{"id":322,"date":"2019-02-15T00:25:44","date_gmt":"2019-02-14T23:25:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cmsksyn.com\/evus_bilingue\/it\/?p=322"},"modified":"2021-05-12T00:16:37","modified_gmt":"2021-05-11T22:16:37","slug":"il-giardino-dellamore-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/ritratto\/il-giardino-dellamore-3\/","title":{"rendered":"Il giardino dell&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p>Vengo da un castello lontano e sono arrivata fin qui per incontrare il <em>monacus medicus <\/em>che vive in questa abbazia. E\u2019 lui la mia ultima speranza. Non mi rimane che affidarmi alle sue pozioni per salvare il mio matrimonio. Forse i suoi intrugli potranno guarire il mio sposo facendolo tornare a desiderarmi come una volta.<br \/>\nPare che questo monaco conosca i segreti di ogni erba, fiore, albero e spezia. Lo incontrer\u00f2 nell\u2019 Orto di sotto, presso la vecchia peschiera, accanto al giardino monastico. Mi hanno detto che passa l\u00ec la maggior parte del tempo, prendendosi cura delle piante che crescono nel \u201cgiardino dei semplici\u201d.<br \/>\nDicono pure che il suo <em>hortus sanitatis <\/em>sia ricco di erbe rarissime che egli coltiva con le sue stesse mani, per poi raccoglierle e trasformarle in medicamenti miracolosi nella spezieria del monastero.<br \/>\nMentre attraverso il giardino che conduce nell\u2019Orto di sotto, mi sembra di penetrare in un luogo della fantasia.<br \/>\nL\u2019atmosfera \u00e8 quasi irreale e mi tornano in mente il giardino di Alcinoo che Omero descrisse nell\u2019Odissea e i giardini di Babilonia, fatti costruire dal re Nabucodonosor per la sua sposa Amiti, per non farle rimpiangere la lussureggiante Media da cui proveniva&#8230;<br \/>\n<em>Pairidaeza <\/em>venivano chiamati in persiano quei mitici giardini, <em>paradeisos<\/em> in greco, <em>pardes<\/em> in ebraico, ed \u00e8 cos\u00ec che nacque il termine paradiso. Lo stesso paradiso che i monaci nostalgici cercano di ricreare oggi nei loro monasteri.<br \/>\nE\u2019 come se stessi camminando nell\u2019 Eden in cui Dio colloc\u00f2 l\u2019uomo e la donna che aveva plasmati. Ora mi trovo al centro del giardino, di fronte all\u2019 albero della Vita. I monaci hanno scelto un bellissimo ulivo, simbolo di luce e di immortalit\u00e0. Eccolo l\u2019albero sacro fin dalla notte dei tempi, i suoi piccoli frutti alimentano, curano, illuminano, donano pace e bellezza. Non a caso la colomba che annunci\u00f2 a No\u00e8 la fine del diluvio portava nel becco ramoscelli d\u2019ulivo. E persino la dea Minerva scelse questa pianta sacra per farne dono agli uomini.<br \/>\nFaccio pochi passi e vedo davanti a me un grande <a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/ritratto\/il-giardino-dellamore-3\/\">fico<\/a> con i rami carichi di frutti: \u00e8 l\u2019albero della conoscenza del bene e del male, sembra quasi indicare il passaggio dallo stato di grazia a quello di colpa. Adamo ed Eva ne colsero i frutti proibiti e provarono vergogna nello scoprirsi nudi, quindi si coprirono con foglie di fico.<br \/>\nLo riconosco, si tratta di un <em>ficus ruminalis<\/em>! La stessa pianta che si trovava ai piedi del colle Palatino e tra le cui radici si impigli\u00f2 la cesta con Romolo e Remo abbandonata nel Tevere. La stessa pianta dove la Lupa, scesa per abbeverarsi al fiume, vide i neonati e prese ad allattarli come se fossero i suoi cuccioli. Fu all&#8217;ombra di questo fico che i gemelli sopravvissero, diventando in seguito i fondatori di Roma.<br \/>\nMi domando come mai un albero cos\u00ec sacro sia invece legato al peccato originale.<br \/>\nHo sentito dire da una <em>muliercula <\/em>che il <em>ruminalis <\/em>\u00e8 un fico femmina che produce frutti solo grazie all\u2019impollinazione di un particolare insetto. La pianta\u00a0 che fa da maschio fornendo il polline \u00e8 anch&#8217;essa un fico chiamato <em>caprificus<\/em>. Forse \u00e8 per il liquido simile a latte che fuoriesce dai suoi frutti succosi che la pianta del fico \u00e8 da sempre legata a misteriose leggende e persino ad inquietanti rituali. Come quello che si teneva in occasione delle <em>nonae caprotinae<\/em>, festivit\u00e0 che nel calendario religioso di Roma antica cadevano nel mese di luglio, quando sotto il fico maschio veniva sacrificata una capra alla dea Giunone. Soltanto le donne potevano partecipare al rituale che si svolgeva all&#8217;ombra del <em>caprificus<\/em>, sia ancelle che donne libere, senza distinzione di rango. Ma l\u2019epilogo della festa doveva essere davvero licenzioso se persino la <em>muliercula <\/em>abbass\u00f2 lo sguardo e il tono della voce nel riferirmelo\u2026 Pare che gli indicibili atti osceni con cui si concludeva il rituale servissero a commemorare il gesto coraggioso di una serva di nome Tutola, la quale, concedendosi ai Latini con altre ancelle travestite da donne libere, era riuscita ad ingannare i nemici con le armi della seduzione e a salvare cos\u00ec Roma dalla distruzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/IMG_96971-e1620771286703.jpg\" \/>Ora penso al mio sposo e ai profumi del nostro giardino: \u00e8 molto diverso da qui, dove la natura parla per simboli. Da noi, al castello, il giardino \u00e8 un luogo di svago in cui si gioca a palla, a scacchi, a volte a mosca cieca&#8230; Ricordo quando mi nascondevo nel labirinto e il mio sposo mi veniva a cercare, poi ci riposavamo all\u2019ombra del melograno e il mio amato mi dedicava alcuni versi del Cantico dei Cantici.<br \/>\nNon resisto alla tentazione di quel ricordo, apro la Bibbia e comincio a leggere: \u201c\u2026le tue labbra stillano miele vergine, o sposa, c\u2019\u00e8 miele e latte sotto la tua lingua e il profumo delle tue vesti \u00e8 come il profumo del Libano\u2026\u201d <sup>1 <\/sup>Mi sembra di udire la voce del mio sposo ardente di passione.<br \/>\nMa \u00e8 un\u2019altra voce che mi riporta alla realt\u00e0, quella di un uomo che nel frattempo si \u00e8 avvicinato a me. Chiudo in fretta la Bibbia mentre il <em>monacus medicus<\/em> mi accoglie con le parole di Bernardo di Clairvaux : &#8220;Figliola, ricorda che troverai pi\u00f9 nei boschi che nei libri, alberi e rocce ti insegneranno ci\u00f2 che nessun maestro ti dir\u00e0&#8221;.<br \/>\nE\u2019 un frate di piccola statura, dall\u2019aria modesta e dal volto benevolo. Mi saluta come se mi conoscesse da sempre e mi invita a seguirlo nella spezieria. Alle pareti dell\u2019ampio locale vedo file di vasi di varie forme e dimensioni, disposti con ordine e precisione sulle tavole di legno, quasi si trattasse di preziosi manoscritti conservati in una biblioteca.<br \/>\nMa ci\u00f2 che pi\u00f9 mi colpisce \u00e8 il profumo che invade l\u2019ambiente, una miscela di odori penetranti che danno come risultante una fragranza che stordisce e che sa al tempo stesso di dolce e di amaro, di balsamico e pungente, di pulito e rinfrescante.<br \/>\nIl monaco fruga in un armadio e ne estrae un\u2019ampolla di vetro: \u201cEcco il rimedio che tu mi domandasti. Un filtro d\u2019amore che preparai seguendo la ricetta di un prezioso erbario. E\u2019 fatto apposta per chi fosse innamorato, a base di foglie di <em>herba belofilis<\/em><sup>2<\/sup> \u2026 non appena il tuo sposo avr\u00e0 bevuto la pozione, vedrai che t\u2019amer\u00e0 di nuovo&#8221;.<br \/>\nMentre abbasso lo sguardo imbarazzata, il monaco mi consegna la pozione e con un tono austero, quasi minaccioso, aggiunge: \u201cMa ti avverto figliola, \u00e8 peccato mortale adoperarla ed anche aver voglia d\u2019adoperarla, fuori del vincolo del sacro matrimonio\u2026 E fa attenzione perch\u00e8 non pu\u00f2 dirsi cosa impossibile al demonio questa, giacch\u00e9 pu\u00f2 infiammare interamente la concupiscenza e porre nello stomaco, mentre si dorme, cose che accendino l\u2019appetito carnale, e porgere esteriormente mille incentivi di libidine togliendo il lume naturale\u201d. <sup>3<\/sup><br \/>\nA quelle strane parole sento il volto avvampare dalla vergogna, e facendo il segno della croce chiedo umilmente: \u201cPadre \u00e8 forse cosa proibita dalla chiesa?\u201d E il monaco, con mia grande sorpresa, risponde: \u201cQuesto genere di cose sono ancora proibite dalla chiesa\u2026 per tale ragione non discorrerne mai con alcuno\u201d.<sup>4<\/sup><\/p>\n<div><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_20190128_145659.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5522 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_20190128_145659-1024x768.jpg\" alt=\"chiostro di Santa Chiara a Napoli\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_20190128_145659-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_20190128_145659-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_20190128_145659-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/div>\n<div>Prometto allora di serbare il segreto e chiedo al monaco se posso lasciare un\u2019offerta all\u2019abbazia. Ma lui risponde citando la regola di San Benedetto: \u201c<em>Infirmorum cura ante omnia et super omnia adhibenda est<\/em>. Non posso accettare denaro figliola, la regola non me lo consente.\u201d Poi mi accompagna alla porta della spezieria e si allontana dicendo: \u201cOra devo tornare in giardino, ma ricorda che se in futuro avrai ancora bisogno di un medico e non dovessi trovarne, allora baster\u00e0 che tu osservi queste tre semplici regole, in grado di curare ogni male: mente allegra, riposo e dieta sobria\u201d<sup>5<\/sup>.<\/div>\n<div>Dopo aver ringraziato il monaco, esco dalla spezieria e mi avvio verso l\u2019uscita nascondendo la preziosa ampolla sotto il mantello.<br \/>\nLa geometria di questo luogo \u00e8 cos\u00ec rassicurante che non vorrei dover andare mai via. Persino l\u2019alto muro di cinta che circonda l\u2019<em>hortus conclusus <\/em>mi d\u00e0 un senso di protezione e di pace.<br \/>\nCammino nuovamente nel giardino paradisiaco, tra le aiuole e i vialetti coperti da pergole e ho la sensazione di essere in un \u201cdentro\u201d sicuro, ordinato e spirituale, lontano da quel &#8220;fuori&#8221; caotico e casuale che \u00e8 la realt\u00e0 mondana.<br \/>\nAttraverso un ponticello scavalcando quattro piccoli corsi d\u2019acqua che simboleggiano i fiumi di biblica memoria: il Pison, il Ghison, il Tigri e l\u2019Eufrate.Ora mi trovo all\u2019ingresso del monastero, ma prima di uscire dal magico giardino di Eden mi volto indietro ancora una volta. C\u2019\u00e8 un albero di melagrane mature accanto ad una fonte d\u2019acqua fresca. Mi sembra nuovamente di sentire la voce calda del mio sposo che mi dedica alcuni versi del Cantico dei Cantici. Ancora una volta non resisto alla tentazione, apro la Bibbia e riprendo la lettura: \u201c\u2026giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata. I tuoi germogli sono un giardino di melagrane, con i frutti pi\u00f9 squisiti\u2026 fontana che irrora i giardini, pozzo d\u2019acque vive e ruscelli sgorganti dal Libano\u2026\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Antonella Bazzoli <\/strong>&#8211; Luglio 2005<\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><sup>1 Dall\u2019Antico Testamento, Cantico dei Cantici 11, 15<\/sup><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><sup>2 Ricetta originale dall\u2019Erbario della Marucelliana <\/sup><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><sup>3 vd. T. Garzoni da Bagnacavallo \u201cLa piazza universale di tutte le professioni del mondo\u201d ed.1599 <\/sup><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><sup>4 dal manoscritto C\/168 della Biblioteca Marucelliana di Firenze <\/sup><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><sup>5 consiglio tratto da Scuola Medica di Salerno <\/sup><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vengo da un castello lontano e sono arrivata fin qui per incontrare il monacus medicus che vive in questa abbazia.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4657,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[18,22,6],"tags":[475,486,44],"class_list":["post-322","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eros-e-psyche","category-i-racconti-di-evus","category-ritratto","tag-diluvio","tag-donna-nel-medioevo","tag-perugia"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=322"}],"version-history":[{"count":25,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/322\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6825,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/322\/revisions\/6825"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4657"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}