{"id":3131,"date":"2014-05-16T09:53:57","date_gmt":"2014-05-16T08:53:57","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=3131"},"modified":"2021-05-19T10:47:56","modified_gmt":"2021-05-19T08:47:56","slug":"laffascinante-complesso-della-trinita-a-venosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/reportage\/laffascinante-complesso-della-trinita-a-venosa\/","title":{"rendered":"L\u2019affascinante complesso della Trinit\u00e0 a Venosa"},"content":{"rendered":"<p>Sorprende come una piccola citt\u00e0 della Basilicata come Venosa possieda un cos\u00ec vasto complesso religioso, dal suggestivo effetto scenografico, la cui storia si dipana attraverso i secoli, dall\u2019et\u00e0 repubblicana romana al medioevo.<br \/>\nDi questo monumento vorrei parlarvi anche se farlo in maniera sintetica \u00e8 alquanto difficile, data l\u2019articolazione delle costruzioni.<br \/>\nIl complesso sorge in prossimit\u00e0 della citt\u00e0 su un sito che era stato occupato, secondo un\u2019antica tradizione, da un tempio dedicato ad Imene, la divinit\u00e0 che proteggeva i matrimoni. In ogni caso \u00e8 documentata la frequentazione del luogo fin dal III sec. A C. grazie al rinvenimento di vasti resti di abitazioni, mentre continu\u00f2 ad essere abitato in et\u00e0 imperiale, come testimoniano i ritrovamenti di una <em>domus<\/em>, di un anfiteatro e di botteghe con fornaci e vasche, utilizzate per la produzione di materiali ceramici.<br \/>\nNel IV secolo d.C. il sito fu abbandonato per essere poi utilizzato come luogo di culto. <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3134 size-large alignnone\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"La basilica esterna\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/001-basilica-esterna-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/001-basilica-esterna-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/001-basilica-esterna-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/001-basilica-esterna-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br \/>\nLa pi\u00f9 antica chiesa del complesso risalirebbe al V-VI secolo, epoca di datazione di una vasca, ipotizzata come battesimale, segnata da una croce monogrammatica incisa sulla parete di pertinenza, e da un piccolo sepolcreto attiguo alla vasca.<br \/>\nUna delle tombe del sepolcreto presenta un particolare interessante: nella copertura, in corrispondenza del petto del defunto deposto, c\u2019\u00e8 un foro sotto il quale sono stati rinvenuti frammenti di tessuto. Si \u00e8 ipotizzato si trattasse di \u201cbrandea\u201d, cio\u00e8 di stoffe o nastri che i fedeli calavano nella tomba di un santo per santificarli e portarli poi indosso quale protezione.<br \/>\nLa tomba potrebbe allora riferirsi al martire Felice che, secondo una tradizione venosina, giunse in quella citt\u00e0 dall\u2019Africa insieme ad alcuni compagni per predicare il Cristianesimo in Italia meridionale e in Sicilia. Non \u00e8 certo dove fu martirizzato, ma \u00e8 probabile che alcune sue reliquie furono riportate a Venosa dove \u00e8 ancora vivo il culto per il Santo.<br \/>\nA sud della vasta area fu poi costruita la cosiddetta \u201cbasilica esterna\u201d, ad una navata con abside trilobata, pavimentata a mosaico, con una vasca battesimale esagonale adibita a battistero, dove per\u00f2 si svolgevano anche altre attivit\u00e0 liturgiche.<br \/>\nA nord di questa basilica vi \u00e8 un secondo edificio, pi\u00f9 grande e complesso: la \u201cChiesa vecchia\u201d a pianta longitudinale, a tre navate e abside con deambulatorio. L\u2019apparato murario \u00e8 costituito da pietre sbozzate irregolarmente e conci lapidei. La copertura interna \u00e8 a capriate e quella esterna a doppio spiovente.<br \/>\nSe la struttura richiama una tipologia paleocristiana, particolarmente originale appare l\u2019area presbiteriale costituita da una prima abside ampia quanto la navata centrale, con otto aperture che affacciano su un\u2019altra abside pi\u00f9 vasta, che insiste sulle pareti perimetrali della basilica. Si ottiene cos\u00ec un deambulatorio, pavimentato a mosaico, a cui si accede attraverso due porte aperte sul fondo delle navate laterali.<br \/>\nAl centro dell\u2019abside pi\u00f9 piccola c\u2019\u00e8 una fossa nascosta dall\u2019altare che doveva proteggerla, una sorta di ipogeo, mentre una vasta cripta si estende lungo tutto il transetto. Da questo luogo sotterraneo doveva essere possibile vedere le reliquie conservate nel piccolo ipogeo attraverso una \u201cfenestella confessionis\u201d chiusa da una grata di ferro.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3139 size-large\" title=\"L' abside della &quot;chiesa vecchia&quot;\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/002-abside-chiesa-vecchia-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/002-abside-chiesa-vecchia-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/002-abside-chiesa-vecchia-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/002-abside-chiesa-vecchia-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>Le parti \u201cnobili\u201d della basilica dovevano essere tutte pavimentate a mosaico, i cui motivi rientrano perfettamente nel repertorio paleocristiano di area adriatica: nodi di Salomone, motivi geometrici, meandri e svastiche, motivi vegetali e zoomorfi.<br \/>\nNel periodo che va dal VII al X secolo, le due basiliche caddero nell\u2019abbandono e il luogo sub\u00ec considerevoli modifiche, in quanto usato a scopi cimiteriali. Molte furono le tombe costruite sia nell\u2019area esterna che all\u2019interno delle due chiese e il loro contenuto risulta illuminante \u00a0in quanto sembra riferirsi alla cultura longobarda.<br \/>\nFu proprio per volont\u00e0 dei Longobardi che nel 942 sorse il primo nucleo di un monastero benedettino che fin\u00ec per contare pi\u00f9 di cento monaci e per diventare una delle pi\u00f9 importanti comunit\u00e0 religiose dell\u2019Italia del sud.<br \/>\nAd accrescere l\u2019importanza dell\u2019abbazia si aggiunse, nel 1069, la decisione di Roberto il Guiscardo di far tumulare nella Chiesa Vecchia, accanto al fratello Umfredo, anche gli altri due fratelli, Guglielmo Braccio di Ferro e Drogone. Nel 1085 poi sarebbe stato qui tumulato lo stesso Roberto per volont\u00e0 della seconda sposa Sichelgaita.<br \/>\nAccadde allora che, tra la fine dell\u2019XI secolo e l\u2019inizio del XII, si progett\u00f2 la costruzione di una nuova grande basilica da affiancare alla Chiesa Vecchia, un\u2019 immensa Chiesa Nuova che per\u00f2 non fu mai terminata e che viene definita per questo \u201cl\u2019 Incompiuta\u201d.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3135 size-large\" title=\"L' Incompiuta\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/004-Incompiuta-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/004-Incompiuta-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/004-Incompiuta-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/004-Incompiuta-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/> Di quest\u2019 ultima basilica, che rappresenta la parte pi\u00f9 suggestiva e scenografica del complesso, \u00e8 leggibile il corpo longitudinale, diviso in tre navate, con un ampio transetto sporgente ed absidato ed un coro molto profondo, circondato da un deambulatorio con cappelle radiali.<br \/>\nNon fu mai realizzata la copertura, n\u00e9 le fondazioni del colonnato settentrionale.<br \/>\nL\u2019Incompiuta deve il suo fascino alla grandiosit\u00e0 del suo impianto ed al fatto che non fu mai finita, rappresenta quindi \u00a0l&#8217;unico caso visibile di una normale consuetudine che si verificava quando si costruiva una chiesa nuova sul luogo di una pi\u00f9 antica. Generalmente si lasciava in piedi la prima per consentirne l\u2019utilizzo, fino al momento in cui la nuova non era in grado di assolvere alle funzioni liturgiche. Solo allora si demoliva quella precedente.<br \/>\nNonostante la datazione del monumento sia ancora discussa, sembra certa l\u2019influenza dell\u2019architettura francese, forse portata da monaci francesi nell\u2019XI secolo o dai Normanni nel XII secolo, come pure \u00e8 sicuro l\u2019utilizzo di maestranze e di materiali locali. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3138 size-large\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"L' Incompiuta dall'interno\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/005-Incompiuta-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/005-Incompiuta-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/005-Incompiuta-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/005-Incompiuta-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>E\u2019 abbastanza plausibile che siano stati utilizzati, quali materiali di reimpiego, l\u2019anfiteatro e gli altri monumenti romani della zona che costituirono una vera e propria cava, pronta ad offrire materiali gi\u00e0 pronti per esser usati e che oggi fanno dell\u2019Incompiuta un museo a cielo aperto. Numerosissime sono infatti le lastre con iscrizioni che vanno dall\u2019et\u00e0 della repubblica romana a quella imperiale, le lastre decorate a bassorilievo con motivi geometrici o vegetali altomedievali, come pure le iscrizioni ebraiche di recupero pi\u00f9 tardo.<br \/>\nUna tradizione documentata vuole quindi che siano stati i Benedettini ad iniziare la costruzione di questa basilica e che i lavori siano stati rallentati dalle alterne fortune dell\u2019Ordine, fino a quando Bonifacio VIII, nel 1297, non soppresse il monastero e consegn\u00f2 il complesso della S.S. Trinit\u00e0 ai Cavalieri dell\u2019Ordine dell\u2019Ospedale di San Giovanni (noti come i Cavalieri dell\u2019Ordine di Malta) per compensarli della perdita dei loro territori in Palestina dopo la nona ed ultima Crociata.<br \/>\nQuesti ultimi si insediarono nel cuore di Venosa nel Palazzo del Bal\u00ec, ancora oggi esistente e ben conservato. Resta, a ricordarli, una lunetta all\u2019ingresso del tempio su cui \u00e8 raffigurato un agnello con la croce, simbolo dell\u2019Ordine.<br \/>\nMa questa \u00e8 un\u2019altra storia di cui parleremo un\u2019altra volta \u2026<\/p>\n<p>testo e foto di<strong> Anna Pia Giansanti <\/strong>(testo e foto) <strong>&#8211; <\/strong>30 settembre 2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorprende come una piccola citt\u00e0 della Basilicata come Venosa possieda un cos\u00ec vasto complesso religioso, dal suggestivo effetto scenografico, la<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3133,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[500],"class_list":["post-3131","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-reportage","tag-necropoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3131","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3131"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3131\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7773,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3131\/revisions\/7773"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}