{"id":2873,"date":"2021-05-08T13:03:00","date_gmt":"2021-05-08T11:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=2873"},"modified":"2021-05-21T19:34:19","modified_gmt":"2021-05-21T17:34:19","slug":"il-messaggio-di-salvezza-nella-rosa-dei-venti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/scoperte-di-evus\/il-messaggio-di-salvezza-nella-rosa-dei-venti\/","title":{"rendered":"La salvezza nel tempio dell&#8217;Angelo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Il tempio&nbsp; Sant&#8217;Angelo intitolato all&#8217;arcangelo Michele fu realizzato nell&#8217;alto medioevo da alti funzionari della corte esarcale. La chiesa, che s&#8221;incontra a settentrione di Perugia lungo l&#8217;antico tracciato della via Amerina, fu progettata con una pianta circolare impostata su croce greca, perfettamente orientata secondo i punti cardinali.<br>L&#8217;edificio si caratterizza al suo interno per il bellissimo colonnato composto da sedici sostegni in marmo e granito di et\u00e0 romana.<br>L&#8217; architettura rappresenta un disegno di geometria sacra che nasconde messaggi simbolici ed esoterici davvero sorprendenti.<br>Otto sono le misteriose epigrafi a lettere greche, incise e ripassate con vernice nera soltanto su quattro dei capitelli corinzi: quelli in corrispondenza del braccio nord\/sud della croce greca.<\/em><br><em>Si tratta di enigmatiche iscrizioni che, secondo la mia ipotesi, rappresentano \u00abnomina sacra\u00bb dal contenuto salvifico di vita oltre la morte, richiamando il nome di Cristo risorto, attraverso messaggi criptati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per approfondire l&#8217;argomento si consiglia la lettura della ricerca che pubblicai nel 2012 , con il titolo &#8220;Vera deum facies&#8221;, sul <\/em><a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/5158483\/VERA_DEUM_FACIES._A_proposito_delle_iscrizioni_greche_del_Tempio_di_SantAngelo_in_Perugia\">Bollettino della Deputazione di storia patria per l\u2019Umbria, CIX (2012), fasc. I-II <\/a><a href=\"#_ftn2\">[1]<\/a><em>).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel seguente articolo riporto una piccola parte di quella che ricordo come una lunga ed entusiasmante indagine storica ed epigrafica, portata avanti con passione e dedizione nell&#8217;arco di oltre due anni, che non mi fu commissionata n\u00e9 tantomeno finanziata da alcuno. A spingermi a ricercare fonti e confronti, senza mai scoraggiarmi, fu certamente la mia curiosit\u00e0 ma anche una forza sconosciuta (non altrimenti spiegabile) che di fronte alle difficolt\u00e0 incontrate mi aiut\u00f2 di volta in volta a districare la matassa, fino a sciogliere i vari nodi che via via si presentavano nel corso della ricerca.<\/em><\/p>\n\n\n<figure id=\"attachment_4815\" aria-describedby=\"caption-attachment-4815\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_1187.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4815\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_1187-300x200.jpg\" alt=\"Il colonnato circolare  presenta otto coppie di colonne orientate come una rosa dei venti\" width=\"800\" height=\"534\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4815\" class=\"wp-caption-text\">Interno del tempio Sant&#8217;Angelo di Perugia (Ph A. Bazzoli)<\/figcaption><\/figure>\n<h4><strong><br \/><span style=\"font-size: 14pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Le misteriose iscrizioni del tempio dell&#8217;Angelo<\/span><\/strong><br \/><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Le otto sigle incise sui capitelli del tempio di Sant&#8217;Angelo in\u00a0Perugia, per lungo tempo ritenute da alcuni studiosi firme di artigiani del II secolo d.C. , sarebbero invece iscrizioni paleocristiane dal contenuto escatologico di salvezza.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Tali sigle, che come vedremo costituiscono dei trigrammi cristologici, furono\u00a0probabilmente incise intorno al VII secolo, \u00a0in concomitanza con la realizzazione del colonnato circolare\u00a0creato attraverso\u00a0il reimpiego di\u00a0colonne, basi e capitelli gi\u00e0 appartenuti ad edifici preesistenti.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La committenza di tali iscrizioni, cos\u00ec come quella della costruzione del tempio che le contiene, andrebbe ricercata, a mio parere, nel ristretto ambito di quel&#8217; \u00e9lite di provenienza greco orientale, di cui parlava la studiosa Donatella Scortecci gi\u00e0 in un articolo del 1991.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La presenza delle sigle greche nella chiesa paleocristiana (che come spiegher\u00f2 tra breve richiamano simbolicamente il concetto teologico della resurrezione di Cristo e quindi il messaggio di vittoria sulla morte terrena nel suo nome) permette di ipotizzare che le iscrizioni siano state volute da un alto dignitario bizantino &#8211; forse un magister militum, come veniva chiamato il &#8220;generalissimo&#8221; della corte esarcale presente a Perugia &#8211; nell&#8217;intento di rappresentare abbreviazioni di nomina sacra\u00a0dotate di potere salvifico e, forse, anche magico e profilattico.<\/span><\/h4>\n<figure id=\"attachment_4897\" aria-describedby=\"caption-attachment-4897\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/capit-con-lettere.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4897\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/capit-con-lettere-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/capit-con-lettere-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/capit-con-lettere-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/capit-con-lettere-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/capit-con-lettere.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4897\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Capitello corinzio con trigramma (ph. A. Bazzoli)<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Tale ipotesi \u00e8 confermata da confronti con altre abbreviazioni, sempre di provenienza orientale, illustrati ampiamente nella mia pubblicazione.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Osservando le sedici colonne in marmo e granito, che si ergono al centro del tempio dividendo l&#8217;ambiente interno in due navate concentriche, si nota che tali elementi di spoglio furono sapientemente disposti e abbinati a due a due dall\u2019architetto medievale, secondo\u00a0un disegno dall\u2019evidente significato simbolico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Baldassarre Orsini intu\u00ec per primo che la disposizione delle colonne del tempio non poteva essere casuale: \u00ab<em>L\u2019architetto che le pose ebbe senno di ordinarle con qualche simmetria<\/em>\u00bb, scriveva lo studioso alla fine del XVIII secolo<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Simbolico \u00e8 anche il numero delle dodici aperture presenti nel tamburo sopraelevato, tamburo che in origine doveva essere pi\u00f9 alto dell\u2019attuale e dal quale proviene la luce esterna: le dodici finestre ad arco, disposte in quattro gruppi da tre, anch&#8217;esse perfettamente orientate secondo i punti cardinali, sono in esatta corrispondenza con i sottostanti <em>triforia<\/em> e rappresentano, sempre a mio avviso, le dodici porte della Gerusalemme Celeste!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Posizionandosi al centro del tempio e focalizzando l\u2019attenzione sulle otto coppie di colonne anzich\u00e9 sui singoli elementi di spoglio, si scopre inoltre che ciascuna coppia \u00e8 tutt\u2019uno con l\u2019arco che la sovrasta. Quasi che l\u2019architetto medievale abbia voluto indicare, tramite l\u2019orientamento e la disposizione a coppie del colonnato, le otto porte simboliche che si aprono nelle otto direzioni dello spazio.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">In altre parole, ponendoci al centro del colonnato, sembra di trovarsi all&#8217;interno di un\u2019immaginaria e simbolica rosa dei venti!<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Si tratta di un&#8217; architettura che nasconde un complesso e affascinante simbolismo teologico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Oggi, purtroppo, i significati allegorici presenti nelle architetture degli edifici sacri dell\u2019antichit\u00e0 sfuggono ai nostri occhi, abituati pi\u00f9 che altro a riconoscere e ad apprezzare le qualit\u00e0 estetiche e funzionali dei manufatti del passato. Eppure sappiamo che in et\u00e0 tardo antica e medievale, i costruttori di edifici sacri\u00a0si tramandavano conoscenze simboliche, utilizzate per rappresentare concetti teologici e cosmologici sotto forma architettonica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">All&#8217;inizio della mia ricerca mi colp\u00ec il fatto che le sigle del tempio cristiano\u00a0risultassero incise soltanto su quattro dei sedici capitelli del peristilio, e cio\u00e8 in corrispondenza delle due sole arcate orientate verso nord e verso sud. Non potevo credere che tale\u00a0collocazione fosse stata dettata dal caso.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Leggendo Ren\u00e9 Gu\u00e9non,\u00a0intuii\u00a0infine che una simile disposizione architettonica poteva\u00a0indicare quelle che erano conosciute come <em>porte solstiziali\u00a0<\/em>nella tradizione religiosa ed esoterica antica:\u00a0la cosiddetta \u00abporta degli dei\u00bb corrispondente al solstizio invernale, che indicherebbe il sole a sud dell\u2019equatore celeste, e la \u00abporta degli uomini\u00bb corrispondente al solstizio estivo, quando cio\u00e8 il sole si trova a nord dell\u2019equatore celeste <a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>. Si tratterebbe ovviamente di attraversamenti simbolici che rappresentano\u00a0allegoricamente i luoghi della luce e delle tenebre, della vita e della morte, dell\u2019<em>alpha<\/em> e dell\u2019<em>omega<\/em>.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_4898\" aria-describedby=\"caption-attachment-4898\" style=\"width: 930px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_1248.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4898\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IMG_1248-300x193.jpg\" alt=\"Entrando nel tempio Sant'Angelo da sud\" width=\"930\" height=\"600\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4898\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Entrando nel tempio Sant&#8217;Angelo da sud<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">L\u2019ipotesi che le due arcate sorrette dalle quattro colonne recanti iscrizioni abbiano voluto indicare al cristiano le vie di accesso alle simboliche porte solstiziali, resta tuttavia una mia intuizione personale, ad oggi non ancora dimostrabile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ci\u00f2 che invece mi \u00e8 stato possibile dimostrare attraverso confronti e documenti, \u00e8 che le epigrafi incise sui capitelli del tempio costituiscono sigle cristiane riferibili al nome di Ges\u00f9, il cui simbolismo si ricollega al mistero della sua resurrezione, e la cui presenza nel tempio cristiano serviva a rivelare al fedele il salvifico messaggio della vittoria di Cristo sulla morte terrena!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Tuttavia, come i manuali di epigrafia insegnano, prima di definire cristiana un\u2019iscrizione occorre dimostrare che il concetto in essa espresso sia in qualche modo riconducibile al nascente pensiero teologico dei primi secoli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ho provato per questo ad analizzare una ad una le singole iscrizioni, tentando di interpretarne il contenuto simbolico.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Le otto iscrizioni del tempio sono costituite da sette trigrammi e da un monogramma. Quest&#8217;ultimo si trova in prossimit\u00e0 dell\u2019attuale ingresso ed \u00e8 costituito da un solo simbolo alfabetico: un <strong>H <\/strong>(<em>eta<\/em>) maiuscolo, inciso sul lato dell\u2019abaco orientato verso nord.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La presenza di questa lettera isolata rappresenta a mio avviso il carattere chiave, il simbolo alfabetico che in un certo senso riassume in s\u00e9 il significato di tutte le altre iscrizioni della chiesa paleocristiana.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Considerata sacra gi\u00e0 dai primi padri della chiesa, la lettera <strong>H<\/strong> costituiva infatti uno tra i pi\u00f9 antichi monogrammi di Cristo, derivato dall\u2019abbreviazione per contrazione <a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> del nome greco di Ges\u00f9 IHSOYS <a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">E\u2019 utile precisare che esistono molte varianti di <em>cristogrammi<\/em> che fanno riferimento al nome del Salvatore e che tali simboli possono presentarsi isolati, come in questo caso, oppure affiancati da altri caratteri, come nel caso delle lettere escatologiche <em>alpha<\/em> e <em>omega<\/em><a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Continuando ad osservare lo stesso capitello si nota sul lato dell\u2019abaco orientato ad ovest <a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0 un\u2019altra iscrizione, diversa dalle altre, che senza dubbio \u00e8 la pi\u00f9 enigmatica ed oscura tra le otto epigrafi del tempio.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Si tratta della sigla <strong>H \u00b7 \u039b \u00b7 W<\/strong>. A differenza di tutti gli altri trigrammi, che presentano un <em>omega<\/em> minuscolo dalle curve arrotondate e piuttosto allargate, quella incisa in questa epigrafe \u00e8 una lettera di tipo schematico, a guisa di <strong>W<\/strong>.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Inoltre osserviamo che, a differenza delle altre iscrizioni, qui le lettere sono intervallate da due punti tondi, posti a met\u00e0 altezza tra di esse.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il segno che segue la lettera <em>eta<\/em> ha l\u2019aspetto di un triangolo privo di base e pertanto sembra corrispondere ad un <em>lambda<\/em> maiuscolo (<strong>\u039b<\/strong>).<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">A mio avviso potrebbe trattarsi di una variante per la lettera <em>alpha<\/em> (<strong>\u0391<\/strong>) privata dell\u2019asta orizzontale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Se la mia interpretazione non \u00e8 errata, la sigla potrebbe essere facilmente sciolta come cristogramma, formato da un <strong>H<\/strong> e seguito dalle lettere apocalittiche <strong>alpha<\/strong> e <strong>omega<\/strong>, confermando che si tratta anche in questo caso di una sigla cristiana dal contenuto salvifico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il simbolismo che si cela nelle iscrizioni del tempio Sant\u2019Angelo \u00e8 davvero sorprendente! Secondo la <em>psefia<\/em> (cos\u00ec era chiamata quell&#8217;antica scienza dei numeri utilizzata gi\u00e0 dai Pitagorici e dai primi Padri della Chiesa, tra cui anche sant&#8217;Agostino)\u00a0 il numero otto \u00e8 il valore simbolico corrispondente alla lettera <em>eta <\/em><a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Si tratta indubbiamente di un numero sacro che ricorre spesso in senso messianico anche nel Vecchio Testamento<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> ma che solo con l\u2019avvento del cristianesimo acquis\u00ec il significato di una nuova prospettiva di salvezza.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il <em>dies octavus<\/em>, corrispondente alla domenica dei cristiani, \u00e8 infatti nel Nuovo Testamento il giorno della resurrezione di Cristo<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ottenuto dalla somma di 1+7, il numero 8 divenne quindi simbolo di superamento e distinzione rispetto al numero 7 della cultura giudaica.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">L\u2019ottavo giorno, simboleggiando una promessa di vita eterna oltre la morte, fin\u00ec per rappresentare un nuovo inizio oltre la fine, un <em>alpha<\/em> che anzich\u00e9 precedere, segue l\u2019<em>omega<\/em> finale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Tale simbolismo di rinascita e salvezza ci fa comprendere meglio il significato che la lettera <em>eta<\/em> e il suo corrispondente valore numerico 8 potevano rivestire per i primi cristiani, e ci permette anche di comprendere perch\u00e9 la forma dell\u2019ottagono si trovi riprodotta nella tradizionale pianta di molti battisteri.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il simbolismo dell\u2019<em>ottavo giorno<\/em> spiega a mio avviso la ricorrente presenza della lettera <strong>H<\/strong> (eta) , e quella del suo corrispondente valore numerico 8, all\u2019interno del tempio Sant\u2019Angelo di Perugia:<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">otto sono le coppie di colonne, omogenee tra loro, disposte ad anello a sostenere il tamburo; otto sono le colonne in granito grigio orientate verso i due bracci ortogonali della croce greca che caratterizzava in origine la pianta della chiesa; e otto sono pure le iscrizioni a lettere greche, due per ciascuno dei quattro capitelli che sono stati oggetto della mia ricerca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La presenza simbolica di questo numero chiave, come simbolo cristiano di superamento della morte terrena, si chiarisce ulteriormente se si considera la vocazione di tipo cimiteriale del sito in cui sorge il tempio circolare.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Nell\u2019area limitrofa a Porta Sant\u2019Angelo, corrispondente alla zona extraurbana che si estende a nord di Perugia, \u00e8 attestata fin dall\u2019et\u00e0 arcaica una necropoli etrusca<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a>.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Tale destinazione d\u2019uso di tipo sepolcrale si mantenne certamente anche in et\u00e0 tardoantica e altomedievale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Lo stesso tempio Sant\u2019Angelo potrebbe essere sorto con funzione cimiteriale, come sembra confermare la presenza delle tre cappelle con ingressi autonomi (che ben si adattano ad un uso sepolcrale) e la presenza di varie sepolture tardomedievali, ancora conservate sul pavimento dell\u2019ambulacro.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Credo che anche le processioni e le liturgie per la salvezza delle anime del purgatorio &#8211; che sappiamo essersi svolte in questa chiesa fino a pochi secoli orsono &#8211; vadano a confermare la continuit\u00e0 nella destinazione d\u2019uso di tipo cimiteriale nel corso del tempo.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Altrettanto coerente con la funzione sepolcrale del tempio, mi sembra la notizia riportata dall\u2019Orsini secondo cui, nel XVIII secolo, fu qui trasportato dalla cattedrale un grande quadro a tempera raffigurante Dio che comanda al profeta Ezechiele di gridare alle ossa sepolte, affinch\u00e9 ascoltino la parola divina.<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La stessa intitolazione della chiesa contribuisce inoltre a spiegare, sempre a mio parere, il simbolismo di tipo salvifico che caratterizza l\u2019architettura del tempio: chi infatti avrebbe potuto accompagnare il cristiano nel passaggio dalla morte terrena alla vita eterna in Cristo, se non Michele, il messaggero divino, l&#8217;intermediario per eccellenza tra Dio e gli uomini?<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Chi, meglio dell\u2019arcangelo <em>psicopompo <a href=\"#_ftn12\"><strong>[12]<\/strong><\/a><\/em> poteva essere la figura pi\u00f9 indicata ad assistere e custodire i corpi e le anime dei defunti?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">P.S. Per chi fosse interessato a saperne di pi\u00fa, consiglio la lettura integrale della mia ricerca, che ho pubblicato anche sul server di <em>academia.edu<\/em> al seguente indirizzo:<\/span><br \/><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/5158483\/VERA_DEUM_FACIES._A_proposito_delle_iscrizioni_greche_del_Tempio_di_SantAngelo_in_Perugia\">VERA_DEUM_FACIES._A_proposito_delle_iscrizioni_greche_del_Tempio_di_SantAngelo_in_Perugia<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Note al testo:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftn2\">[1] <\/a>Ringrazio il professore Attilio Bartoli Langeli per i preziosi consigli che mi ha dato nella fase di stesura del testo<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Orsini 1792, p. 33<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Gu\u00e9non 1975, pp. 201-206<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> E\u2019 bene precisare che le abbreviazioni in epigrafia possono ottenersi per sospensione (trascrivendo solo le prime lettere di una parola e omettendo le rimanenti), oppure per contrazione (abbreviando una parola attraverso la soppressione di una o pi\u00f9 lettere). Quest\u2019ultima forma, che \u00e8 peraltro la pi\u00f9 ricorrente nel linguaggio epigrafico, \u00e8 anche quella pi\u00f9 usata, in latino come in greco, per rappresentare i cosiddetti <em>nomina sacra<\/em> (cfr. Testini 1980, p. 350).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> \u00abIl nome del Redentore si esprime con sigle di carattere puramente alfabetico che derivano per abbreviazione e con sospensione da<em> \u0399\u03b7\u03c3\u03bf\u03c5\u03c3 <\/em>e da<em> \u03a7\u03c1\u03b9\u03c3\u03c4\u03cc\u03c3<\/em>\u00bb scrive Margherita Guarducci, elencando vari monogrammi cristologici tra cui quello dello I (iota) inserito nell\u2019H (eta), sigla che deriva dalle prime due lettere del nome greco di Ges\u00f9 e che risulta tra i pi\u00f9 antichi monogrammi utilizzati in Oriente (cfr. Guarducci 1978, p. 310).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Testini 1980, pp. 354-357<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Era questo il lato immediatamente visibile a chi, entrato dall\u2019ingresso principale della chiesa, che in origine era a sud ovest, si fosse diretto verso il vano centrale o verso la cappella orientale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Gi\u00e0 nell\u2019antica numerazione greca precristiana la lettera \u03b7 con apice in alto a destra simboleggiava il numero 8, mentre con apice in basso a sinistra rappresentava il numero 8000.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Il numero 8 nel Vecchio Testamento ritorna varie volte, sempre collegato a concetti di consacrazione o di attesa messianica: Davide \u00e8 l\u2019ottavo figlio di Jesse. La purificazione del Tempio avviene all\u2019ottavo giorno, dura otto giorni e termina al sedicesimo. La circoncisione ordinata da Dio ad Abramo \u00e8 prescritta per gli Ebrei all\u2019ottavo giorno dalla nascita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Al primo giorno dopo il sabato, come giorno in cui Cristo risorse, fa riferimento l\u2019evangelista Luca: \u00abNel primo giorno dopo il sabato, al mattino molto presto, vennero al sepolcro portando con s\u00e9 gli aromi che avevano preparato\u00bb (Lc. XXIV, 1). Troviamo il simbolismo del numero 8 anche in un altro passo di Luca, particolarmente significativo, a mio avviso, poich\u00e9 si lega alla figura dell\u2019Angelo che diede nome Ges\u00f9 al figlio di Maria: \u00abQuando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione gli fu messo nome Ges\u00f9, come era stato chiamato dall\u2019Angelo prima di essere concepito nel grembo della madre\u00bb (Lc. II, 21)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Agli inizi del secolo scorso fu qui rinvenuta un\u2019importante necropoli etrusca, detta dello Sperandio, documentata come sepolcreto almeno fino all\u2019et\u00e0 romana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Il ruolo di <em>psicopompo<\/em> (pesatore delle anime) \u00e8 di origine copta. Presso i monofisiti di Egitto l\u2019arcangelo Michele avrebbe fatto proprie alcune caratteristiche dell\u2019antico dio egizio Toth, raffigurato nel Libro dei Morti nella cerimonia della <em>psicostasia<\/em> mentre con la mano velata in segno di rispetto regge la bilancia. L\u2019attributo della bilancia ritorna, pressoch\u00e9 identico, anche nell\u2019iconografia medievale dell\u2019arcangelo Michele che pesa le anime dei defunti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Antonella Bazzoli &#8211; <\/strong>27 ottobre 2017 (aggiornato 8 maggio 2021)<\/span><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tempio&nbsp; Sant&#8217;Angelo intitolato all&#8217;arcangelo Michele fu realizzato nell&#8217;alto medioevo da alti funzionari della corte esarcale. 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