{"id":29,"date":"2023-01-12T10:12:00","date_gmt":"2023-01-12T09:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/evus_bilingue\/it\/?p=29"},"modified":"2023-01-13T19:04:18","modified_gmt":"2023-01-13T18:04:18","slug":"san-ponziano-ed-il-mistero-del-capitello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/rivelazioni\/apocalypsis\/san-ponziano-ed-il-mistero-del-capitello\/","title":{"rendered":"Il mistero del capitello di Spoleto"},"content":{"rendered":"\n<p>Una tra le pi\u00f9 interessanti chiese romaniche dell&#8217;Umbria si trova a Spoleto, sulle pendici del colle Ciciano. Si tratta della chiesa di San Ponziano, la cui cripta originale \u00e8 caratterizzata da cinque absidi e\u00a0tre piccole navate. Al suo interno\u00a0si possono ammirare affreschi del XIV e XV secolo, tra cui un bellissimo Michele Arcangelo trecentesco, oltre ad epigrafi e graffiti lasciati dai pellegrini.<br>Interessante \u00e8 anche \u00a0il\u00a0materiale di spoglio di et\u00e0 classica, proveniente da\u00a0edifici dell&#8217;antica colonia romana <em>Spoletium<\/em>.<br>Una consuetudine molto diffusa, nel corso del medioevo, era infatti quella di recuperare materiale lapideo da edifici preesistenti, non pi\u00f9 frequentati, e\u00a0riadattarlo per\u00a0utilizzarlo nella costruzione di nuovi edifici di culto cristiano.<\/p>\n\n\n<div>\n<figure id=\"attachment_808\" aria-describedby=\"caption-attachment-808\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-808\" title=\"facciata di San Ponziano a Spoleto\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/facciata-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/facciata-225x300.jpg 225w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/facciata-600x800.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/facciata-768x1024.jpg 768w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/facciata.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-808\" class=\"wp-caption-text\">Chiesa di San Ponziano, Spoleto<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Le colonne e i capitelli provenienti da antichi templi pagani venivano spesso reimpiegati per edificare nuovi edifici cristiani.<\/div>\n<div>Questi elementi architettonici, gi\u00e0 utilizzati in et\u00e0 classica, venivano spesso riadattati come sostegni per le coperture di chiese e santuari. A volte gli architetti e gli scalpellini medievali si vedevano costretti ad apportare modifiche al materiale di reimpiego, attraverso tagli o inserti, cos\u00ec da poter raggiungere l&#8217;esatta altezza tra il piano di calpestio e la volta del nuovo edificio. Un esempio di tale adattamento e riuso architettonico si pu\u00f2 osservare a Spoleto, all&#8217;interno della cripta di San Ponziano, dove alcuni capitelli e colonne spogliati da vecchi edifici, furono tagliati per essere riutilizzati come sostegni delle volte a crociera.<br \/>Anni fa, visitando la bellissima cripta edificata in forme romaniche poco fuori le mura medievali di Spoleto (in prossimit\u00e0 della chiesa paleocristiana di san Salvatore), mi colp\u00ec in particolare un capitello di spoglio in stile composito, che si vede collocato in posizione rovesciata alla base di una colonna (v. foto). A differenza degli altri sostegni di spoglio presenti nella stessa cripta, il capitello capovolto non sub\u00ec stranamente il taglio che sarebbe stato necessario per adattare l&#8217;altezza della colonna a quella della volta a crociera. Ad essere modificato fu invece il piano di calpestio su cui poggia il capitello in questione: sotto di esso si nota infatti un avvallamento del pavimento, una sorta di scavo fatto intorno al capitello, effettuato forse per sottolineare la valenza simbolica del capitello stesso, o del punto su cui esso poggia.<br \/>Al di sotto del capitello il pavimento presenta infatti una sorta di affossamento artificiale, dal perimetro quadrangolare, verosimilmente creato allo scopo di valorizzare l&#8217;elemento stesso, o il punto in cui esso sembra affondare.<br \/>In altre parole il capitello rovesciato di Spoleto sembra avere un valore simbolico e non soltanto funzionale a fini architettonici.<br \/>Osservandolo ancor pi\u00f9 nel dettaglio, si notano tre grandi fori scolpiti nella pietra: i due superiori sono a forma di mezza luna mentre quello inferiore ha una forma quasi circolare. Come si vede nella foto i tre fori scavati nella pietra danno al capitello un aspetto antropomorfo, richiamando due occhi aperti e una bocca spalancata.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/capitello_antropomorfo-e1620770628203.jpg\" \/><\/div>\n<div>\n<p>Forse quella sorta di buca nel pavimento strombata e concava, evidentemente ricavata al di sotto del capitello per metterlo in evidenza, potrebbe essere stata scavata con l&#8217;intenzione di indicare un luogo investito di sacralit\u00e0 e quindi degno di memoria e venerazione.<br \/>La mia ipotesi \u00e8 che si tratti del luogo di sepoltura, o forse del luogo del martirio, di un santo locale.<br \/>L&#8217;affossamento nel pavimento potrebbe anche aver voluto indicare un luogo di culto tradizionalmente legato a qualche evento epifanico o miracoloso, divenuto poi oggetto di frequentazione e venerazione all&#8217;interno di un santuario terapeutico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5858\" aria-describedby=\"caption-attachment-5858\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/arcangelo-con-spada.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-5858 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/arcangelo-con-spada-1024x768.jpg\" alt=\"arcangelo con spada\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5858\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\">affresco votivo trecentesco dell&#8217;arcangelo, nella cripta di San Ponziano a Spoleto<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Mi sembra interessante a questo proposito ricordare l&#8217;esistenza di un&#8217;epigrafe secentesca (ma derivata da un&#8217;iscrizione molto pi\u00f9 antica) che testimonia la presenza, sul colle Ciciano di Spoleto, di una pieve paleocristiana con funzione battesimale intitolata a San Michele Arcangelo. In quella antichissima pieve venivano concesse importanti indulgenze nel mese di maggio, e non \u00e8 certo un caso che la festa del principe degli angeli cada\u00a0 proprio l&#8217;8 di maggio. Il santuario micaelico fu priobabilmente edificato dopo il 428, poich\u00e9 nella stessa epigrafe viene ricordato che in quell&#8217;anno erano consoli\u00a0 <em>Flavius Constantius Felix<\/em> in occidente e <em>Flavius Taurus<\/em> in oriente. I nomi dei due consoli, Felice e Tauro, corrispondono evidentemente a quelli dei santi Felice e Mauro , la cui leggenda agiografica \u00e8 descritta anche dai rilievi romanici scolpiti lungo il fregio della facciata di San Felice di Narco in Valnerina, dove i due eroi sauroctoni sono rappresentati nell&#8217;atto di sconfiggere il drago con l&#8217;aiuto dell&#8217;arcangelo Michele.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5862\" aria-describedby=\"caption-attachment-5862\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/san-felice-rilievi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-5862 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/san-felice-rilievi-1024x768.jpg\" alt=\"san felice rilievi\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/san-felice-rilievi-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/san-felice-rilievi-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/san-felice-rilievi-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/san-felice-rilievi.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5862\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\">rilievi romanici con storie di san Felice che sconfigge il drago nella chiesa di San Felice di Narco in Valnerina<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Queste ed altre interessanti notizie si possono trovare nello scritto di don Mario Sensi, dal titolo &#8220;<em>La preghiera di intercessione nelle tavolette votive. L&#8217;esempio di Spoleto<\/em>&#8220;, dove lo studioso ipotizzava che la cripta di San Ponziano fosse sorta al posto di un pi\u00f9 antico santuario terapeutico, con funzione polivalente, nello stesso luogo di culto del colle Ciciano gi\u00e0 legato in precedenza alla sacralizzazione delle acque e alla venerazione dell&#8217;arcangelo Michele.<br \/>Dieci tavolette votive del primo Seicento provenienti da questa cripta, studiate da Sensi, dimostrerebbero l&#8217;antica funzione polivalente di questo luogo come santuario terapeutico, in particolar modo per quanto riguarda le guarigioni da febbre che, sempre secondo lo studioso, farebbero pensare ad un santuario micaelico sorto <em>ad instar<\/em> nello spoletino, sul modello del santuario garganico.<br \/>Alcuni degli ex voto rimandano alla febbre malarica tipica di aree non bonificate presso fiumi, come quella in cui si trova San Ponziano e come anche l&#8217;area in pianura in cui sorge l&#8217;abbazia di San Felice di Narco.<br \/>Una delle tavolette votive, la pi\u00f9 antica, \u00e8 dedicata alle anime purganti, con evidente collegamento non solo alla funzione cimiteriale di questa zona\u00a0di Spoleto, ma anche alla funzione psicagoga e psicopompa dell&#8217;arcangelo Michele, da sempre invocato come accompagnatore delle anime in cielo.<br \/>Ben otto tavolette votive che si trovavano nella cripta sono invece dedicate al culto di Maria, un tempo venerata come\u00a0<em>Madonna della Febbre<\/em>, facendo pensare ancora una volta alla febbre malarica provocata dall&#8217;impaludamento delle acque\u00a0fluviali ai piedi della citt\u00e0.<br \/>Ecco perch\u00e9 all&#8217;interno della\u00a0cripta di san Ponziano vi sono vari\u00a0affreschi legati al culto della Vergine e dell&#8217;arcangelo Michele, mentre mancano riferimenti\u00a0iconografici al santo martire cui la chiesa, sorta sul luogo della sua tomba, \u00e8 intitolata.<br \/>Secondo la tradizione, Ponziano sarebbe stato decapitato presso il ponte Sanguinario di Spoleto, lungo l&#8217;antica via Flaminia. Nel momento della\u00a0decollazione la testa mozzata del santo avrebbe fatto tre lunghi balzi, fermandosi nel\u00a0punto\u00a0in cui una fonte d&#8217; acqua purissima avrebbe preso a zampillare. Dove l&#8217;acqua sorgiva e salutare scatur\u00ec\u00a0miracolosamente dal terreno, in seguito furono\u00a0costruite la tomba del martire e\u00a0la chiesa\u00a0a lui dedicata.<br \/>Alla luce di tutto ci\u00f2 la mia ipotesi \u00e8 che qualcuno abbia voluto dare un aspetto antropomorfo al\u00a0capitello di San Ponziano\u00a0riutilizzato come\u00a0base di colonna, per sottolineare la valenza sacra\u00a0del luogo esatto\u00a0in cui secondo la tradizione il martire Ponziano\u00a0sarebbe stato\u00a0sepolto dopo aver subito la\u00a0decapitazione.<br \/>Il misterioso capitello di San Ponziano potrebbe\u00a0allora voler rappresentare\u00a0simbolicamente il capo decollato del martire e patrono\u00a0di Spoleto, ancora oggi venerato il 14 gennaio, giorno in cui sub\u00ec il\u00a0 martirio.<br \/>N\u00e9 si pu\u00f2 escludere, a mio avviso,\u00a0che in corrispondenza del capitello rovesciato vi fosse\u00a0in origine\u00a0una fonte d&#8217;acqua ritenuta terapeutica e miracolosa, probabilmente legata ad un preesistente culto micaelico\u00a0e alla sacralizzazione delle acque a scopo terapeutico, attestata sul colle Ciciano.<\/p>\n<p>Tornando al culto di san Ponziano, una tradizione\u00a0locale narra che una scossa di terremoto avrebbe accompagnato il drammatico momento della decapitazione del santo.\u00a0Per questa ragione\u00a0il martire di Spoleto\u00a0cominci\u00f2 ad essere\u00a0invocato come\u00a0protettore dai terremoti.<br \/>Si tramanda inoltre che la prima scossa di una lunga serie di terremoti che colpirono\u00a0l&#8217;Umbria meridionale all&#8217;inizio del\u00a0XVIII secolo, ebbe luogo proprio in occasione dell&#8217;anniversario\u00a0della sua festa: era il 14 gennaio del 1703 quando la terra trem\u00f2 violentemente, e il fatto\u00a0che non\u00a0vi sia stata\u00a0nessuna vittima nella citt\u00e0 di Spoleto fu considerato un\u00a0miracolo effettuato da san Ponziano.<br \/>Da quel giorno\u00a0nacque una\u00a0profezia: &#8220;Spoleto tremer\u00e0, ma non cadr\u00e0&#8221;. E ancora oggi c&#8217;\u00e8 chi si rivolge al\u00a0martire spoletino\u00a0per chiedere protezione dai terremoti, che purtroppo ogni tanto tornano\u00a0a colpire\u00a0quest&#8217; area sismica dell&#8217;Appennino centrale.<\/p>\n<\/div>\n<div>testo e foto di <strong>Antonella Bazzoli<\/strong> &#8211; articolo del 14 gennaio 2009, aggiornato il 13 gennaio 2023<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una tra le pi\u00f9 interessanti chiese romaniche dell&#8217;Umbria si trova a Spoleto, sulle pendici del colle Ciciano. 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