{"id":2135,"date":"2018-08-09T09:46:38","date_gmt":"2018-08-09T07:46:38","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=2135"},"modified":"2021-05-12T18:45:47","modified_gmt":"2021-05-12T16:45:47","slug":"quando-gli-etruschi-migravano-verso-nuove-terre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/reportage\/quando-gli-etruschi-migravano-verso-nuove-terre\/","title":{"rendered":"&#8220;Ver sacrum&#8221; sul sarcofago etrusco?"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi vi voglio accompagnare nel museo archeologico nazionale di Perugia per ammirare uno dei reperti pi\u00f9 affascinanti della sua collezione etrusca: il Sarcofago dello Sperandio.Si tratta di un cassone in pietra fetida, tipica pietra calcarea dell&#8217;area chiusina. Il nome Sperandio gli deriva dalla via in cui si trovava la necropoli etrusca in cui il sarcofago fu rinvenuto nel 1843.<br>La tomba risale all&#8217;et\u00e0 arcaica e al suo interno fu trovato un corredo costituito da armi in ferro, collocato accanto ai resti del defunto.<br>Ci\u00f2 ha fatto ipotizzare che il personaggio inumato fosse un guerriero d&#8217;alto rango vissuto intorno al V secolo a.C. , forse uno di quei &#8220;principi guerrieri&#8221; che si erano stabiliti nell&#8217;Etruria interna arricchendosi attraverso l&#8217;arte della guerra.<br>Secondo gli archeologi il sarcofago sarebbe stato fabbricato in una bottega chiusina e solo successivamente sarebbe stato trasportato a Perugia.<br>Forse il committente, originario di Chiusi, si trasfer\u00ec a Perugia portando con s\u00e8 i propri averi, compreso il prezioso sarcofago che un giorno avrebbe ospitato i suoi resti mortali consentendogli di affrontare l&#8217;ultimo viaggio nell&#8217;aldil\u00e0.<br>Trasportare un manufatto in pietra cos\u00ec pesante e non someggiabile fu certamente un&#8217;impresa difficile, soprattutto se si considera che l&#8217;antico tracciato da Chiusi a Perugia era caratterizzato da fiumi che potevano essere attraversati solo con ponti e traghetti. Tuttavia sappiamo che nel VI-V secolo a.C. gli spostamenti tra le due importanti citt\u00e0 dell&#8217;Etruria interna erano piuttosto frequenti, se non addirittura abituali.<\/p>\n\n\n<figure id=\"attachment_2136\" aria-describedby=\"caption-attachment-2136\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2136 size-large\" title=\"Sarcofago dello Sperandio\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5466-1024x657.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5466-1024x657.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5466-600x385.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5466-300x192.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5466.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2136\" class=\"wp-caption-text\">Il sarcofago dello Sperandio. Museo Archeologico dell&#8217;Umbria. Scena con corteo di uomini e animali<\/figcaption><\/figure>\n<p>Osserviamo ora il sarcofago da vicino e notiamo per prima cosa che esso poggia su quattro eleganti zampe a forma leonina.<br \/>Ammirando la qualit\u00e0 dei rilievi scolpiti sul manufatto, rimaniamo colpiti dalla grande abilit\u00e0 degli\u00a0artigiani chiusini del 500 a.C.<br \/>Stupisce in particolare la resa delle figure a rilievo, arditamente sovrapposte su diversi piani con l&#8217;intento di creare un effetto realistico e dinamico. Il risultato \u00e8 un corteo che nell&#8217;insieme appare movimentato e persino prospettico.<br \/>Il reperto \u00e8 talmente ben conservato che si vedono ancora distintamente tracce del suo colore originale, in particolare il rosso evidente soprattutto nelle due scene laterali in cui \u00e8 rappresentato il tipico banchetto etrusco.<br \/>Nelle due scene del <em>simposio<\/em> vediamo tre personaggi etruschi distesi su un letto triclinare (<em>kline<\/em> a pi\u00f9 posti). Il gomito sinistro dei simposianti \u00e8 comodamente poggiato su un cuscino che appare ripiegato fra il corpo ed il braccio. Con un gesto intimo ed amichevole, l&#8217;uomo al centro della scena poggia la mano destra sulla spalla del compagno che gli \u00e8 davanti. Quest&#8217;ultimo, a sua volta, regge con la destra una <em>kilix<\/em> (tipica coppa da vino in ceramica) nel tipico atteggiamento di chi sta partecipando al gioco del <em>kottabos<\/em>.<br \/>Il terzo personaggio sdraiato sul <em>kline<\/em> \u00e8 un musico intento a suonare la lira.\u00a0 Ai piedi del letto, accanto a un vaso e al tipico <em>cratere\u00a0<\/em> che conteneva il vino, un ragazzo nudo serve il banchetto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4586\" aria-describedby=\"caption-attachment-4586\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCN5469.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4586 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCN5469-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCN5469-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCN5469-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCN5469-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCN5469.jpg 1941w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4586\" class=\"wp-caption-text\">Particolare del sarcofago dalla necropoli dello Sperandio<\/figcaption><\/figure>\n<p><br \/>La scena sembra puramente conviviale, ma in realt\u00e0 sappiamo che il banchetto etrusco era un rito dal valore altamente spirituale, una consuetudine strettamente connessa alla religione e al culto dei morti.<br \/>Potrebbe sembrare strano che tra i simposianti raffigurati sui fianchi del sarcofago non vi siano donne, dal momento che nella societ\u00e0 etrusca anche loro potevano partecipare al simposio. Tuttavia \u00e8 solo a partire dal 500 a.C. che le scene di banchetto rinvenute nelle tombe etrusche mostrano donne tra i partecipanti al <em>simposio<\/em>. Una cosa comunque \u00e8 certa: la scena del banchetto serviva ad ostentare l&#8217;elevato status sociale del proprietario del cassone.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2153\" aria-describedby=\"caption-attachment-2153\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2153 size-large\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"particolare del sarcofago dello Sperandio\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5467-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5467-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5467-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5467-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5467.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2153\" class=\"wp-caption-text\">Al centro del corteo c&#8217;\u00e8 anche un augure con lituo e machaira<\/figcaption><\/figure>\n<p>Soffermiamoci ora sulla scena rappresentata sul lato pi\u00f9 lungo del sarcofago.<br \/>E&#8217; senza dubbio la scena pi\u00f9 interessante ma anche la pi\u00f9 enigmatica.<br \/>Vi \u00e8 raffigurato un corteo, animato dalla presenza di uomini, donne ed animali, che procede ordinatamente e pacatamente da sinistra verso destra.<br \/>Alla testa del gruppo sfila un giovane sbarbato che tiene in mano un bastone ed ha una fune legata intorno al collo. Alla stessa corda sono legati anche i tre uomini dalla lunga barba che procedono dietro di lui. Si tratta probabilmente di prigionieri, forse di schiavi, oppure di ostaggi di rango catturati in battaglia per ottenere un riscatto. A confermare il loro status di prigionieri contribuisce il particolare taglio di capelli che li caratterizza: una sorta di caschetto un po&#8217; rozzo, assai diverso dal taglio pi\u00f9 moderno e raffinato che caratterizza gli altri personaggi di stirpe etrusca che affollano il corteo: uomini giovani e accuramente rasati, la cui tipica pettinatura &#8220;alla greca&#8221; lascia scoperte le orecchie.<br \/>Se si fa eccezione per la donna e il giovane con le braccia alzate che sfilano al centro della scena, notiamo che tutti gli altri personaggi maschili impugnano armi tra cui aste appuntite, lance e bastoni.<br \/>Vi \u00e8 anche una figura centrale che si distingue dalle altre perch\u00e8 ha in mano un <em>lituo, <\/em>tipica insegna sacerdotale dell&#8217;<em>augure<\/em> etrusco, ed una <em>machaira<\/em>, sciabola dalla forma ricurva in uso dal VI secolo a.C..<br \/>Il corteo \u00e8 evidentemente in viaggio ed \u00e8 animato non solo da uomini ma anche da animali domestici, tra cui buoi, capre, cavalli da soma, un cane con collare e capretti appena nati trasportati in spalla dai prigionieri.<br \/>Ed \u00e8 stato proprio quest&#8217;ultimo particolare che mi ha fatto intuire a quale stagione faccia riferimento la scena: dato che \u00e8 in primavera che nascono i capretti e gli agnelli, dopo circa cinque mesi di gestazione, \u00e8 questa la stagione in cui il corteo si \u00e8 messo in viaggio! La presenza dei capretti appena nati, dunque, confermerebbe la mia ipotesi di una migrazione ambientata nella stagione primaverile !<br \/>Tale dettaglio mi ha indotta ad ipotizzare che la scena del corteo possa rappresentare un <em><strong>ver sacrum,<\/strong><\/em> ovvero una &#8220;primavera sacra&#8221;, antichissima consuetudine di tipo rituale attestata tra i popoli italici, che prendeva il via per ovvie ragioni climatiche alla fine del rigido inverno.<br \/>Sappiamo che tale tradizione rituale consisteva nella migrazione di una parte dei membri di uno stesso gruppo sociale che per voto agli dei si distaccavano volontariamente dalla comunit\u00e0 di appartenenza, allo scopo di garantirne la sopravvivenza. Il <em>ver sacrum<\/em> si svolgeva infatti solitamente in caso di sovrappopolazione, oppure in seguito ad eventi catastrofici naturali, come le carestie, che mettevano a rischio la sopravvivenza dell&#8217;intera comunit\u00e0.<br \/>L&#8217;affollato e dettagliato corteo scolpito sul fronte del sarcofago dello Sperandio potrebbe quindi rappresentare quel voto pubblico che veniva fatto agli dei, e che consisteva nel consacrare tutti i nati in primavera, uomini, vegetali ed animali, alla divinit\u00e0. Il sacrificio prevedeva che i neonati in primavera non appartenessero pi\u00f9 alla comunit\u00e0 e che una volta cresciuti venissero allontanati dai confini della patria, per affrontare quel viaggio rituale che li avrebbe portati alla conquista di nuovi territori in cui insediarsi e fondare citt\u00e0. Scopo del viaggio migratorio era infatti anche colonizzare nuove terre in cui fermarsi stabilmente.<br \/>A guidare il gruppo in viaggio vi era solitamente un animale sacro alla divinit\u00e0, che poteva essere un bue, un lupo o un uccello, che il gruppo seguiva credendo che i suoi movimenti interpretassero il volere divino.<br \/>Testimonianza di questa migrazione rituale \u00e8 riportata anche da Plinio il Vecchio che riferisce come un gruppo di Sabini, partiti dal paese nativo per voto di una primavera sacra, sarebbe giunto nella regione picena. Secondo il mito di fondazione a guidare il gruppo sarebbe stato un picchio (<em>picus<\/em>, animale sacro al dio Marte) da cui appunto il nome Piceni.<\/p>\n<p>Mi sembra interessante, a questo proposito, notare che i personaggi raffigurati sul cassone di Perugia hanno tutti un aspetto giovane, se si fa eccezione per i prigionieri le cui lunghe barbe a punta evidenziano forse un&#8217;et\u00e0 pi\u00f9 matura. E soprattutto mi sembra interessante notare lungo il corteo, la presenza di vegetali e di animali che potrebbero avere una valenza sacra.<\/p>\n<p>Pur non escludendo che il committente del cassone abbia voluto ricordare l&#8217;avvenuta migrazione di un gruppo gentilizio da Chiusi verso Perugia, forse riferibile all\u2019et\u00e0 di Porsenna, ritengo tuttavia possibile che la scena del corteo possa riferirsi alla mitica migrazione di un gruppo etrusco in viaggio verso nuove colonie.<\/p>\n<p>Come non pensare allora alla leggenda di fondazione delle citt\u00e0 etrusche di Perugia, Bologna e Mantova?<br \/>Servio riferisce che Ocno sarebbe partito da Perugia per evitare di litigare con il padre (o fratello?)<strong> <a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/grandangolo\/porta-marzia-e-il-mito-dei-fratelli-fondatori\/\">Auleste<\/a><\/strong> , intraprendendo un viaggio che lo avrebbe portato a fondare le nuove citt\u00e0 etrusche di Felsina (Bologna) e di Mantua (Mantova).<br \/>Auleste (nome che nel corso del medioevo si trasform\u00f2 in Euliste) \u00e8 il mitico fondatore di Perugia che troviamo rappresentato anche sulla Fontana Maggiore del 1278, a dimostrazione che nel tardo medioevo il mito etrusco di fondazione non era stato ancora dimenticato dai perugini.<br \/>Il <em>conditor<\/em> Auleste fu dunque, attenendoci a quanto riferisce Servio, padre o fratello del giovane Ocno.<br \/>E se uno dei due mitici <em>conditores<\/em> etruschi (se non addirittura entrambi) fosse raffigurato sul sarcofago dello Sperandio?<br \/>Se cos\u00ec fosse Ocno, o forse Auleste, potrebbe essere uno dei due personaggi in secondo piano, con le braccia alzate, la cui postura del corpo si differenzia da quella degli altri.<br \/>Vediamo la figura-guida al centro del corteo, tra la donna e l&#8217;augure, proprio dietro il cavallo da soma. Notiamo dalla posizione dei suoi piedi che egli procede come gli altri in avanti, ma il suo busto \u00e8 frontale, il collo \u00e8 girato e la testa \u00e8 rivolta indietro, facendo pensare a qualcuno che sta guidando il corteo affinch\u00e8 sfili ordinatamente.<br \/>I suoi gesti e le sue braccia alzate sembrano infatti dare indicazioni al gruppo su come muoversi e su come procedere.<br \/>Un secondo personaggio-guida potrebbe essere il giovane che si trova rappresentato in secondo piano dietro la coppia di buoi, con il braccio destro alzato e il sinistro che sosiene una lancia. Testa e collo sono anche in questo caso completamente girati in posizione opposta rispetto ai piedi.<br \/>Anche lui sembrerebbe dare ordini e istruzioni a qualcuno che si trova in coda al corteo. Il suo sguardo e i suoi gesti sono rivolti indietro, verso il resto di un gruppo che in viaggio che possiamo solo immaginare dietro di lui.<\/p>\n<p>Concludendo, ritengo che la scena frontale del sarcofago dello Sperandio possa rappresentare un mito etrusco dimenticato: un <em>ver sacrum<\/em>, un sacro viaggio rituale primaverile volto alla conquista di nuove terre, e guidato forse da <em>conditores<\/em> di stirpe etrusca.<br \/>Chiss\u00e0? Forse la scena del sarcofago voleva celebrare il mito di Auleste, <em>conditor<\/em> di Perugia. O forse il mito del pi\u00f9 giovane Ocno, migrato con un gruppo di uomini e animali in direzione della Valle Padana, verso le fertili terre in cui avrebbe fondato le citt\u00e0 etrusche di Felsina e di Mantova&#8230;<\/p>\n<p>Non mancano tuttavia altre ipotesi interpretative riguardo alla scena scolpita sul sarcofago dello Sperandio.<br \/>Alcuni archeologi ritengono infatti che i rilievi del cassone abbiano a che fare con l&#8217;identit\u00e0 culturale del personaggio etrusco che commission\u00f2 il sarcofago presso un bottega chiusina. C&#8217;\u00e8 ad esempio chi ha ipotizzato che il corteo rappresenti la vittoria di un guerriero etrusco, forse identificabile con il defunto, e del suo gruppo di appartenenza su un popolo indigeno di origine italica. Le donne, gli animali e i prigionieri potrebbero in tal caso rappresentare il bottino di guerra del vincitore etrusco. Insomma una ricchezza da ostentare, un modo per mostrare il potere e lo status sociale raggiunti in vita dal &#8220;principe guerriero&#8221; proprietario del sarcofago.<br \/>C&#8217;\u00e8 poi chi ha notato che i personaggi del corteo indossano abiti civili. Non si vedono scudi, n\u00e9 elmi o schinieri. Il bastone, la <em>machaira<\/em>, le aste e le lance sembrano strumenti dalla valenza simbolica pi\u00f9 che armi usate in battaglia. Per questo si \u00e8 anche ipotizzato che la scena rappresenti la chiusura della stagione bellica e la riapertura di quella civile.<br \/>N\u00e9 si pu\u00f2 escludere che la figura gerarchicamente pi\u00f9 importante delle altre sia l&#8217;augure al centro della scena, ovvero il sacerdote etrusco che regge il lituo in una mano e la machaira nell&#8217;altra<em>.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_2140\" aria-describedby=\"caption-attachment-2140\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2140 size-large\" title=\"Sarcofago dello Sperandio. Scena con banchetto etrusco\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5459-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5459-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5459-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5459-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5459.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2140\" class=\"wp-caption-text\">Distesi sui klinai i simposianti ascoltano musica e bevono vino<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_2138\" aria-describedby=\"caption-attachment-2138\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2138 size-large\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"Sarcofago dello Sperandio. Particolare della scena del corteo\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5472-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5472-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5472-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5472-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5472.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2138\" class=\"wp-caption-text\">Alcuni prigionieri , con barbe appuntite e legati con una corda al collo, trasportano dei capretti sulle spalle<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>di <strong>Antonella Bazzoli <\/strong>(testi e foto), 18 marzo 2011\u00a0<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi vi voglio accompagnare nel museo archeologico nazionale di Perugia per ammirare uno dei reperti pi\u00f9 affascinanti della sua collezione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2153,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[387,119,343,385,383,386,44,534],"class_list":["post-2135","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-reportage","tag-auleste","tag-chiusi","tag-etruschi","tag-felsina","tag-mantova","tag-ocno","tag-perugia","tag-ver-sacrum"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2135","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2135"}],"version-history":[{"count":73,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2135\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7016,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2135\/revisions\/7016"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}