{"id":2319,"date":"2011-06-15T14:44:17","date_gmt":"2011-06-15T13:44:17","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=2319"},"modified":"2021-05-17T19:16:14","modified_gmt":"2021-05-17T17:16:14","slug":"pierosara-il-castello-e-la-leggenda-di-un-tragico-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/i-racconti-di-evus\/pierosara-il-castello-e-la-leggenda-di-un-tragico-amore\/","title":{"rendered":"Pierosara, il castello e la leggenda di un tragico amore"},"content":{"rendered":"\n<p>Nelle Marche,\u00a0 in una stupenda posizione sopraelevata che domina la Gola della Rossa e quella delle celebri Grotte di Frasassi nel territorio di Fabriano, venne vissuta una tragica storia d\u2019amore e di morte. L\u2019abitato in cui tutto accadde e di cui vi racconto fu un <em>Castellum<\/em> medievale: aveva il nome di <em>Castellu Petruso<\/em> o <em>Rocca Petrosa<\/em>, probabilmente a causa della natura rocciosa del luogo.<br>La sua fondazione per\u00f2 dovette essere molto pi\u00f9 antica. Non vi sono documenti certi sull&#8217;epoca della sua origine che verrebbe fatta risalire al 69 d.C., allorch\u00e8 alcuni cittadini romani si rifugiarono in questa terra, suggestiva\u00a0 ma impervia, per fuggire alla ferocia dell\u2019imperatore Nerone.<br>I fondatori furono forse degli abitanti di Roma convertiti al cristianesimo e sfuggiti alle persecuzioni dell&#8217; imperatore? O pi\u00f9 semplicemente si tratt\u00f2 della costruzione di un avamposto militare, essenziale per la posizione strategica del sito che permetteva di controllare sia le strade provenienti dall\u2019Adriatico che quelle provenienti dalle valli \u00a0dell\u2019Esino e del Sentino? Senza contare che nei pressi sorgeva\u00a0 il Municipio romano di Tuficum che cos\u00ec veniva protetto da questo presidio.<br>Alla caduta dell&#8217;Impero Romano d\u2019Occidente il castello ed il territorio circostante furono teatro di frequenti scontri tra i Bizantini\u00a0 che ne avevano fatto una roccaforte e le popolazioni barbare.<br>Dapprima giunsero i Goti, poi i Longobardi che occuparono la rocca e che, quando nel 571 costituirono il Ducato di Spoleto, ne fecero un avamposto per difenderne il confine. Successivamente Castello Petroso fu elevato dal Re Autari\u00a0 a Castaldato cos\u00ec che pot\u00e8 esercitare una sovranit\u00e0 giuridica ed amministrativa su un\u00a0 territorio che si estendeva a comprendere le terre ora appartenenti ai Comuni di Fabriano e di Genga e che confinava con la Pentapoli bizantina.<br>Nonostante i profondi cambiamenti storici che seguirono (pensiamo all\u2019avvento dei Franchi ed alla \u00a0formazione del Sacro Romano Impero) il Castaldato di Castello Petroso, trasformato in feudo imperiale, non perse la sua autonomia, n\u00e9 la sovranit\u00e0 sul suo territorio, anzi conserv\u00f2 le leggi longobarde fino al XII secolo.<br>E\u2019 dal 1171 che il Castello, occupato dal Conte Uguzzone della Genga, cominci\u00f2\u00a0 a cambiare il suo nome in Castello di Plerosaria o Plarosaria, o anche di Plarosara, nome che si trasformer\u00e0 poi in Perosara e, nell\u2019Ottocento, in Pierosara.<br>Se i primi cambiamenti del nome verranno attribuiti ad una naturale trasformazione del linguaggio dal latino al volgare, per quanto attiene il nome del borgo attuale l&#8217;origine sembra derivare da una romantica e tragica leggenda locale.<br>Si racconta che in un anno imprecisato il Conte di Ravellone, feudatario del Castello di Rotorscio, si invagh\u00ec di Sara, una bella ragazza che abitava nel Castello Petroso. Poich\u00e9 Sara era innamorata e promessa sposa a un giovane del luogo di nome Piero, il Conte di Ravellone decise di rapirla. Una notte infatti si introdusse nella rocca e riusc\u00ec ad avvicinare Sara, ma per evitare che la giovane venisse portata via, gli abitanti chiusero le porte del castello. Ne nacque una feroce battaglia tra gli abitanti e i cavalieri che avevano seguito il Conte nella prepotente impresa, fino a che, vistosi sconfitto, per non cedere Sara che teneva avvinta a s\u00e9, il Conte la uccise. Piero allora, preso dalla disperazione e dall\u2019ira, aggred\u00ec l\u2019uccisore della donna amata, ma il Conte lo affront\u00f2 con una scure e lo fer\u00ec a morte. Piero mor\u00ec accanto alla giovane Sara che abbracci\u00f2 con le poche ultime forze che gli restavano.<br>In ricordo di questo amore infelice da quel giorno il Castello prese il nome di Pierosara.<br>Pierosara \u00e8 oggi un piccolo, ma stupendo borgo che mostra ancora ben conservati una parte delle mura difensive, il cassero ed una robusta torre mozza a pianta quadrata.<\/p>\n\n\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2320 size-large\" title=\"La torre di Pierosara\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/torre-pierosara2-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" \/><br \/>Si giunge all\u2019interno del borgo murato attraverso una porta,\u00a0 <em>iauna castri,<\/em> che conduce all\u2019unica stradina che aggira il cassero sovrastante. La porta \u00e8 costituita da un arco a tutto sesto, voltata a botte, in pietra arenaria.<br \/>Su uno sperone di roccia calcarea sorge la torre che domina il paese e che doveva avere funzione di torre di avvistamento, ma anche di difesa. Costruita con conci ben squadrati, \u00e8 alta 15 metri, presenta sul lato nord un\u2019apertura a poco pi\u00f9 di 6 metri da terra che doveva costituire l\u2019ingresso ed a cui si accedeva per mezzo di una scala a pioli che veniva ritratta in caso di pericolo. Sul lato occidentale si evidenzia una feritoia di cui \u00e8 difficile ipotizzare la funzione. Munita in passato di merlature, viene fatta risalire ad un periodo che va dal X all\u2019XI secolo.<br \/>Se il piccolo borgo conserva ancora intatto il suo fascino antico, dall\u2019alto del castello in un incantevole panorama \u00e8 possibile distinguere la Gola della Rossa, la Gola di Frasassi e l\u2019alta Valle dell\u2019Esino.<\/p>\n<p><strong>di Anna Pia Giansanti &#8211; <\/strong>15 giugno 2011<strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>Montani, Memorie storiche di Fabriano<\/p>\n<p>Sassi, Carte di San Vittore<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle Marche,\u00a0 in una stupenda posizione sopraelevata che domina la Gola della Rossa e quella delle celebri Grotte di Frasassi<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":2320,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-2319","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-racconti-di-evus"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2319","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2319"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2319\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7614,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2319\/revisions\/7614"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}