{"id":295,"date":"2009-11-16T17:59:33","date_gmt":"2009-11-16T16:59:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cmsksyn.com\/evus_bilingue\/it\/?p=295"},"modified":"2021-05-13T12:56:12","modified_gmt":"2021-05-13T10:56:12","slug":"il-tempo-delle-donne-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/rivelazioni\/asherah\/il-tempo-delle-donne-2\/","title":{"rendered":"Il tempo delle donne"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;idea di un&#8217;Agenda per il 2010, interamente dedicata al pianeta donna nel medioevo, nacque una sera in cui, osservando la luna, riflettevo su come il bioritmo femminile si accordi perfettamente al ritmo delle fasi lunari.<br \/>\nPensavo tra me e me: peccato che le donne non siano pi\u00f9 attente alle corrispondenze magiche che esistono tra la natura, il cosmo e gli esseri viventi.<br \/>\nUn tempo le donne erano pi\u00f9 in sintonia con l&#8217;Ordine naturale. I ritmi di vita erano pi\u00f9 vicini a quelli stagionali e il lavoro agricolo veniva scandito dai cicli della natura e dall&#8217;influenza astrale. In quel tempo non troppo lontano, la Luna e la Terra rappresentavano ancora l&#8217;energia femminile.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCN5421-e1620810115814.jpg\" \/><\/p>\n<p>Fertili come una dea Madre, capaci di dare la vita al pari della Terra che offre i suoi frutti al ritmo delle stagioni, le donne rappresentavano anche una risposta all&#8217;istintiva paura umana del tempo che passa. Una paura che port\u00f2 alla nascita del Calendario, che come \u00e8 noto \u00e8 solo un&#8217;arcaica invenzione umana, nata nel tentativo di padroneggiare il disorientante e spaventoso Caos primordiale.<\/p>\n<p>Simbolo vivente del misterioso ciclo &#8220;vita-morte-vita&#8221;, in molte culture arcaiche la donna fu venerata come essere divino. E forse proprio per la sua peculiarit\u00e0 di dare la vita, molti uomini arrivarono a temere e ad osteggiare il genere femminile, tentando in ogni modo di sottometterlo.<\/p>\n<p>Da tutte queste considerazioni che mi attraversavano la mente al chiaro di luna, nacque l&#8217;idea di un calendario al femminile, ambientato in un&#8217;epoca &#8211; il Medioevo appunto &#8211; in cui le donne avevano ancora un ruolo preciso, in quanto custodi dell&#8217;ordine familiare e allegorie dell&#8217;ordine sociale.<\/p>\n<p>&#8220;Il Tempo delle Donne&#8221;, l&#8217;Agenda 2010 della Edimond, i cui testi e le cui foto ho curato, insieme alla mia amica e collega Ambra Antonelli, sintetizza a mio avviso molto bene tutto questo: anticamente le donne erano in grado di scandire il Tempo, come fa la Luna girando intorno alla Terra. Il ciclo femminile non a caso \u00e8 di 28 giorni, proprio come la durata del mese, nell&#8217;arcaico calendario lunare.<\/p>\n<p>Il Tempo dunque appartiene alle Donne. Ed \u00e8 per questo che noi abbiamo scelto di far rivivere, tra le pagine della nostra Agenda, regine, badesse, sante, scrittrici, serve, meretrici, umili artigiane e comuni donne sposate. Le testimonianze di queste donne raccontano un Medioevo inedito, un Medioevo in cui la misoginia era di casa, certo, ma solo come parziale aspetto di una ben pi\u00f9 complessa e variegata realt\u00e0 sociale e culturale. Una misoginia che ritroviamo nei sermoni di molti chierici e uomini di chiesa vissuti in et\u00e0 medievale. Ma sappiamo anche nel Medioevo vi furono monaci e cavalieri che idealizzarono la donna per la sua purezza, artisti e poeti che la immortalarono per la sua bellezza, figli, mariti e padri che l&#8217;amarono e la elogiarono per le sue virt\u00f9, gruppi sociali che la scelsero come simbolo e allegoria della loro coesione&#8230;<\/p>\n<figure style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/3_portatrici_d_acqua-e1620810228386.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"600\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Le tre portatrici d&#8217;acqua. Foto A. Bazzoli<\/figcaption><\/figure>\n<p>In un\u2019et\u00e0 in cui erano gli uomini a detenere il monopolio delle attivit\u00e0 intellettuali, il ruolo della donna poteva apparire subalterno a quello maschile. Ma la realt\u00e0 si rivela pi\u00f9 complessa: seppure sottomessa e limitata, a volte persino negata e mistificata, la donna del medioevo lasci\u00f2 molte tracce di s\u00e8 e del suo poliedrico universo simbolico. Quelle antiche tracce sbiadite e dimenticate, noi siamo andate a cercarle nei luoghi pi\u00f9 celati e nelle testimonianze pi\u00f9 insolite, e le abbiamo trovate, infine, in un testamento, in una tradizione, in una legge di uno statuto, in un gesto descritto da un affresco, in un simbolo scolpito a rilievo, in un sogno o in una paura raccontati da novelle e romanzi d\u2019amore cortese\u2026<\/p>\n<p>Il nostro lavoro di redazione si \u00e8 appena concluso, dando vita all&#8217; Agenda 2010. Ma la nostra ricerca sulla condizione femminile nel medioevo \u00e8 invece appena iniziata. Indagare tra le pieghe del femminino \u00e8 infatti come muoversi in un cerchio magico, il cui simbolo potrebbe essere un &#8220;uroboro&#8221;, serpente mitico che si morde la coda e che non ha n\u00e9 inizio n\u00e9 fine.\u00a0 Il nostro lavoro \u00e8 solo un tassello di questo cerchio infinito, \u00e8 solo un piccolo contributo alla comprensione del misterioso ciclo di &#8220;vita-morte-vita&#8221;, fatto di energia femminile, ricettiva e inesauribile, notturna e lunare.<\/p>\n<p>E chi vorr\u00e0 inoltrarsi in questo vasto e ancora inesplorato campo d&#8217;indagine, scoprir\u00e0 che il potere, falsamente identificato con la forza fisica e con la capacit\u00e0 di dare la morte, \u00e8 in realt\u00e0 forza psichica e spirituale, \u00e8 soprattutto capacit\u00e0 di dare la vita.<\/p>\n<div>Antonella Bazzoli &#8211; Novembre 2009<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea di un&#8217;Agenda per il 2010, interamente dedicata al pianeta donna nel medioevo, nacque una sera in cui, osservando la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6892,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[14],"tags":[1324,505,1265,1325],"class_list":["post-295","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asherah","tag-agenda-medievale","tag-calendari","tag-donne-nel-medioevo","tag-luna"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=295"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6897,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295\/revisions\/6897"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}