{"id":300,"date":"2010-10-15T11:05:44","date_gmt":"2010-10-15T10:05:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cmsksyn.com\/evus_bilingue\/it\/?p=300"},"modified":"2021-05-13T21:12:10","modified_gmt":"2021-05-13T19:12:10","slug":"a-passeggio-nel-paesaggio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/gli-itinerari-di-evus\/a-passeggio-nel-paesaggio-2\/","title":{"rendered":"A passeggio nel paesaggio"},"content":{"rendered":"<p>Tra la fine del XV e l&#8217;inizio del XVI secolo, quando Pietro Vannucci detto il Perugino, era ormai all\u2019apice della carriera artistica, Castrum Plebis \u2013 l\u2019odierna Citt\u00e0 della Pieve &#8211; doveva avere un aspetto non molto diverso dall\u2019attuale: lo stesso colore rosso caratterizzava le cortine murarie degli edifici in laterizio, le stesse architetture impreziosivano l\u2019impianto urbanistico del castello.<br \/>\nProprio come oggi un anfiteatro naturale di dolci colline circondava il borgo, spaziando dal Lago Trasimeno fino alla fertile valle del Chiani. \u00c8 qui, nella citt\u00e0 natale di Pietro Vannucci, che ha inizio il nostro itinerario.<br \/>\nUn percorso che si snoda lungo tracciati minori &#8211; un po\u2019 nascosti e ancora poco conosciuti &#8211; alla scoperta di quei paesaggi che ci piace immaginare siano stati fonte di ispirazione per il maestro pievese.<br \/>\nPer godere di queste inedite visuali occorre inoltrarsi lungo quelle vie che si aprono tra Perugia e il lago Trasimeno, con tappe obbligate a Panicale e a Citt\u00e0 della Pieve. L\u2019esperienza sar\u00e0 non soltanto visiva, ma anche emotiva. E in ogni caso sar\u00e0 divertente e stimolante provare a fotografare lungo il percorso, quegli scorci e quelle visuali che potrebbero avere ispirato il maestro Pietro de Castro Plebis.<br \/>\nIl viaggio pu\u00f2 essere intrapreso attraverso due modalit\u00e0, distinte eppur complementari: si pu\u00f2 scegliere di immergersi nella natura, prestando attenzione all\u2019ambiente circostante e ricercando lungo il percorso quegli elementi paesaggistici che l\u2019artista era solito inserire nelle proprie produzioni artistiche, per ritrovarli poi, trasfigurati in forma ideale e poetica, nelle opere d\u2019arte autografe che incontreremo lungo le varie tappe.<br \/>\nOppure si pu\u00f2 procedere al contrario: scegliendo di cominciare il viaggio davanti a un\u2019opera del Perugino, per poi stupirsi nel ritrovare lungo il percorso, lo stesso paesaggio, le stesse prospettive, la stessa luce diffusa.<br \/>\nIn ogni caso \u00e8 importante essere disposti a perdersi in quella dimensione infinita dello spazio, che l\u2019artista tanto bene riusc\u00ec a rendere nei suoi capolavori. Ma torniamo al borgo natio dell&#8217;artista.<br \/>\nDopo aver ammirato le interessanti opere conservate nella chiesa di S. Maria dei Servi e in cattedrale, si lascia piazza Gramsci in direzione del quartiere Casalino, per arrivare a quella che fu la sede della compagnia dei Disciplinati, dove un tempo sorgeva anche un ospedale. Qui, presso l\u2019oratorio di S. Maria dei Bianchi, Pietro Vannucci realizz\u00f2 il grande e coloratissimo affresco che ancora oggi copre la parete di fondo. Era il 1504 e il maestro pievese aveva pi\u00f9 di cinquanta anni. La scena \u00e8 affollata da circa una settantina di figure umane e da quasi altrettante figure animali, tra cui cavalieri, cavalli, pastori, greggi, cani di diverse specie e persino dromedari. In primo piano vi \u00e8 la bellissima scena dell&#8217;Adorazione dei Magi, caratterizzata dalla disposizione equilibrata di eleganti figure, avvolte in fastosi abiti rinascimentali dai colori vivaci e dai toni cangianti.<br \/>\nAl centro dell\u2019affresco l\u2019attenzione si focalizza sull\u2019essenziale architettura classica di un\u2019alta tettoia lignea che rappresenta la capanna della nativit\u00e0. La struttura invita l\u2019osservatore a penetrare con lo sguardo in quello scorcio prospettico che si apre all\u2019orizzonte.<br \/>\nEd eccolo il vero protagonista dell\u2019opera: il vasto paesaggio riprodotto sullo sfondo, cos\u00ec somigliante nei suoi connotati a quelli che s\u2019incontrano lungo il nostro itinerario! Ai lati della capanna ci sono anche alberi altissimi, decisamente sproporzionati rispetto al resto. Sono cos\u00ec diritti e slanciati da sembrare ponti di collegamento tra la terra e il cielo. E i due elementi, il terreno e il celeste, trovano qui un punto d\u2019 incontro anche attraverso il terzo elemento: l\u2019 acqua del Trasimeno che si scorge al centro della scena in una prospettiva quasi infinita.<br \/>\n\u00c8 un\u2019incredibile esperienza visiva quella che si concede chi, distogliendo lo sguardo dai soggetti in primo piano, cominci a scrutare oltre gli edifici e oltre le figure che riempono la scena, mettendo a fuoco unicamente la natura, il paesaggio e la luce che li avvolge: allora ci si accorge che la visuale ampia e dilatata, \u00e8 al tempo stesso profonda. Cos\u00ec profonda da sembrare quasi sfondare la parete, tanto realistica \u00e8 la prospettiva e tridimensionale l\u2019effetto spaziale.<br \/>\nE si possono scoprire dettagli di un sorprendente realismo, non solo negli alberi alti e svettanti che ricordano i nostri ornielli, ma anche nella flora e nella fauna autoctone, nella morfologia dei colli, delle valli e dei monti, nella luce tersa in primo piano e in quella pi\u00f9 tenue, quasi crepuscolare, che sfuma in lontananza. \u00c8 un paesaggio ispirato alla realt\u00e0 geografica in cui il Perugino nacque e trascorse la sua infanzia. Quasi una fotografia della sua terra d\u2019origine, che egli stesso opportunamente trasfigur\u00f2 in una visione poetica e contemplativa.<br \/>\nLa terra del Perugino si trasforma cos\u00ec nella terra dello spirito, paradiso terrestre dove passioni e pulsioni umane non trovano posto, spazio metafisico che ha il suo modello e il suo <em>cartone<\/em> in quella terra che s\u2019incontra tra l\u2019Umbria e la Toscana, lungo la strada che da Castiglione del Lago arriva a Perugia deviando per borghi rimasti immutati nel tempo, come quello di Panicale.<br \/>\nIl castello sorge su uno sperone da cui si gode una magnifica visuale, tra colli dalle morbide curve digradanti verso il Trasimeno e la valle del Nest\u00f2re. La sensazione \u00e8 quella di un luogo incontaminato dove l\u2019armonia e la serenit\u00e0 sono di casa. Quella stessa serenit\u00e0 che emana da un\u2019altra importante opera d\u2019arte del Perugino, qui conservata nella chiesa di San Sebastiano.<br \/>\nL\u2019edificio, costruito tra il XIV e il XV secolo, custodisce al suo interno il famoso martirio del santo dipinto nel 1505. La sintesi e l\u2019equilibrio tra l\u2019elemento paesaggistico, quello figurativo e quello architettonico, riescono a trasmettere a chiunque osservi la scena, un sentimento di serena contemplazione che sembra amplificare la sacralit\u00e0 dell\u2019immagine del martire in primo piano. Nonostante le ferite delle frecce, non vi \u00e8 traccia di sangue sul corpo del santo. Il suo volto \u00e8 sereno, non tradisce emozioni. Nulla che possa turbare l\u2019armonia dell\u2019insieme.<br \/>\nOltre l\u2019elegante e monumentale edificio classico alle spalle del martire, si apre un nuovo scorcio paesaggistico, questa volta facilmente identificabile con quello che realmente ci si prospetta, uscendo dalla chiesa e affacciandoci dal balcone panoramico di questo caratteristico borgo medievale.<br \/>\nAnche qui a Panicale si nota che il paesaggio del Perugino \u00e8 s\u00ec ideale, ma non per questo astratto, essendo il risultato di un\u2019attenta osservazione della realt\u00e0 da parte dell&#8217;artista. Una realt\u00e0 che ritroviamo davanti ai nostri occhi allorch\u00e9, lasciando Panicale e proseguendo in direzione del Trasimeno,\u00a0 ci imbattiamo in nuovi, ampissimi panorami sul bacino lacustre.<br \/>\nPer effetto dell\u2019umidit\u00e0 prodotta dal lago, ecco che la visuale non \u00e8 pi\u00f9 tersa, e i contorni e i colori sembrano sfumare in lontananza, attraverso tenui passaggi di luci e di ombre. Lo stesso effetto che il Perugino seppe ricreare cos\u00ec bene, stendendo i colori come si trattasse di luci diffuse e velate, o di fasci di luce in grado di ammorbidire i profili delle figure, esaltandone in tal modo l\u2019aspetto pi\u00f9 contemplativo ed intimista.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/051-e1620933006327.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><em><strong>Antonella Bazzoli &#8211; <\/strong><\/em>11 ottobre 2008<\/p>\n<div><em>Da leggere:<\/em><\/div>\n<div><em>Pietro Perugino e il paesaggio del Trasimeno<\/em>, Fuai\u00e9 02, ed. Archiservice<\/div>\n<div><em>Trasimeno, affresco naturale<\/em> di A.Bazzoli, Fuai\u00e9, Aprile 2007<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra la fine del XV e l&#8217;inizio del XVI secolo, quando Pietro Vannucci detto il Perugino, era ormai all\u2019apice della<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":912,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[21],"tags":[476,108,44,208],"class_list":["post-300","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gli-itinerari-di-evus","tag-borghi-medievali","tag-lago-trasimeno","tag-perugia","tag-pietro-vannucci"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=300"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7219,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300\/revisions\/7219"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/912"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=300"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=300"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}