Caterina di Courtenay, figlia di Baldovino conte di Fiandra e imperatore di Costantinopoli, per ringraziare la Madonna che aveva esaudito il loro desiderio di avere un figlio.<br \/>La nuova chiesa inglob\u00f2 l\u2019antica cappella, l\u2019immagine della Vergine venne conservata ed in seguito posta sull\u2019altare maggiore. Si narra che anche San Francesco, di ritorno dall&#8217;Oriente, abbia pregato davanti a questa icona.<br \/>Dal 15 maggio del 1310 la chiesa fu utilizzata come <em>cancelleria<\/em> durante il \u00a0processo contro i Templari del Regno di Sicilia. Qui un tribunale composto dall&#8217;Arcivecovo Bartolomeo di Brindisi, il Canonico romano di S. Maria Maggiore Jacopo Carapelle, i francesi Arnolfo Bataylle e Berengario di Olargiis ed\u00a0 il Canonico Nicola il Mercartore, condannarono in contumacia i Cavalieri Templari. Il luogo venne scelto perch\u00e9 fuori dalla citt\u00e0 di Brindisi e al contempo vicino alle strade che conducevano in Oriente,\u00a0 ma soprattutto lontano da coloro che avrebbero potuto conoscere l\u2019eccidio che l\u00ec si stava preparando.<br \/>L\u2019edificio sacro coniuga una solenne monumentalit\u00e0 con uno slancio ed un\u2019eleganza anche cromatica. La facciata \u00e8 a capanna, divisa verticalmente in cinque settori da sottili lesene, mentre orizzontalmente \u00e8 ornata da fasce dicrome ottenute dall\u2019uso di due tipi differenti di pietra tufacea locale, il carparo, \u00a0che forma vari decori. Lungo gli spioventi i tradizionali archetti pensili. Il portale \u00e8 coronato da un protiro pensile molto aggettante dal fronte trilobato e completato lateralmente da gradini degradanti verso il basso.<br \/>La pianta \u00e8 longitudinale, a navata unica con transetto. L\u2019arco trionfale che conduce al presbiterio \u00e8 costituito da una grande ogiva e ogivale \u00e8 anche il catino absidale.<br \/>All\u2019interno S. Maria del Casale conserva vari affreschi, tutti di grande interesse non solo artistico, ma anche \u00a0storico in quanto i soggetti raffigurati e le iconografie testimoniano, per le affinit\u00e0 con modelli orientali, come questa chiesa abbia rappresentato un punto nodale di passaggio per coloro che partivano o tornavano dalle Crociate.<br \/>Tra questi il pi\u00f9 importante \u00e8 sulla controfacciata, con la rappresentazione del <strong>Giudizio Universale<\/strong>.<br \/>Di questo dipinto, risalente al 1319, \u00a0conosciamo anche il nome dell\u2019autore, <strong>Rinaldo da Taranto.<\/strong><br \/>Rinaldo, insieme al fratello Giovanni, dopo un probabile apprendistato nella citt\u00e0 di Taranto, oper\u00f2 in diversi luoghi del sud dell\u2019Italia e probabilmente ebbe una diretta conoscenza dell\u2019arte figurativa orientale, grazie ad una serie di viaggi compiuti in Palestina e a Cipro.<br \/>Il giudizio si estende a riempire tutta la controfacciata lungo quattro fasce orizzontali e parallele.<br \/>La prima fascia vede al centro, cos\u00ec come accadr\u00e0 in un\u2019iconografia che diventer\u00e0 canonica in tutta la storia dell\u2019arte, Cristo Giudice con accanto la Vergine e San Giovanni Battista. Ai lati gli Apostoli seduti con alle spalle una schiera di Angeli.<br \/>Nella fascia sottostante troviamo, in corrispondenza di Cristo, una mandorla retta da Angeli che contiene la Croce, accompagnata dai simboli del martirio; ai suoi piedi sono Adamo anziano e barbuto ed Eva, entrambi vestiti e in preghiera per la salvezza dell\u2019umanit\u00e0. Quindi, di dimensione rilevante, due Angeli che recano tra le mani i libri stellati aperti ed altri due, rivolti nella direzione opposta che suonano le tube e risvegliano i defunti.<br \/>A sinistra assistiamo al risveglio dei defunti sepolti nella terra, a destra a quello dei defunti dimenticati in mare. La Terra ed il Mare sono due figure allegoriche ed antropomorfe ritratte al centro delle due scene.<br \/><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/IMG_1742-e1620747408955.jpg\" alt=\"\" \/>Nella terza fascia a destra sono i Beati e a destra San Michele Arcangelo nell\u2019atto di misurare le anime con una bilancia. Si tratta di una scena di \u201cPsicostasia\u201d, una <em>contaminatio<\/em> chiaramente ripresa dagli antichi dipinti egiziani.<br \/>Infine abbiamo una quarta fascia che si articola ai lati del portale d\u2019ingresso e che rappresenta a destra un Paradiso lussureggiante, con i Patriarchi, seduti in trono che accolgono nel loro grembo le anime degli eletti, accompagnati ad alberi tra cui \u00e8 possibile distinguere un fico, un dattero un melograno ed un ciliegio. A sinistra \u00e8 l\u2019Inferno, dominato da un gigantesco Satana tra le fiamme.<br \/>Immediato ci sembra il richiamo al mosaico del medesimo soggetto presente nel Duomo di Torcello e risalente al XII secolo, sia per la particolare disposizione delle scene che, anche in questo caso, occupano tutta la controfacciata e i lati del portale, sia per le due scene relative ai defunti richiamati dalla terra e dalle acque.<br \/>Invece la lingua di fuoco che nasce da Cristo e si riversa come un fiume nell\u2019Inferno, ci ricorda quella raffigurata da Giotto nella Cappella degli Scrovegni solo qualche anno prima e che per\u00f2 si divide in quattro rivoli.<br \/>Rinaldo da Taranto con questo grande affresco che si lega intimamente all\u2019architettura, ha rivelato una sicura conoscenza di quanto accadeva nelle arti figurative dei suoi anni ed ha dimostrato di aver saputo armonizzare un registro linguistico di chiara ascendenza bizantina con uno stile occidentale. Inoltre ha manifestato doti di immediatezza narrativa\u00a0 avvalendosi anche di differenti scelte cromatiche e passando da colori vivaci e luminosi a toni cupi e drammatici, a seconda del contenuto delle scene che andava creando. <br \/>Un\u2019opera che invece nacque con molta probabilit\u00e0 dalla collaborazione dei fratelli Rinaldo e Giovanni \u00e8 il dipinto con l\u2019<strong>Albero della Vita<\/strong>.<br \/>Si tratta di un tema molto diffuso nell\u2019arte gotica e che ha un illustre precedente nello straordinario pavimento musivo del Duomo di Otranto (1163-1165).<br \/>L\u2019albero, circondato da una cornice che in alto riporta gli stemmi degli Angioini, ha ai lati due fasce con le immagini clipeate degli Apostoli. Al centro, con le braccia aderenti a due rami dell\u2019albero, \u00e8 Cristo Crocifisso del tipo patiens che, per la curva dolente del corpo e la testa reclinata, rimanda al crocifisso riminese di Giotto o secondo lo studioso Leone De Castris, potrebbe legarsi alla scuola di Pietro Cavallini, conosciuta dai due fratelli pittori quando questi furonoa a Napoli. Ancora una volta per\u00f2 a tali elementi occidentali si uniscono caratteri bizantini, quali l\u2019ampio torace, le braccia sottili e troppo lunghe e la testa piccola dai lineamenti rigidi.<\/p>\n<p>testo e foto di <strong>Anna Pia Giansanti<\/strong> &#8211; 2 febbraio 2011<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella campagna brindisina, a pochi chilometri dalla citt\u00e0, sorge uno dei monumenti pi\u00f9 interessanti e rappresentativi dell\u2019arte medievale pugliese, la<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":4135,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[482,513],"class_list":["post-1892","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-reportage","tag-arte-gotica","tag-puglia"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1892","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1892"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1892\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7541,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1892\/revisions\/7541"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}