{"id":2192,"date":"2016-10-26T07:00:59","date_gmt":"2016-10-26T05:00:59","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=2192"},"modified":"2021-05-18T19:04:18","modified_gmt":"2021-05-18T17:04:18","slug":"migrazioni-di-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/i-racconti-di-evus\/migrazioni-di-primavera\/","title":{"rendered":"Migrazioni d&#8217;autunno"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Ripropongo ai lettori di Evus questo articolo,&nbsp; purtroppo ancora tristemente attuale&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Uomini e donne disperati, pronti a perdere tutto, persino a rischiare la propria vita e quella dei propri figli in un viaggio per mare, costoso e pericoloso, a bordo di barconi insicuri, sovraccarichi di fuggitivi. Sono i profughi africani che non avendo ormai pi\u00f9 nulla da perdere se non la propria vita, inseguono un&#8217;ultima speranza, quella di riuscire a sbarcare&nbsp; sulle nostre coste, consapevoli del rischio che corrono, consapevoli che molti di loro non ce la faranno.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultima tragedia si \u00e8 consumata solo poche ore fa: un barcone di circa 250 migranti si&nbsp;\u00e8 capovolto e le persone a bordo sono finite in acqua. Il primo bilancio, secondo l&#8217;Ansa,&nbsp;\u00e8 di 34 morti, tra i quali anche bambini!<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 nuovamente emergenza, un&#8217;emergenza&nbsp; che va assolutamente affrontata a livello europeo, senza perdere altro tempo, il che equivarrebbe a perdere altre vite umane!<\/p>\n\n\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2193 size-large\" title=\"particolare del Sarcofago etrusco dello Sperandio\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5465-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5465-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5465-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5465-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/DSCN5465.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Non \u00e8 facile analizzare e comprendere le ragioni di un fenomeno migratorio come quello cui stiamo assistendo negli ultimi anni, un fenomeno che ci vede coinvolti sia politicamente che emotivamente, come italiani e come cittadini europei. E&#8217; evidente che fuggire verso un paese straniero, lasciando la propria terra, la propria cultura d\u2019origine e soprattutto rischiando la propria vita in mare, \u00e8 un rischio che \u00e8 pronto a correre solo chi non ha pi\u00f9 nulla da perdere e solo chi coltiva ancora una piccola speranza di migliorare le proprie condizioni di vita e quelle dei propri figli.<\/p>\n<p>Proviamo a spostare la nostra attenzione verso la storia passata, per cercare di capire cosa significasse un tempo la parola \u201cmigrare\u201d.<\/p>\n<p>Guardando alla storia pi\u00f9 recente scopriremo che tra il 1860 e il 1985 sono state registrate pi\u00f9 di 10 milioni di partenze dall&#8217;Italia!\u00a0 Molti furono anche gli italiani che alla fine del XIX secolo emigrarono verso l&#8217;Africa, in particolar modo verso la Tunisia, il Marocco e l&#8217;Egitto, oppure verso quelle che erano le colonie italiane della Libia e dell&#8217;Eritrea.<\/p>\n<p>Essere disposti a lasciare la propria terra d\u2019origine per dirigersi verso un paese sconosciuto, verso nuove terre in cui insediarsi per ricominciare una nuova vita, \u00e8 infatti un fenomeno sempre esistito, che tuttavia non va confuso con il nomadismo, seppure anch\u2019esso &#8211; proprio come la migrazione da una terra all\u2019altra &#8211; sia un fenomeno antico quanto l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Un fenomeno noto, addirittura, gi\u00e0 ai tempi dei nostri antenati italici e degli etruschi, quel popolo che, come \u00e8 noto, si \u00e8 evoluto tra il IX e il III secolo a.C. nelle regioni del centro Italia.<\/p>\n<p>Augurandoci che riflettere sul passato possa aiutarci a migliorare il nostro presente, riproponiamo ai lettori di Evus due articoli che indirettamente affrontano un tema comune: le migrazioni al tempo degli etruschi.<\/p>\n<p>Nel primo contributo si\u00a0 prende in esame il <strong><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/grandangolo\/quando-gli-etruschi-migravano-verso-nuove-terre\/\">sarcofago dello Sperandio<\/a><\/strong> sul cui fronte fu scolpito a rilievo un dettagliato corteo di uomini e animali. Il soggetto sembrerebbe rappresentare una vera e propria migrazione di un gruppo sociale, forse un <em>ver sacrum<\/em>, fenomeno migratorio di tipo rituale che, per ovvie ragioni climatiche, si svolgeva anticamente in primavera. La migrazione riguardava generalmente solo la popolazione pi\u00f9\u00a0 giovane che \u00a0se ne andava volontariamente dalla propria terra, o a causa di un&#8217;eccessiva densit\u00e0 di popolazione che avrebbe messo a rischio la sopravvivenza della comunit\u00e0, o in seguito a un periodo di carestia, o a causa di altri eventi catastrofici naturali che avrebbero messo a rischio la vita dell\u2019intero gruppo di appartenenza se parte di esso non fosse migrato in altre terre.<\/p>\n<p>Nel secondo articolo, invece, proponiamo l&#8217;analisi testuale di un<strong>&#8216;<a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/grandangolo\/quando-dallitalia-si-fuggiva-in-tunisia\/\">iscrizione etrusca<\/a><\/strong> ritrovata a 50 chilometri a sudest di Cartagine, nell&#8217;attuale Tunisia, che\u00a0 confermerebbe l&#8217;avvenuta migrazione di un gruppo di fuggiaschi etruschi provenienti da Chiusi nel I sec. a.C., se non addirittura addirittura la migrazione di un gruppo di imprenditori agricoli che sarebbero giunti in Africa nel III secolo a.C. per colonizzare una vasta area di territorio nordafricano.<\/p>\n<p><strong>Antonella Bazzoli <\/strong>\u2013<em>\u00a0 12 ottobre 2013<br \/><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripropongo ai lettori di Evus questo articolo,&nbsp; purtroppo ancora tristemente attuale&#8230; Uomini e donne disperati, pronti a perdere tutto, persino<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4586,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[22],"tags":[526,119,343,1250,44],"class_list":["post-2192","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-racconti-di-evus","tag-cartagine","tag-chiusi","tag-etruschi","tag-migranti","tag-perugia"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2192"}],"version-history":[{"count":24,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2192\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7736,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2192\/revisions\/7736"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}