{"id":2678,"date":"2020-09-20T11:14:55","date_gmt":"2020-09-20T09:14:55","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=2678"},"modified":"2021-07-15T11:24:44","modified_gmt":"2021-07-15T09:24:44","slug":"da-ercole-a-san-michele-un-culto-legato-alla-transumanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/rivelazioni\/apocalypsis\/da-ercole-a-san-michele-un-culto-legato-alla-transumanza\/","title":{"rendered":"Da Ercole a San Michele, un culto legato alla transumanza"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_2706\" aria-describedby=\"caption-attachment-2706\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2706\" title=\"foto A.Bazzoli\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN6281-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN6281-225x300.jpg 225w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN6281-600x800.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN6281-768x1024.jpg 768w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN6281.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2706\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\">vasca per acqua terapeutica, grotta Sant&#8217;Angelo Raparo, Foto A.Bazzoli<br \/><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Con la diffusione del cristianesimo, Ercole, divinita\u2019 prediletta dal mondo pastorale centro-meridionale,&nbsp; si trasform\u00f2&nbsp;nell&#8217;Arcangelo Michele, messaggero di Dio, guerriero e capo delle milizie celesti.<br \/>\nSi tratt\u00f2 di un processo strano (ma non insolito) di utilizzazione di una divinit\u00e0 pagana da parte della nuova religione, cos\u00ec come era gi\u00e0 avvenuto in altri casi fin dal Cristianesimo primitivo (vd. Cristo-Orfeo).<\/p>\n<p>Nonostante la diffidenza della chiesa delle origini nei confronti della venerazione degli Angeli e nonostante la mancanza di reliquie angeliche, in et\u00e0 tardo antica furono consacrati a San Michele Arcangelo molti luoghi di culto in diverse regioni ( Asia Minore, Egitto, Siria e Palestina) e, dal V secolo, in Italia e poi in Europa. Proprio al V secolo, infatti, risalirebbe una prima basilica in Italia dedicata al culto dell\u2019Arcangelo lungo la via Salaria.<\/p>\n<p>La sovrapposizione tra i due personaggi fu facile, favorita da affinit\u00e0 sia iconografiche&nbsp; (alla clava si sostitu\u00ec la spada ed alla leont\u00e8 il mantello) che mitologiche (Ercole uccideva i mostri, Michele il demonio). Nella devozione popolare infatti l\u2019Arcangelo fu rappresentato come un giovane guerriero, uccisore del dragone, simbolo delle forze del male. In sostanza dunque anch&#8217;egli un eroe come l&#8217;Ercole precristiano.<br \/>\nLa strettissima analogia iconografica che collega le due divinit\u00e0 dimostra come nella religiosit\u00e0 popolare italica, ma come vedremo soprattutto pugliese e abruzzese, il culto di Ercole si sia conservato pressoch\u00e8 intatto, semplicemente subentrando nella nuova religione e trasferendo sull&#8217;Arcangelo Michele gli attributi propri della divinit\u00e0 precedente.<br \/>\nI santuari pi\u00f9 noti nel Medioevo furono quello garganico (pure V sec.)<strong>, <\/strong>quello fondato sul monte Pirchiriano in Val di Susa, chiamato la Sacra di San Michele e quello normanno di Mont saint Michel.<br \/>\nQuesti tre santuari , nati in collegamento con il fenomeno dei pellegrinaggi, presentano comuni elementi insediativi: la montagna e il paesaggio suggestivo.<br \/>\nDiverso fu invece il fenomeno di evoluzione e di irradiazione del culto del Santo in Italia centro meridionale ed in particolare in Abruzzo, dove giunse a partire dal V secolo dal&nbsp; santuario di Monte Sant&#8217;Angelo sul Gargano, grazie ai pastori che viaggiavano tra Puglia e Abruzzo sulle vie della transumanza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2704\" aria-describedby=\"caption-attachment-2704\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"   wp-image-2704 size-large\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"santuario micaelico del Gargano, foto A.Bazzoli\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-063-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-063-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-063-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-063-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-063.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2704\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217; arcangelo Michele, affresco con graffiti, santuario garganico<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sappiamo che per transumanza si intende lo spostamento periodico del bestiame tra due o pi\u00f9 pascoli che vengono sfruttati stagionalmente: nei mesi freddi quelli situati in pianura o a fondovalle, nei mesi estivi quelli montani.<br \/>\nLa transumanza appenninica fu in uso fin dall\u2019et\u00e0 del bronzo, ma in questa fase iniziale i pastori trasportavano le greggi dai pascoli dell\u2019Appennino centrale a quelli posti lungo la costa, scegliendo per\u00f2 i territori protetti dalle alture prospicienti il mare (Martinsicuro, Tortoreto, Pescara, Francavilla). Questi insediamenti sembravano voler chiudere il territorio interno dell\u2019Abruzzo e Molise dal mare e questo spiegherebbe&nbsp; per il Vagnetti (in \u201cMagna<\/p>\n<p>Grecia e mondo miceneo\u201d) come mai queste zone sono rimaste lontane dalla frequentazione micenea.<br \/>\nFu a partire dal V secolo che i percorsi si allargarono. La conquista di Capua da parte dei Sanniti permise loro di impossessarsi delle terre etrusche e greche in Campania, terre che furono lasciate ad agro pubblico e costituirono ottimi pascoli invernali. Ma la scelta dei Sanniti di sfruttare le terre conquistate a pascoli invernali per le proprie greggi, dovette costituire un motivo di scontento per gli agricoltori che vivevano in pianura, cos\u00ec che nascevano violente controversie tra agricoltori e pastori. I pastori infatti erano ben lontani dall\u2019idea di mansuetudine che ci verr\u00e0 tramandata dalle allegorie greche. Le guerre sannitiche furono dunque non solo uno scontro tra i popoli pi\u00f9 potenti della penisola, ma anche uno scontro tra due diverse economie, quella dei pastori contro quella degli agricoltori.<br \/>\nNel 315 Lucera \u00e8 sottomessa dai Romani e ne diventa una colonia, ma Lucera rappresenter\u00e0 anche la via terminale in Puglia dei tratturi che partivano dalle montagne abruzzesi ( Aquila- Foggia). Sono stati individuati i tratturi pi\u00f9 percorsi dai pastori che diventarono anche veicolo di culti, credenze, leggende, cultura popolare. I tratturi principali partivano dall\u2019Aquila, Celano e Pescasseroli. Il cosiddetto tratturo magno era quello che partiva dall\u2019Aquila e giungeva fino a Foggia. Vi erano poi i \u201ctratturelli\u201d, percorsi pi\u00f9 brevi che mettevano in comunicazione i tratturi principali o li collegavano a zone di pascolo di modesta estensione.<br \/>\nEra naturale quindi che, col diffondersi del Cristianesimo, la divinit\u00e0 pagana prediletta dai pastori conservasse il suo ruolo trasferendolo in quello di San Michele e che i primi santuari in Abruzzo dedicati all\u2019Arcangelo sorgessero lungo i percorsi tratturali e, sull\u2019esempio di quello del Gargano, venissero fondati nei pressi delle grotte. La grotta infatti rappresenta lo spazio cultuale che meglio sintetizza gli elementi sacrali primigeni e propiziatori che si legavano al culto di Ercole ed in generale alle forze soprannaturali: la roccia e l\u2019acqua, simbolo l\u2019una del contatto col mondo sotterraneo, l\u2019altra di fertilit\u00e0 e purificazione.<br \/>\nIn Abruzzo le grotte dedicate al culto di S. Michele Arcangelo sono decine, disseminate lungo tutta la dorsale appenninica. Questa grande diffusione potrebbe trovare una spiegazione&nbsp; proprio nella continuit\u00e0&nbsp; con i riti pagani che si svolgevano in grotta.<br \/>\nNon a caso&nbsp; infatti il nuovo culto subentr\u00f2 in molte grotte che la tradizione popolare gi\u00e0 segnava come &#8220;sacre&#8221; perch\u00e9 &nbsp;legate a culti pagani precedenti.<\/p>\n<p>Uno dei casi pi\u00f9 noti \u00e8 la Grotta S. Angelo di Ripe di Civitella del Tronto ( Teramo) dove tracce di sacrifici umani e di cannibalismo rituale documentano la persistenza ininterrotta per migliaia di anni delle funzioni religiose e rituali di tali ambienti.<br \/>\nSan Michele a Liscia (Chieti), la cui grotta \u00e8 meta di pellegrini che ripetono il rituale di toccare la roccia e di bere l\u2019acqua di una sorgente ritenuta terapeutica.<br \/>\nLa Grotta di Sant&#8217;Angelo Palombaro (Chieti) in cui si narra vi fosse un santuario dedicato alla dea Bona, nume tutelare della fertilit\u00e0, presso il quale si recavano le puerpere per bagnare il seno con l\u2019acqua sorgiva del luogo e favorire l\u2019abbondanza di latte. Numerose vasche scavate all\u2019interno della grotta confermerebbero questo rituale.&nbsp; Bona, insieme alla dea Maia e Pale, erano con Ercole i numi tutelari dell\u2019agricoltura. In particolare Pale era forse un dio maschile che si presentava con caratteristiche simili ad Ercole.<br \/>\nL&#8217;Eremo di San Michele, patrono di Bominaco (Aquila), \u00e8 adagiato sul fianco del massiccio del Gran Sasso, dove i pastori, prima di partire per la transumanza verso il tavoliere delle Puglie, ricevevano la benedizione.<br \/>\nLa Grotta di Sant\u2019Angelo in Balsorano (Aquila), \u00e8 visibile oltre una cancellata di ferro con le cappelle di S. Angelo e quella della Madonna con la Scala Santa.<br \/>\nLa chiesa di S. Michele Arcangelo a Vittoritto (Aquila), fu costruita sui resti di un tempio pagano di et\u00e0 imperiale (I-II sec. d.C.) che purtroppo non \u00e8 attribuibile ad una precisa divinit\u00e0 pagana per mancanza di indizi: sono assenti reperti, n\u00e9 sono tramandati ricordi relativi a riti pagani, tranne una sorgente sulfurea ai piedi del santuario.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2703 size-large\" title=\"santuario micaelico gargano, foto A.Bazzoli\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-069-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-069-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-069-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-069-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-069.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>Ma per quale motivo questa continuit\u00e0 religiosa si sarebbe realizzata per la prima volta proprio in prossimit\u00e0 della grotta di San Michele Arcangelo sul Gargano?<br \/>\nSappiamo che la regione garganica dovette apparire fin dall\u2019antichit\u00e0, per la sua natura rupestre, boscosa e selvaggia un luogo misterioso tale da favorire la nascita di una serie di miti fin dall\u2019epoca della colonizzazione greca.<br \/>\nVi erano diffusi i culti di Diomede, Giove, Mitra, dell\u2019indovino Calcante e del medico Podalirio, figlio di Asclepio.<br \/>\nEra presente inoltre un\u2019acqua ritenuta terapeutica ed il rito dell\u2019\u201dincubatio\u201d, gi\u00e0 praticato presso il santuario di Asclepio ad Epidauro, &nbsp;che consisteva nel dormire una notte in un luogo sacro avvolto in pelle di animali in attesa di ricevere al mattino i responsi della divinit\u00e0 (rituale attestato anche nel culto medico- divinatorio di Podalirio e Calcante).<br \/>\nLa storia dell\u2019Angelo invece \u00e8 stata ricostruita sulla base del \u201c Liber de apparizione Sancti Michelis in monte Gargano\u201d, una raccolta di eventi miracolistici. Si racconta di tre episodi: quello del toro, della battaglia e della consacrazione della basilica fatta dall\u2019Angelo, ma soprattutto si insiste sulle doti taumaturgiche presenti nell\u2019acqua che sgorgava all\u2019interno dell\u2019antro.<br \/>\nTuttavia \u00e8 il primo episodio quello pi\u00f9 significativo per il nostro studio.<br \/>\nSi racconta di Gargano, un ricco pastore che d\u00e0 il nome al monte, il quale, rientrando col gregge all\u2019ovile, si accorge della mancanza di un toro. Si mette allora alla ricerca dell\u2019animale coi suoi servi e lo trova nei pressi di una grotta. Gargano, irato, gli scaglia contro una freccia avvelenata che per\u00f2 si ritorce contro di lui. Gli abitanti del luogo, stupiti dalla stranezza della cosa e invitati dal vescovo, digiunano per tre giorni e successivamente hanno l\u2019apparizione dell\u2019Arcangelo che cos\u00ec dimostrer\u00e0 di essere il patrono del luogo.<br \/>\nInteressante \u00e8 in questa narrazione l\u2019emergere della personalit\u00e0 di Gargano, un pastore forte, rissoso, quasi una divinit\u00e0 pagana simile ad Ercole, che prepara l\u2019epifania dell\u2019Angelo da cui verr\u00e0 vinto, come pure \u00e8 evidente la somiglianza tra la narrazione del Liber relativa a Gargano e due episodi relativi ad Ercole: quello che lo vede alla ricerca della mandria rubata, riportato nell\u2019 VIII libro dell\u2019Eneide, e quello narrato da Apollodoro che lo vede alla ricerca di un toro che, tuffatosi in mare, si allontana da Reggio e raggiunge la Sicilia dove il semidio lo ritrover\u00e0 fra gli armenti di Erice, figlio di Poseidone.<br \/>\nSimile resta comunque il contesto ambientale: la vetta del monte, la vastit\u00e0 dell\u2019antro, il ricco armento, la ricerca degli animali.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2708\" title=\"gargano, rilievo di S.Michele con la bilancia, foto A.Bazzoli\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-040-219x300.jpg\" alt=\"\" width=\"438\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-040-219x300.jpg 219w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-040-600x821.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-040-748x1024.jpg 748w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/gargano-040.jpg 1243w\" sizes=\"(max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/>Una spiegazione potrebbe insistere sull\u2019antichit\u00e0 del mito di Gargano: era un dio o semidio, pregreco, un gigante, il cui culto era diffuso nel bacino del Mediterraneo e nelle regioni occidentali della Francia, il cui nome pass\u00f2 alla montagna e le cui caratteristiche si incarnarono in Ercole (gar: inghiottitoio di acqua, gola in indoeuropeo).<br \/>\nIn definitiva l\u2019antica divinit\u00e0, simile ad Ercole, personificazione della montagna pugliese, avrebbe proiettato la sua mole e la sua forza in quella di un pastore dallo stesso nome che ha fatto quindi propri i caratteri dell\u2019eroe greco.<br \/>\nLa costruzione del santuario pugliese risalirebbe a Papa Gelasio ( V sec.) e dal VII secolo sarebbe stato considerato il santuario nazionale dei Longobardi i quali furono particolarmente attratti dal culto dell\u2019Arcangelo che sentirono congeniale alla loro sensibilit\u00e0 di guerrieri ed il cui culto diffusero in tutta Europa.<br \/>\nA Sutri, nei pressi di Roma, c\u2019\u00e8 un affresco sorprendente : in un sacello dedicato alla Madonna del Parto, una specie di antro, forse un mitreo ricavato nel banco tufaceo e precisamente&nbsp; sull\u2019arco del piccolo atrio che introduce alla cripta, troviamo raffigurato Gargano. La figura del pastore Gargano emerge in tutta la sua altezza, mentre sta tirando la freccia con l\u2019arco, su una schiera di pellegrini medievali che si recano alla grotta del Gargano. Vestono lunghi mantelli col cappuccio ed indossano cappelli a larghe falde e procedono a mani giunte.<br \/>\nCi chiediamo per quali vie sia giunta fin qui la storia di Gargano.<\/p>\n<p><strong>Anna Pia Giansanti<\/strong> &#8211; 21 gennaio 2012<\/p>\n<p><strong>Bibliografia essenziale<\/strong><\/p>\n<p>S. M. Puglisi, La civilt\u00e0 Appenninica. Origini delle comunit\u00e0 pastorali in Italia, 1959<br \/>\nP. Moreno, Lisippo l\u2019arte e la fortuna, 1995<br \/>\nL. Vagnetti, Magna Grecia e mondo miceneo. Nuovi documenti, 1982<br \/>\nG. Otranto e C. Carletti , Il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, 1990<br \/>\nA. Mastrocinque,&nbsp; Ercole in occidente, 1993<br \/>\nL. Todisco&nbsp; Scultura antica e reimpiego in Italia Meridionale, 1994<br \/>\nR. Papi I luoghi degli dei, sacro e natura nell\u2019Abruzzo italico, 1997<br \/>\nA. La Regina, Istituzioni agrarie italiche, in Civilt\u00e0 della transumanza. Storia, cultura e valorizzazione dei tratturi e del mondo pastorale in Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata, 1999<br \/>\nP. Bouet, G.Otranto, A. Vauchez, Culto e santuari di San Michele nell\u2019Europa Medievale.2007<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la diffusione del cristianesimo, Ercole, divinita\u2019 prediletta dal mondo pastorale centro-meridionale,&nbsp; si trasform\u00f2&nbsp;nell&#8217;Arcangelo Michele, messaggero di Dio, guerriero e<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":2600,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[11],"tags":[529,522,531],"class_list":["post-2678","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-apocalypsis","tag-architettura-paleocristiana","tag-culto-micaelico","tag-san-michele-arcangelo"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2678","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2678"}],"version-history":[{"count":24,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2678\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8120,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2678\/revisions\/8120"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2600"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2678"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2678"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2678"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}