{"id":232,"date":"2024-04-01T08:30:00","date_gmt":"2024-04-01T06:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cmsksyn.com\/evus_bilingue\/it\/?p=232"},"modified":"2024-04-01T13:15:33","modified_gmt":"2024-04-01T11:15:33","slug":"cera-una-volta-angizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/rivelazioni\/antiquae-gentes\/cera-una-volta-angizia\/","title":{"rendered":"C&#8217;era una volta Angizia"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel piccolo borgo montano di Cocullo in provincia de L&#8217;Aquila,&nbsp;si svolge da secoli una festa religiosa originale ed unica nel suo genere,&nbsp; dove la&nbsp;devozione popolare si mescola al folklore e i riti della tradizione si rinnovano di anno in anno, trasportando i visitatori indietro nel temp, nel medioevo e ancora pi\u00f9 indietro, fino all&#8217;epoca italica quando qui abitava l&#8217;antico popolo guerriero dei Marsi&#8230;<br>Sto parlando della&nbsp;<strong>Festa&nbsp;dei Serpari<\/strong>, un appuntamento di grande richiamo turistico, folklorico e religioso, che purtroppo anche quest&#8217;anno non si terr\u00e0 a Cocullo, a causa dell&#8217;emergenza sanitaria Covid, ancora in corso nel nostro paese.<\/p>\n\n\n<figure id=\"attachment_1226\" aria-describedby=\"caption-attachment-1226\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1584.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1226\" title=\"il simulacro sfila per le vie di Cocullo\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1584-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1584-225x300.jpg 225w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1584-600x800.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1584-768x1024.jpg 768w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1584.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1226\" class=\"wp-caption-text\">Il simulacro di san Domenico in processione. Foto A. Bazzoli<\/figcaption><\/figure>\n<p>Proviamo allora a far rivivere la tradizionale festa abruzzese, cercando di risalire alle origini del culto, attraverso l&#8217;analisi delle fonti e dei reperti archeologici&#8230;<br \/>L&#8217;aspetto pi\u00f9 spettacolare del\u00a0corteo di\u00a0 <a href=\"..\/index.php\/news\/reportage\/il-santo-dei-serpenti\/\">San Domenico\u00a0<\/a> (eremita\u00a0originario di Foligno, vissuto intorno all&#8217;anno 1000\u00a0tra Lazio e Abruzzo) \u00e8 la presenza dei serpenti vivi che vengono portati in precessione insieme al simulacro del santo patrono.<br \/>Ogni anno i rettili vengono catturati dai serpari negli ultimi giorni di aprile, quando \u00e8 facile trovarli nei boschi nei pressi delle loro tane, poich\u00e8 ancora intorpiditi alla fine del letargo invernale.<br \/>I serpari li tengono per qualche giorno nelle loro case, in sacchi di tela, dandogli da mangiare e riservando loro ogni attenzione in attesa della festa del 1 maggio: subito dopo la celebrazione religiosa, il simulacro del santo esce dalla chiesa e si ferma\u00a0sul\u00a0sagrato ed \u00e8 qui che i serpari sistemano i serpenti intorno alla testa e al collo della statua.<br \/>Poi il corteo sfila quindi\u00a0per le vie del paese, con i rettili che si muovono lentamente, attorcigliandosi e scivolando sinuosi lungo le pieghe del nero manto e intorno alla barba e ai capelli posticci del santo.<br \/>E&#8217; ancora viva la\u00a0credenza che dalle forme assunte dal groviglio di serpenti si possano\u00a0trarre auspici sui futuri raccolti e sull&#8217;andamento della stagione agricola.<br \/>Dopo la festa,\u00a0i rettili verranno riportati sani e salvi presso le tane da cui sono stati prelevati, a dimostrazione del grande rispetto che i serpari di Cocullo hanno per i loro amici striscianti.<br \/>La festa e i suoi rituali si ricollegano all&#8217;arcaico culto dei Marsi per la dea <strong>Angizia. <\/strong>Con la diffusione del cristianesimo quei riti precristiani furono gradualmente abbandonati, nella Marsica come altrove, e ci\u00e0 avvenne spesso attraverso un lento processo di assimilazione, che attecch\u00ec pi\u00f9 facilmente laddove nuove figure di martiri e di santi seppero far\u00a0propri attributi, simboli e tradizioni gi\u00e0 appartenuti a\u00a0divinit\u00e0 locali preesistenti. Fu cos\u00ec che a Cocullo il culto medievale per <a href=\"..\/index.php\/news\/reportage\/il-santo-dei-serpenti\/\"> San Domenico\u00a0<\/a>\u00a0 and\u00f2 a sostituire definitivamente i culti precristiani, compreso quello per la dea Angizia.<br \/>Questa divinit\u00e0 femminile di origine frigia, un tempo venerata dal valoroso popolo dei guerrieri Marsi, si lega infatti strettamente al mondo ctonio dei serpenti, e la memoria del suo culto in qualche modo sopravvive nei riti praticati dai serpari\u00a0di Cocullo all&#8217;inizio di maggio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1224\" aria-describedby=\"caption-attachment-1224\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/sd1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1224 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/sd1-1024x768.jpg\" alt=\"una folla di devoti e di pellegrini accoglie il simulacro all'uscita dalla chiesa\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1224\" class=\"wp-caption-text\">La\u00a0folla dei turisti\u00a0e dei devoti fotografa\u00a0il simulacro del santo avvolto dai rettili. Foto di A. Bazzoli.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nell&#8217;assistere da spettatori al rito dei serpari viene da chiedersi: perch\u00e8 a Cocullo i serpenti sono\u00a0considerati sacri e sono addirittura benedetti, quando nella tradizione giudaico-cristiana il serpente \u00e8 invece considerato simbolo della tentazione, a partire dall&#8217;episodio del peccato originale?<br \/>Andando a scavare nelle consuetudini di quei\u00a0popoli\u00a0italici che un tempo\u00a0abitavano le zone montuose dell&#8217;Abruzzo, scopriamo che il culto\u00a0per i serpenti era qui praticato ancor prima che vi arrivassero i Romani, come dimostrano anche i ritrovamenti archeologici e diversi toponimi locali.<br \/>Basti pensare, ad esempio, al famoso manufatto della dea Angizia con in mano un rettile, rinvenuto nel bacino lacustre del Fucino, lungo le cui sponde gli antichi Marsi decisero di\u00a0insediarsi.<br \/>Persino il moderno toponimo <strong>Luco dei Marsi (<\/strong>dal latino\u00a0<i>lucus<\/i>\u00a0che sta a significare &#8220;bosco sacro&#8221;, con riferimento alla\u00a0radura nel bosco\u00a0dedicata ad\u00a0Angizia di cui parla anche Virgilio nell&#8217;Eneide) contribuisce a spiegare la familiarit\u00e0 e il rispetto\u00a0che gli abitanti di Cocullo nutrono verso i loro amici rettili.<br \/>Il comune di Luco dei Marsi era anticamente un importante\u00a0centro politico e religioso, sede di un santuario federale dei Marsi, e tale rimase fino a quando\u00a0la guerra sociale degli inizi del I secolo a.C. (il cosiddetto\u00a0<em>bellum marsicum<\/em>) avrebbe portato alla nascita del municipio romano di <strong>Anxa-Angitia<\/strong> (altro toponimo significativo).<br \/>Sappiamo che gli antichi Marsi, guerrieri valorosi e lottatori imbattibili, venivano ingaggiati dai Romani come gladiatori per la loro forza fisica. Sappiamo inoltre\u00a0che in virt\u00f9 delle loro abilit\u00e0 nell&#8217;utilizzare erbe a scopo terapeutico e nel preparare antidoti e veleni, i Marsi erano apprezzati e ricercati anche come\u00a0maghi e guaritori.<br \/>Parlando dei vari popoli impegnati nella battaglia tra Turno ed Enea, Virgilio cos\u00ec descriveva un guerriero proveniente dalla Marsica: \u201c<em>Era gran ciurmatore e con gli incanti e col tatto ogni serpe addormentava. De gl&#8217;idri, de le vipere e de gli aspi placava l&#8217;ira, raddolciva il tosco, e risanava i morsi<\/em>\u201d (Eneide,VII, 1149-1153).<br \/>Secondo il greco Licofrone, e pi\u00f9 tardi secondo Plinio il Vecchio, i Marsi avrebbero appreso i loro\u00a0poteri taumaturgici dalla dea\u00a0<strong>Circe<\/strong>, maestra per eccellenza nel manipolare le erbe e nell&#8217;incantare i serpenti.<br \/>Tutto ci\u00f2 contribu\u00ec ad accrescere la fama dei Marsi come guaritori e cominci\u00f2 a diffondersi persino una leggenda che li voleva\u00a0immuni dai morsi velenosi.<br \/>L&#8217; antica arte di ammaestrare i rettili, trasmessa di padre in figlio attraverso i secoli, si sarebbe cos\u00ec conservata fino ai giorni nostri, seppure tra continui adattamenti e trasformazioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1231\" aria-describedby=\"caption-attachment-1231\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1231 size-large\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"un innocuo esemplare di serpente catturato dai serpari di Cocullo\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1635-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1635-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1635-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1635-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/DSCN1635.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1231\" class=\"wp-caption-text\">Innocuo esemplare di serpente, catturato dai serpari di Cocullo. Foto di A. Bazzoli.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma non finisce qui.<br \/>Il legame tra la dea, la cultura marsica e il culto ofidico\u00a0si chiarisce ulteriormente anche alla luce del mito.<br \/>Tre erano infatti le figlie di\u00a0Eete: Angizia,\u00a0Medea e Circe. Delle tre sorelle\u00a0soltanto Angizia ricevette per\u00f2 gli onori divini, in virt\u00f9 della\u00a0sua sapienza nell&#8217;arte della magia e dell&#8217;utilizzo delle\u00a0erbe\u00a0a scopo terapeutico.<br \/>Poteri magici, quelli di Angizia, che furono cantati anche dal poeta abruzzese Silio Italico, con questi suggestivi e impressionanti versi:<br \/>&#8220;<em>\u00c6et\u00e6 prolem Anguitiam<span style=\"color: #000080;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.gutenberg.org\/files\/27672\/27672-h\/files\/bookVIII.html#var8_498\">,<\/a><\/span><\/span> mala gramina primam monstravisse ferunt, tactuque domare venena, et lunam excussisse polo, stridoribus amnes frenantem, ac silvis montes nudasse vocatis<\/em>&#8221; (Punicae,VIII, 498-501)<br \/>Versi che tradotti dal latino suonano cos\u00ec:<br \/>\u201c<em>Angizia, figlia di Eete, per prima scopr\u00ec le male erbe, cos\u00ec dicono, e maneggiava da padrona i veleni e traeva gi\u00f9 la luna dal cielo, con le grida i fiumi tratteneva, e chiamandole spogliava i monti delle selve<\/em>\u201d .<br \/><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/angizia_statuetta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4262 size-full\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/angizia_statuetta.jpg\" alt=\"angizia_statuetta\" width=\"300\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/angizia_statuetta.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/angizia_statuetta-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div><strong>Antonella Bazzoli <\/strong>&#8211; \u00a01 maggio 2009\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div><em>Per approfondimenti: &#8220;Il ritorno dei serpari&#8221; di A. Bazzoli, pubblicato in &#8220;Medioevo&#8221;, n. 5 &#8211; 2010<\/em><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel piccolo borgo montano di Cocullo in provincia de L&#8217;Aquila,&nbsp;si svolge da secoli una festa religiosa originale ed unica nel<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1223,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[13],"tags":[79,1298,77,504,1299,68,265,83,1297,477,502,548,507],"class_list":["post-232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-antiquae-gentes","tag-angizia","tag-circe","tag-cocullo","tag-culti-precristiani","tag-culto-ofidico","tag-foligno","tag-luco-dei-marsi","tag-marsi","tag-medea","tag-popoli-italici","tag-santi-patroni","tag-serpenti","tag-tradizioni-folkloriche"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=232"}],"version-history":[{"count":61,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8113,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232\/revisions\/8113"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}