{"id":245,"date":"2021-06-06T00:13:00","date_gmt":"2021-06-05T22:13:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cmsksyn.com\/evus_bilingue\/it\/?p=245"},"modified":"2021-10-31T13:05:39","modified_gmt":"2021-10-31T12:05:39","slug":"spoleto-romanica-i-rilievi-di-san-pietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/rivelazioni\/simbolica-mente\/spoleto-romanica-i-rilievi-di-san-pietro\/","title":{"rendered":"Spoleto romanica: i rilievi di San Pietro"},"content":{"rendered":"<p><em>La chiesa medievale intitolata all&#8217;apostolo Pietro s&#8217; incontra a sud di Spoleto, lasciando la via Flaminia e incamminandosi in direzione di Monteluco. <\/em><br \/>\n<em>Una scenografica scalinata conduce davanti alla\u00a0straordinaria\u00a0facciata romanica di San Pietro, caratterizzata da fantastici rilievi, bestiari e simboli del XII secolo!<\/em><br \/>\n<em> Nulla resta invece della costruzione precedente, che sappiamo essere stata realizzata nel V secolo sul luogo di un antico cimitero, ma\u00a0che in seguito fu demolita per lasciar posto alla nuova chiesa del XII secolo. <\/em><br \/>\n<em>Purtroppo l&#8217;interno dell&#8217;edificio romanico sub\u00ec un totale\u00a0rifacimento in forme barocche\u00a0nel XVII secolo.\u00a0Solo la facciata di San Pietro si \u00e8\u00a0conservata fino a noi\u00a0in tutta la sua bellezza originaria!\u00a0 <\/em><br \/>\n<em>Ed \u00e8 proprio di questa eccezionale decorazione medievale che oggi vi voglio parlare.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/U0M7734-scaled-e1620767369380.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Realizzata da abili maestranze sotto la regia di un ignoto architetto, la facciata di San Pietro a Spoleto risulta divisa in numerosi scomparti, costituiti da blocchi calcarei di pietra grigia locale.<br \/>\nIl ricco programma iconografico \u00e8\u00a0inserito in un disegno architettonico tipico delle facciate romaniche. L&#8217; effetto visivo nel suo insieme\u00a0\u00e8 simile a quello di una\u00a0grande pagina di un giornale a fumetti: le scene sono infatti\u00a0regolarmente incorniciate in un disegno architettonico marcato da linee orizzontali e verticali. L&#8217;occhio dell&#8217;osservatore percepisce un senso di ordine e di regolarit\u00e0 geometrica.<br \/>\nLa\u00a0pagina di pietra \u00e8 piena di dettagli simbolici e di scene allegoriche scolpite a rilievo, la cui funzione didattica e morale \u00e8 evidentissima: i rilievi dovevano infatti trasmettere per immagini precisi insegnamenti della dottrina cristiana e inculcare nei fedeli ammaestramenti di tipo morale. Una <em>biblia pauperum <\/em>insomma<em>, <\/em>nella cui ricca decorazione a scomparti si alternano motivi vegetali, animali fantastici e reali, simboli terreni e allegorie celesti, che parlano il linguaggio di un sermone religioso.<br \/>\nI contenuti delle scene sono molto interessanti anche perch\u00e9 riflettono la morale e\u00a0 la cultura di un immaginario collettivo appartenuto all&#8217;uomo\u00a0 medievale, ereditato in parte anche da tradizioni antecedenti a quella cristiana.<\/p>\n<p>Vorrei ora provare ad analizzare alcune singole scene, cominciando da quelle in cui \u00e8 raffigurato il leone.<br \/>\nDal 23 luglio al 23 agosto il sole si trova nel domicilio del segno zodiacale del leone, da cui il termine &#8220;solleone&#8221; divenuto sinonimo di canicola. Re degli animali, come fu definito per la prima volta nel <em>Physiologus<\/em> (opera redatta ad Alessandria tra il II secolo e il IV secolo d.C.), il leone era anche ritenuto l&#8217;animale che simboleggia la\u00a0 giustizia e il coraggio.<br \/>\nIl nobile felino nel medioevo si rivest\u00ec cos\u00ec di un duplice simbolismo solo apparentemente\u00a0ambivalente e contraddittorio: da un lato infatti il leone rappresenta il Cristo giudice, dall&#8217;altro il Cristo redentore e misericordioso.<br \/>\nDue prerogative di Ges\u00f9 che potrebbero sembrare in contrasto fra loro, ma che in realt\u00e0 nell&#8217;immaginario medievale non lo erano affatto.<br \/>\nPer comprendere meglio il sottile significato della doppia natura cristologica del leone in et\u00e0 medievale, pu\u00f2 forse esserci d&#8217;aiuto l&#8217;iconografia della facciata romanica di San Pietro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/U0M7733-scaled-e1620767451205.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Fin dalla prima volta in cui vidi questi fantastici rilievi, tre scene in particolare colpirono la mia attenzione. Mi riferisco ai tre pannelli posti verticalmente sul lato destro del portale, che si caratterizzano per un aspetto fortemente narrativo.<\/p>\n<p>Cominciando dal pannello superiore, si vede un <a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/zoom\/il-leone-nel-medioevo-tra-peccato-e-assoluzione\/\"><strong>leone<\/strong><\/a> che sembra avere una zampa incastrata in un tronco d\u2019albero.<br \/>\nDi fronte al felino, che appare sofferente e minaccioso (si noti la coda alzata verso l&#8217;alto, che indica chiaramente l&#8217; atteggiamento aggressivo e spaventato dell&#8217;animale), una figura maschile impugna una scure. Si tratta probabilmente di un coraggioso boscaiolo, in procinto di spaccare in due il tronco, al fine di liberare il povero leone rimasto intrappolato.<\/p>\n<p>Nella scena sottostante la belva non sembra pi\u00f9 minacciosa: se ne sta di fronte ad una figura maschile raffigurata inerme, in ginocchio, in atteggiamento supplichevole. Che il leone appaia amichevole nei confronti dell&#8217;uomo \u00e8 confermato dal fatto che la coda, questa volta, si trova tra le zampe posteriori, evidente simbolo di timore e di sottomissione. L&#8217; ipotesi \u00e8 che l&#8217;animale abbia riconosciuto nel personaggio che gli \u00e8 di fronte, colui che tempo addietro gli aveva liberato la zampa intrappolata nel tronco e che, per gratitudine, non voglia attaccarlo.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/U0M7737-scaled-e1620767598166.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>Un&#8217; ipotesi che sembra confermata anche dall&#8217; abbigliamento del personaggio chino di fronte al leone, il cui copricapo e la cui veste sono pressoch\u00e9 identici a quelli indossati dal boscaiolo nella scena superiore.<\/p>\n<p>Ma se in questa scena la belva non appare feroce e non attacca l&#8217;uomo, riconoscendo in lui un amico, nella scena inferiore le cose vanno diversamente .<\/p>\n<p>Qui il leone mostra tutta la sua aggressivit\u00e0. La coda \u00e8 rivolta verso l&#8217;alto e con gli artigli tiene ferma la testa dell&#8217;uomo che ha aggredito, nell&#8217;atto di divorarla. La spada sguainata che la vittima ancora impugna nella mano destra, sembra voler indicare che l&#8217;uomo a terra ha cercato invano di lottare prima di essere sopraffatto. Dagli abiti che indossa sembrerebbe trattarsi di un soldato, o forse di un cacciatore, non certo dell&#8217; uomo umile e generoso raffigurato nelle scene superiori.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1038\" aria-describedby=\"caption-attachment-1038\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1038 size-large\" title=\"rilievo della facciata di S.Pietro a Spoleto\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/U0M7791-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/U0M7791-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/U0M7791-600x400.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/U0M7791-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1038\" class=\"wp-caption-text\">l&#8217;anima di un dannato viene afferrata dal diavolo per poi gettarla all&#8217;inferno<\/figcaption><\/figure>\n<p>Per comprendere meglio il significato simbolico dei rilievi di San Pietro (che gi\u00e0 lo studioso Joan Esch prov\u00f2 a decodificare in un suo lavoro di molti anni fa), possiamo fare riferimento anche ai bestiari medievali che vedevano protagonisti gli animali con funzione fortemente allegorica.<br \/>\nTutto il linguaggio iconografico del medioevo ha indubbiamente dei riferimenti nella bibbia, cos\u00ec come nelle fonti tardoantiche, nelle favole di Esopo e nei cosiddetti bestiari medievali.<br \/>\nBestiari in cui il leone viene descritto come un animale che non farebbe del male a un uomo indifeso, n\u00e9 assalirebbe un uomo disarmato, ma che sarebbe pronto ad aggredire senza piet\u00e0 il cacciatore che si mettesse sulle sue tracce.<\/p>\n<p>A proposito di bestiari medievali mi sembra interessante riportare una frase allegorica tratta dal cosiddetto &#8220;bestiario d&#8217;amore&#8221;, in cui il leone viene identificato con l\u2019Amore che \u00e8 pronto ad assalire soltanto chi lo guarda negli occhi: &#8220;Amore cattura l&#8217;uomo ai primi incontri per mezzo degli occhi, e per questa via l&#8217;uomo perde il cervello\u201d.<\/p>\n<p>Come sostiene lo studioso Franco Cardini in un suo interessante lavoro iconografico, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere definito zoologia immaginaria del medioevo &#8211; e che trae la propria fonte dalla Bibbia, da Fedro, dalle leggende orientali penetrate in Europa con le culture delle steppe e con i testi sulla spedizione di Alessandro in India &#8211; unitamente alle visioni individuali e collettive e ai simboli astrologici, non \u00e8 affatto un insieme disordinato di fantasie ma piuttosto \u201cun linguaggio con la sua grammatica, la sua sintassi, il suo svolgimento etimologico, la sua avventura semantica\u201d.<\/p>\n<p>Un linguaggio molto simile a quello raccontato dai rilievi romanici di San Pietro a Spoleto.<br \/>\nIn alto, tra le scene dalla vita del santo titolare della chiesa, troviamo rappresentata la chiamata dei primi due apostoli: Andrea e Simone. Sempre legate alla figura di Pietro, seguono poi la scena della cerimonia della lavanda dei piedi e quella della lotta tra il bene e il male. Caratterizzato da un gusto fortemente narrativo, questo scomparto ospita un demonio con tanto di corna, coda e zampe di capra, che sta di fronte a un angelo per contendersi l\u2019anima di un moribondo. L&#8217;anima del defunto \u00e8 protagonista anche nel rilievo vicino, dove si nota una bilancia &#8211;\u00a0 inequivocabile simbolo del giudizio &#8211; che pendendo a favore dei due diavoli d\u00e0 loro il diritto di afferrare il dannato per i capelli e di gettarlo poi a testa in gi\u00f9, attraverso quella che sembrerebbe essere la vera di un pozzo, e che \u00e8 in ogni caso un simbolico passaggio nel mondo demoniaco degli inferi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1046\" aria-describedby=\"caption-attachment-1046\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1046 size-large\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"rilievo sulla facciata di S.Pietro a Spoleto \" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN3498-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN3498-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN3498-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN3498-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN3498.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1046\" class=\"wp-caption-text\">scena di lavoro nei campi<\/figcaption><\/figure>\n<p>In basso, pi\u00f9 precisamente nei due scomparti ai lati del portale, un contadino conduce due buoi. Si tratta in questo caso di uno di quei repertori dei lavori nei campi (ereditati dall\u2019arte antica) che nel basso medioevo entrarono a far parte dei\u00a0 diffusi cicli calendariali dei lavori dei mesi.<br \/>\nSubito sopra vi \u00e8 un cervo che addenta un serpente e che allatta il suo piccolo, forse simbolo cristiano del sacramento del battesimo, attraverso cui il cristiano pu\u00f2 raggiungere la salvezza.<br \/>\nCervi che tengono serpenti in bocca e pavoni che beccano acini d\u2019uva sono presenti sulla facciata di San Pietro proprio come nei bestiari greci e latini.<br \/>\nIl messaggio sembra essere un invito ad entrare in chiesa per morire e poi rigenerarsi. E infatti anche nelle due formelle ai lati dell\u2019arco ci sono due aquile, simboli anch\u2019esse della rigenerazione attraverso il battesimo.<br \/>\nPer quanto riguarda lo stile della facciata si notino inoltre le eleganti decorazioni di croci e palmette, girali d\u2019acanto e tralci di vite, cervi, pavoni ed altri volatili, che trovano la propria fonte d\u2019ispirazione in antichissime chiese paleocristiane del territorio, come la vicina San Salvatore e il pi\u00f9 distante tempietto del Clitunno\u00a0 che si trova nei pressi di Campello, sempre lungo la via Flaminia.<br \/>\nModelli architettonici di una Spoleto altomedievale e longobarda, che devono aver rappresentato un riferimento importante non solo per la chiesa di San Pietro, ma anche per gran parte delle coeve chiese romaniche umbre.<\/p>\n<p><strong>Antonella Bazzoli<\/strong> &#8211; 12 novembre 2008<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Da leggere:<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">Joan Esch, &#8220;La chiesa di S. Pietro di Spoleto. Le facciate e le sculture&#8221; Ed. Leo S.Olschki<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">Gli articoli di Franco Cardini, originariamente pubblicati sulla rivista <em>Abstracta<\/em> tra il 1986 ed il 1989, col titolo &#8220;Mostri, Belve, Animali nell&#8217;immaginario medievale&#8221;, sono su <em>Airesis<\/em> nella sezione <em>Il giardino dei Magi<\/em>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa medievale intitolata all&#8217;apostolo Pietro s&#8217; incontra a sud di Spoleto, lasciando la via Flaminia e incamminandosi in direzione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6705,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[15],"tags":[516,479,75,65,495],"class_list":["post-245","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-simbolica-mente","tag-arte-romanica","tag-simboli-medievali","tag-spoleto","tag-via-flaminia","tag-zoologia-fantastica"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=245"}],"version-history":[{"count":54,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/245\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8250,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/245\/revisions\/8250"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}