{"id":2967,"date":"2018-04-01T08:08:17","date_gmt":"2018-04-01T06:08:17","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=2967"},"modified":"2021-05-21T17:22:02","modified_gmt":"2021-05-21T15:22:02","slug":"lottavo-giorno-e-il-simbolismo-della-lettera-h","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/zoom\/lottavo-giorno-e-il-simbolismo-della-lettera-h\/","title":{"rendered":"L&#8217;ottavo giorno, simbolo della resurrezione di Cristo"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel tempio paleocristiano <strong><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/grandangolo\/le-misteriose-iscrizioni-del-tempio-di-santangelo\/\">Sant&#8217;Angelo <\/a><\/strong>di Perugia il numero <strong>8<\/strong> \u00e8 il protagonista assoluto.<br>Ci\u00f2 risulta evidente non solo osservando lo\u00a0 straordinario disegno architettonico del colonnato circolare che divide le due navate concentriche, ma anche analizzando le otto iscrizioni a caratteri greci, incise e ripassate con vernice nera in corrispondenza delle quattro colonne che si trovano a nord e a sud del peristilio.<br>Il simbolismo del magico numero otto all&#8217;interno del tempio cristiano torna anche, attraverso multipli e sottomultipli, nel disegno di vari elementi architettonici: sedici sono infatti le colonne del peristilio anulare della chiesa perugina; quattro sono le colonne recanti iscrizioni; e otto sono in tutto le sigle incise negli abachi di quattro capitelli corinzi (due sigle per ogni abaco).<br>Il sottomultiplo di otto torna anche nelle quattro cappelle radiali che in origine si aprivano in esatta corrispondenza dei punti cardinali, andando a formare una croce greca.<\/p>\n\n\n<figure id=\"attachment_2887\" aria-describedby=\"caption-attachment-2887\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/capit-con-lettere.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2887 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/capit-con-lettere-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2887\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Trigramma inciso su capitello corinzio. Tempio di Sant&#8217;Angelo in Perugia.<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il multiplo di otto \u00e8 invece evidente nelle sedici colonne del colonnato anulare che furono coerentemente recuperate e accostate a due a due, non solo per tipologia ma anche per materiale e dimensioni, dall&#8217;architetto che realizz\u00f2 il tempio paleocristiano attraverso l&#8217;utilizzo di <em>spolia<\/em> di et\u00e0 imperiale.<br \/>Focalizzando l\u2019attenzione sulle otto coppie di colonne, anzich\u00e9 sui singoli elementi di spoglio, ci si accorge che ciascuna coppia di sostegni \u00e8 tutt\u2019uno con l\u2019arco che la sovrasta.<br \/>Quasi che l\u2019architetto abbia voluto indicare, tramite l\u2019orientamento e la disposizione a coppie del colonnato, le otto porte simboliche che si aprono nelle otto direzioni dello spazio, come in un\u2019immaginaria rosa dei venti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3256\" aria-describedby=\"caption-attachment-3256\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scorcio-interno-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3256\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scorcio-interno-1-225x300.jpg\" alt=\"il vano centrale \u00e8 delimitato da un peristilio anulare formato da sedici colonne\" width=\"450\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scorcio-interno-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scorcio-interno-1-600x800.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scorcio-interno-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/scorcio-interno-1.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3256\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Interno del tempio di Sant&#8217;Angelo in Perugia<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel tempio Sant\u2019Angelo di Perugia protagonista \u00e8 dunque l&#8217;otto, numero che richiama simbolicamente il messaggio escatologico e salvifico della vittoria di Cristo sulla morte terrena. <em>L&#8217;8\u00a0<\/em> rappresenta per i cristiani il <em>dies octavus, <\/em>la domenica dedicata al Messia. Al primo mattino dopo il sabato, giorno in cui Cristo sconfisse la morte, fa infatti riferimento l\u2019evangelista Luca: \u00abNel primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono al sepolcro portando con s\u00e9 gli aromi che avevano preparato\u00bb (Lc. 24, 1).<br \/>Il <em>dies octavus <\/em>\u00e8 nel Nuovo Testamento il giorno della resurrezione di Cristo.<br \/>Si tratta indubbiamente di una cifra dalla valenza sacra gi\u00e0 ricorrente nel Vecchio Testamento [1]\u00a0che solo con l\u2019avvento del cristianesimo acquis\u00ec un significato nuovo, rivestendosi di una prospettiva di salvezza.\u00a0[2]<br \/>Si sa che per gli Ebrei\u00a0 il settimo e ultimo giorno della settimana \u00e8 il sabato, giorno che &#8211; come si legge nel libro della Genesi &#8211; Dio benedisse e consacr\u00f2 poich\u00e9 fu nel settimo giorno che il Signore port\u00f2 a termine il creato e cess\u00f2 il suo lavoro (Gen 2, 1-4).<br \/>Secondo Paolo Farinella l\u2019<em>ottavo giorno<\/em>, come viene chiamato dai primi cristiani il giorno che segue il sabato ebraico, avrebbe addirittura finito per rappresentare \u00abuno stendardo che distingue ormai i giudei-cristiani dagli Ebrei e dai pagani, e conferisce loro una nuova identit\u00e0\u00bb.\u00a0[3]<\/p>\n<p>La valenza salvifica attribuita dai primi cristiani al giorno ottavo si chiarisce soprattutto alla luce di una lettera che Agostino d&#8217;Ippona scrisse, all\u2019inizio del v secolo, in risposta ai quesiti di Gennaro:<br \/>\u00abLa domenica invece \u00e8 stata indicata chiaramente come giorno sacro non per i Giudei, ma per i Cristiani per causa della risurrezione del Signore e da allora si cominci\u00f2 a celebrarla come giorno di festa. (\u2026) Di questa attivit\u00e0 \u00e8 simbolo l\u2019ottavo giorno, ch\u2019\u00e8 pure il primo, poich\u00e9 la risurrezione non elimina, ma glorifica il riposo (\u2026 ) Prima della risurrezione del Signore ai santi patriarchi pieni di spirito profetico non era certo nascosta l\u2019allegoria dell\u2019ottavo giorno con cui viene significata la risurrezione; infatti qualche salmo \u00e8 intitolato &#8220;per l\u2019ottava&#8221; e i bambini venivano circoncisi l\u2019ottavo giorno dopo la nascita, e nell\u2019Ecclesiaste, per simboleggiare i due Testamenti, si dice: Da\u2019 loro sette parti e a quelli otto. Tale significato simbolico per\u00f2 rimane riservato e segreto e fu insegnato solo che si doveva celebrare il sabato. Infatti i morti godevano gi\u00e0 il riposo ma non v\u2019era ancora la risurrezione di nessuno fino a quando venisse chi risorgendo dai morti ormai non morisse mai pi\u00f9 e la morte non dominasse pi\u00f9 su di lui. Solo dopo avvenuta la risurrezione del corpo del Signore (\u2026) si sarebbe cominciato a celebrare ormai la Domenica, ossia l\u2019ottavo giorno, che \u00e8 pure il primo\u00bb.\u00a0[4]<br \/>Ottenuto dalla somma di 1+7, il numero 8 potrebbe dunque essere diventato per i primi cristiani un simbolo di superamento e distinzione rispetto al 7 della tradizionale cultura giudaica.<br \/>L\u2019ottavo giorno, simboleggiando una promessa di vita eterna oltre la morte, avrebbe cos\u00ec rappresentato un nuovo inizio oltre la fine, un <em>alpha<\/em> che segue l\u2019<em>omega<\/em> finale anzich\u00e9 precederlo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3061\" aria-describedby=\"caption-attachment-3061\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3061 size-large\" title=\"monogramma cristiano, inciso e rubricato sull'abaco di un capitello corinzio\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/IMG_2929-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/IMG_2929-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/IMG_2929-600x400.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/IMG_2929-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3061\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\">H (eta) \u00e8 la lettera greca che corrisponde al numero 8 secondo la psefia.<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Per comprendere meglio tutto ci\u00f2 \u00e8 utile fare riferimento ad una scienza dei numeri, gi\u00e0 utilizzata nell&#8217;antica Grecia, chiamata <em>psefia.\u00a0<\/em>Si tratta di un sapere che rivest\u00ec grande importanza nell&#8217;ambito del simbolismo numerico. La <em>psefia<\/em> consisteva nell&#8217;attribuire una quantit\u00e0 numerica a ciascuna delle 24 lettere dell\u2019alfabeto greco, cominciando da <em>alpha<\/em> (il cui valore corrispondente \u00e8 pari ad 1) e finendo con <em>omega<\/em> (il cui rispettivo valore numerico \u00e8 800) [5].<br \/>L\u2019alfabeto veniva dunque\u00a0 usato, oltre che per comporre fonemi, anche per esprimere quantit\u00e0 numeriche dalla valenza sacra, in grado di rivelare significati simbolici di natura magica e divina.<br \/><em>Isopsefia<\/em> veniva poi chiamato un particolare sistema di calcolo, derivato direttamente dalla <em>psefia,<\/em> che consisteva nel sommare i valori numerici di una sigla (o di una parola formata da pi\u00f9 lettere) per orttenere il valore numerico ad essa corrispondente: attraverso tale strumento si poteva attribuire a due o a pi\u00f9 parole diverse (ma anche a sigle e a <em>nomina sacra<\/em>) lo stesso valore <em>isopsefico,<\/em> facendo s\u00ec che esse assumessero lo stesso significato simbolico.<br \/>Il gusto per l\u2019<em>isopsefia<\/em> nel mondo greco di et\u00e0 imperiale \u00e8 ben documentato da un\u2019epigrafe rinvenuta su una parete del tempio di Iside (poi trasformato in tempio cristiano) che si trova nell&#8217;isola egiziana di Philai. Vi si legge: \u03b9\u03c2 \u03c8\u03b7\u03c6\u03bf\u03c2 \u03d1\u03b5\u03bf\u03c2 \u03b1\u03b3\u03b9\u03bf\u03c2 \u03b1\u03b3\u03b1\u03d1\u03bf\u03c2 \u03c3\u03c0\u03b4, ovvero \u00abun solo numero: dio santo buono 284\u00bb. Sommando attraverso il calcolo isopsefico i valori numerici ottenuti dalle tre parole: \u03d1\u03b5\u03bf\u03c2 (dio), \u03b1\u03b3\u03b9\u03bf\u03c2 (santo), \u03b1\u03b3\u03b1\u03d1\u03bf\u03c2 (buono),\u00a0 il risultato \u00e8 sempre 284, numero ottenuto dalla somma di\u00a0 \u03c3 (sigma = 200) +\u00a0 \u03c0 (pi = 80)\u00a0 e \u03b4 (delta = 4) [6]<\/p>\n<p>Si tratta di ambiti della numerologia che oggi possono far sorridere, apparendo inutili elucubrazioni sul significato simbolico dei numeri.<br \/>Eppure sappiamo che quelle consuetudini, gi\u00e0 attestate in et\u00e0 ellenistica, furono ampiamente utilizzate anche dai Giudei e dai cristiani d\u2019Oriente, cos\u00ec come dagli stessi padri della chiesa, primo fra tutti Agostino d\u2019Ippona, che spesso ricorsero in esegesi al simbolismo numerico. Saper leggere il simbolismo di questi numeri significava &#8211; per chi ne fosse stato capace &#8211; comprendere verit\u00e0 rivelate.<\/p>\n<p>Sorprendente \u00e8 stato per me scoprire che all&#8217;interno del tempio paleocristiano di Sant&#8217;Angelo a Perugia esistono sigle isopsefiche, incise al di sopra di quattro colonne di et\u00e0 romana.<br \/>E ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 stato per me verificare che la lettera greca <strong>eta<\/strong> (H), cui la <em>psefia <\/em>associa\u00a0 il numero <strong>otto<\/strong> (8), rappresenta la <strong>lettera chiave<\/strong> di tutte e otto le iscrizioni del tempio perugino , iscrizioni che sono state oggetto di una mia approfondita indagine epigrafica, pubblicata online al seguente indirizzo:<br \/><a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/5158483\/VERA_DEUM_FACIES._A_proposito_delle_iscrizioni_greche_del_Tempio_di_SantAngelo_in_Perugia\">https:\/\/www.academia.edu\/5158483\/VERA_DEUM_FACIES._A_proposito_delle_iscrizioni_greche_del_Tempio_di_SantAngelo_in_Perugia<\/a>)<br \/>Tale simbolismo di rinascita e salvezza ci fa comprendere meglio l&#8217;importanza che la lettera <strong><em>eta<\/em><\/strong>, e di conseguenza il suo corrispondente valore numerico <strong>8,<\/strong> potevano rivestire presso i primi cristiani.<\/p>\n<p><strong>Antonella Bazzoli<br \/><\/strong> 15 giugno 2013 <\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">NOTE:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[1]Il numero 8 nel Vecchio Testamento ritorna varie volte, sempre collegato a concetti di consacrazione o di attesa messianica: Davide \u00e8 l\u2019ottavo figlio di Jesse; la purificazione del Tempio avviene all\u2019ottavo giorno, dura otto giorni e termina al sedicesimo; la circoncisione ordinata da Dio ad Abramo \u00e8 prescritta per gli Ebrei all\u2019ottavo giorno dalla nascita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[2] P. Farinella, <em>Sulla corda ottava incontro al Messia. Simbolismo cristologico del numero 8 nella Bibbia e nella tradizione giudaico cristiana,<\/em> in \u00abLa Sapienza della Croce\u00bb, n. 19, Roma, 2004, pp. 129-171, p. 148. Il tema complessivo \u00e8 trattato dall\u2019autore alle pp. 121-179<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[3]Troviamo il simbolismo del numero 8 anche in un altro passo di Luca, particolarmente significativo a mio avviso, poich\u00e9 si lega alla figura dell\u2019Angelo che diede nome Ges\u00f9 al figlio di Maria: \u00abQuando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione gli fu messo nome Ges\u00f9, come era stato chiamato dall\u2019Angelo prima di essere concepito nel grembo della madre\u00bb (Lc. 2, 21)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[4]\u00a0\u00abDies tamen dominicus non Iudaeis, sed Christianis resurrectione Domini declaratus est, et ex illo habere coepit festivitatem suam. (\u2026) Talem quippe actionem significat dies octavus, qui et primus, quia non aufert illam requiem, sed glorificat. (\u2026) Quapropter ante resurrectionem Domini, quamvis sanctos patres plenos prophetico spiritu octavi sacramentum nequaquam lateret, quo significatur resurrectio (nam et pro octavo psalmus inscribitur, et octavo die circumcidebantur infantes, et in Ecclesiaste ad duorum Testamentorum significationem dicitur: <em>Da illis septem, et illis octo<\/em>); reservatum est tamen et occultatum, et solum celebrandum sabbatum traditum est: quia erat antea requies mortuorum; resurrectio autem nullius erat, qui resurgens ex mortuis, iam non moreretur, et mors illi ultra non dominaretur; ut postquam facta est talis resurrectio in corpore Domini (\u2026), iam etiam dies dominicus, id est octavus, qui et primus, inciperet celebrari\u00bb. Aurelius Augustinus Hipponensis, <em>Epistolae<\/em>, IV, 13. Traduzione dal sito <em>www. augustinus. it.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[5] I valori numerici che la psefia fa corrispondere alle lettere dell\u2019alfabeto greco sono i seguenti: \u0391=1 \u0392=2 \u0393=3 \u0394=4 \u0395=5 \u0396= 7 \u0397=8 \u0398=9 \u0399=10 \u039a=20 \u039b=30 \u039c=40 \u039d=50 \u039e=60 \u039f=70 \u03a0=80 \u03a1=100 \u03a3=200 \u03a4=300 \u03a5=400\u00a0 \u03a6=500 \u03a7=600 \u03a8=700 \u03a9=800. Le lettere Digamma, Qoppa e Sampi, corrispondenti ai valori 6, 90 e 900, scomparvero con l\u2019assunzione dell\u2019alfabeto ionico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[6]\u00a0Vedi M. Guarducci, <em>Epigrafia greca, vol. IV, Epigrafi sacre pagane e cristiane<\/em>, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1978, p. 469<\/span><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel tempio paleocristiano Sant&#8217;Angelo di Perugia il numero 8 \u00e8 il protagonista assoluto.Ci\u00f2 risulta evidente non solo osservando lo\u00a0 straordinario<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3253,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[528,514,527,523,533,44,531],"class_list":["post-2967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoom","tag-archeologia-cristiana","tag-arte-paleocristiana","tag-epigrafia","tag-medioevo","tag-pasqua","tag-perugia","tag-san-michele-arcangelo"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2967"}],"version-history":[{"count":80,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2967\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7913,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2967\/revisions\/7913"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3253"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}