{"id":198,"date":"2018-03-04T09:07:54","date_gmt":"2018-03-04T08:07:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cmsksyn.com\/evus_bilingue\/it\/?p=198"},"modified":"2021-05-12T18:52:03","modified_gmt":"2021-05-12T16:52:03","slug":"la-rondine-che-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/rivelazioni\/antiquae-gentes\/la-rondine-che-non-ce\/","title":{"rendered":"Una rondine non fa primavera&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019equinozio di primavera indica che la durata delle ore di luce \u00e8 pressoch\u00e9 uguale a quella delle ore di buio. Il termine deriva infatti dal latino &#8220;equi-noctis&#8221;, ossia &#8220;notte uguale&#8221;, sottintendendo: uguale al giorno.<br>Sappiamo che tale fenomeno si verifica per via del movimento di rivoluzione della terra intorno al Sole, allorch\u00e8 i suoi raggi giungono sulla terra perpendicolarmente rispetto al suo asse di rotazione. Ci\u00f2 accade due&nbsp; sole volte nel corso dell&#8217;anno solare, a distanza di sei mesi l&#8217;una dall&#8217;altra, e cio\u00e8 intorno al 20 di marzo (equinozio di primavera nell&#8217;emisfero boreale) e al 22 di settembre (equinozio d&#8217;autunno).<br>La magica data dell&#8217;equinozio primaverile si lega in qualche modo anche alla storia del primo cristianesimo. Fu infatti il Concilio di Nicea del 325 d.C. a stabilire che la Pasqua sarebbe caduta, secondo il calendario lunare, nella prima domenica successiva alla prima luna piena che segue l\u2019equinozio di primavera.<br>Le fonti agiografiche di san Benedetto, fondatore del primo ordine cenobitico nella storia del cristianesimo, riferiscono che il santo divenuto patrono d&#8217;Europa &#8220;spir\u00f2 il 21 di marzo, quando la prima rondine tornava al suo nido a Montecassino, nido dell&#8217;ordine benedettino&#8221;.<br>Nato a Norcia intorno al 480, e morto a Cassino verso il 547, san Benedetto viene spesso ricordato nella tradizione popolare per un noto proverbio che recita : \u201cA San Benedetto, la rondine sotto il tetto&#8221;.<br>Eppure il 21 di marzo le rondini non si vedono ancora volare nei nostri cieli e bisogner\u00e0 ancora attendere almeno fino ai primi di aprile, per sentire garrire i primi balestrucci.<\/p>\n\n\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-484 size-large\" title=\"rondine 5\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/rondine-5-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/rondine-5-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/rondine-5-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/rondine-5-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/rondine-5.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p><br \/>Come mai vi \u00e8 uno scarto di tempo di circa dieci giorni tra l&#8217;arrivo delle rondini e la data dell&#8217;equinozio?\u00a0 Il fatto \u00e8 che nel XVI secolo il calendario giuliano era arrivato ad accumulare ben dieci giorni di ritardo rispetto al corso solare!<br \/>Fin quando\u00a0, nel 1582, papa Gregorio XIII decise di riformare il vecchio calendario giuliano (cos\u00ec chiamato perch\u00e9 era stato Giulio Cesare ad adottarlo nel 46 a.C.). Il pontefice sapeva bene che\u00a0 il ritardo accumulato dal calendario\u00a0 giuliano aveva raggiunto dieci giorni, facendo slittare l&#8217;equinozio di primavera all&#8217;11 di marzo. Uno scarto che aveva causato anche il graduale slittamento della Pasqua (dal momento che l&#8217;importante festivit\u00e0 cristiana veniva celebrata nella prima domenica dopo il plenilunio successivo all&#8217;equinozio di primavera). Se il papa non fosse intervenuto riformando il calendario, la Pasqua sarebbe caduta sempre pi\u00f9 lontana dal reale fenomeno astronomico dell&#8217;equinozio!<br \/>Il nuovo calendario, chiamato gregoriano dal nome del papa che lo introdusse, fu in realt\u00e0 riformato dal calabrese Luigi Lilio. Il celebre matematico, che fu professore di medicina all&#8217;Universit\u00e0 di Perugia, riusc\u00ec infatti a mettere a punto un sistema di compensazione in grado di far tornare l&#8217;equinozio primaverile al 21 di marzo, facendo in modo che i ritardi sul corso solare non dovessero pi\u00f9 ripetersi nei secoli a venire. Nella commissione di esperti che portarono all&#8217;attuazione della riforma vanno ricordati anche due celebri astronomi: il gesuita tedesco Cristoforo Clavius e il vescovo domenicano di Perugia Ignazio Danti.<br \/>Chi si coric\u00f2 la notte di gioved\u00ec 4 ottobre 1582, si risvegli\u00f2\u00a0 come per magia al mattino di venerd\u00ec 15. In una sola notte il papa era riuscito a cancellare quei dieci giorni di troppo, rimettendo\u00a0 le cose a posto una volta per tutte.<br \/>Tra tutti i mesi venne scelto ottobre perch\u00e8 era quello con meno feste religiose. Neanche la scelta del giorno fu casuale: il 4 ottobre, infatti, non poteva essere soppresso, non solo perch\u00e8 in questa data veniva celebrato Francesco d&#8217; Assisi, ma anche perch\u00e8 la citt\u00e0 di Bologna (da cui Gregorio XIII proveniva), festeggiava in quello stesso giorno il suo protettore san Petronio.<br \/>Con la bolla papale &#8220;Inter gravissimas&#8221; si ordin\u00f3 a tutti i cristiani d&#8217;Europa di adottare il nuovo calendario, minacciando di scomunica quei paesi che non l&#8217;avessero fatto. Tale decisione scaten\u00f2 non poche polemiche in un periodo di tensioni come quello della Controriforma. La Francia, la Spagna, il Portogallo e altri paesi cattolici si uniformarono subito, mentre gli altri stati di religione luterana, calvinista ed anglicana, si adeguarono al nuovo calendario cristiano solo nel corso del XVIII secolo.<br \/>Quanto ai paesi ortodossi, l&#8217;adeguamento avvenne addirittura nel 1916 per la Grecia, e nel 1918 per i Paesi Baltici e per la Russia.<\/p>\n<p><strong><em>Antonella Bazzoli &#8211;<\/em><\/strong> 16 marzo 2011<strong><em><br \/><\/em><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019equinozio di primavera indica che la durata delle ore di luce \u00e8 pressoch\u00e9 uguale a quella delle ore di buio.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2065,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[13],"tags":[505,426,1281,168,1282,102,364],"class_list":["post-198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-antiquae-gentes","tag-calendari","tag-calendario-gregoriano","tag-equinozio-di-primavera","tag-marzo","tag-rondini","tag-san-benedetto","tag-solstizio-dinverno"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=198"}],"version-history":[{"count":42,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7021,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/198\/revisions\/7021"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2065"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}