{"id":3295,"date":"2016-06-09T16:02:10","date_gmt":"2016-06-09T14:02:10","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=3295"},"modified":"2021-05-21T20:19:34","modified_gmt":"2021-05-21T18:19:34","slug":"il-leone-nel-medioevo-tra-peccato-e-assoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/rivelazioni\/la-croce-e-la-spada\/il-leone-nel-medioevo-tra-peccato-e-assoluzione\/","title":{"rendered":"Il Leone nel medioevo tra peccato e assoluzione"},"content":{"rendered":"\n<p>Il mito del primato leonino nel mondo degli animali vanta una storia tanto lunga quanto ricca di colpi di scena, e che molto dovette ai fattori socio-culturali, geografici e religiosi che investirono le varie civilt\u00e0 del bacino mediterraneo, autrici indiscusse di questa corsa al potere tra le belve, della quale risult\u00f2 indiscusso dominatore, per l\u2019appunto, il leone. E\u2019 bene partire da considerazioni di carattere meramente geografico-etologico e riuscire a comprendere, per noi abitanti di un mondo in cui il rapporto con le belve selvatiche \u00e8 decisamente ridimensionato \u2013 o meglio, ormai quasi annullato nella quotidiana gamma di possibilit\u00e0 della vita di un uomo comune &#8211; , in che termini si ponesse l\u2019effettiva convivenza tra i popoli dell\u2019antichit\u00e0 greco-romana e mesopotamica e, in seguito, del Mediterraneo medievale, e i grandi felini che popolavano le ampie zone di natura vergine sparse nelle aree comprese tra il Medio-Oriente e l\u2019Europa pi\u00f9 orientale e l\u2019Africa settentrionale.<br>Il leone era anticamente diffuso nei territori dei Balcani, della Turchia e del Medio Oriente; la specie, differente da quella del leone africano (<em>Panthera Leo<\/em>), e che potrebbe essere riconducibile a quella, attualmente in pericolo d\u2019estinzione, del leone asiatico (<em>Panthera Leo Persica<\/em>), convisse abitualmente con l\u2019uomo fino alla sua progressiva diminuzione e scomparsa nel periodo compreso tra l\u2019VIII e il XII secolo d.C.<\/p>\n\n\n<p>\u00a0<\/p>\n<figure id=\"attachment_3297\" aria-describedby=\"caption-attachment-3297\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-3297 size-large\" title=\"Rilievo del Palazzo dei Priori di Perugia. Foto A. Bazzoli\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cavaliere-leo-portale-priori-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cavaliere-leo-portale-priori-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cavaliere-leo-portale-priori-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cavaliere-leo-portale-priori-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cavaliere-leo-portale-priori.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3297\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Soldato con elmo e scudo crociato che tiene per una zampa il leone che ha ucciso. Rilievo dal portale del Palazzo dei Priori. Perugia. Foto A. Bazzoli<br \/><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Val la pena notare come il leone appaia in gran parte dei cicli mitologici dell\u2019antichit\u00e0 in ruoli che ben si confanno alla sua effettivit\u00e0 etologica: belva feroce ed aggressiva, il super predatore dell\u2019area mediterraneo-iranica e il concorrente dell\u2019uomo nella dominazione della natura; l\u2019allegoria stessa del nemico naturale, della potenza bestiale ed irrazionale, opposta a quella razionale e civilizzata dell\u2019essere umano. Pur sempre un capo, in verit\u00e0, la <em>summa<\/em> di tutto ci\u00f2 di cui l\u2019uomo potesse aver motivo di temere nella minacciosa e sconfinata marea di vitalit\u00e0 estranea ai processi della civilizzazione urbana. Oltre la citt\u00e0, oltre lo spazio cinto da mura, lo spazio <em>dell\u2019uomo<\/em>, c\u2019era lo spazio irrazionale e violento della istintivit\u00e0, della primordialit\u00e0 naturale di cui il leone assumeva gli attributi di potere e pericolo. Il mito della sua uccisione, o meglio della sua dominazione, attraversa le civilt\u00e0 l\u00ec dove urge identificare quei \u201ccampioni\u201d dell\u2019uomo che sconfinano nella natura, istanza di una creatura \u201crazionale\u201d che estende la sua mano e il suo desiderio di controllo anche su quella dimensione proibita dell\u2019oltre-citt\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3298\" aria-describedby=\"caption-attachment-3298\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"  wp-image-3298 size-full\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"Rilievi del 1278, Fontana Maggiore di Perugia. Foto A. Bazzoli\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/sansone_e_dalila-e1620991677442.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/sansone_e_dalila-e1620991677442.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/sansone_e_dalila-e1620991677442-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3298\" class=\"wp-caption-text\">Nella prima scena Sansone sconfigge il leone, nella seconda Dalila taglia i capelli a Sansone<\/figcaption><\/figure>\n<p>Personaggi come Eracle o Sansone possono ben essere definiti a cavallo tra i due mondi, simboli di un\u2019umanit\u00e0 ferina e villosa che non teme l\u2019oscurit\u00e0 della foresta e le solitudini del deserto \u2013 si badi che la figura del cacciatore, ancora nel medioevo, mal si amalgamava con il consesso sociale dell\u2019uomo urbico per assumere caratteri pi\u00f9 marcatamente selvatici, se non quando demoniaci (si rimanda in proposito al fondamentale saggio di Marc Bloch \u201c<em>Caratteri originali della storia rurale francese<\/em>\u201d, Einaudi 1973). Il leone &#8211; nell\u2019antichit\u00e0 classica e romana animale ben pi\u00f9 comune che nel Medioevo &#8211; potendo essere incontrato con relativa semplicit\u00e0 in un normale viaggio nei territori dell\u2019oriente europeo e nella Palestina, o fatto esibire nei circhi ed anfiteatri in macabri spettacoli di lotte tra uomini e animali, lungi dall\u2019essere soggetto a idealizzazioni di sorta, non poteva che significare per l\u2019uomo esattamente ci\u00f2 che era nella realt\u00e0: violenza indomabile e terrificante.<br \/>La \u201csituazione simbolica\u201d del leone non pot\u00e9 dunque che subire delle ovvie evoluzioni con l\u2019avvento progressivo del cristianesimo, in Oriente prima e in Occidente poi, con tutto il suo vasto corollario di simboli e allegorie. Sia emblematico il fatto che numerosi imperatori bizantini, ormai pienamente cristiani, assunsero il nome di Leone: ben due esponenti della dinastia Isauriana, Leone III e Leone IV.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3302\" aria-describedby=\"caption-attachment-3302\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"   wp-image-3302 size-large\" title=\"Particolare di affresco del XIII secolo, chiesa templare di San Bevignate. Foto A. Bazzoli\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leo-rampicante-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leo-rampicante-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leo-rampicante-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leo-rampicante-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leo-rampicante.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3302\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Il leone tra le palme \u00e8 affrescato nella chiesa duecentesca dei Templari di Perugia.<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il XII secolo vide la definitiva supremazia del <strong><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/reportage\/spoleto-romanica-i-rilievi-di-san-pietro\/\">leone<\/a><\/strong> nel mondo naturale come <em>rex omnium bestiarium<\/em>, non gi\u00e0 <em>rex animalium<a href=\"#_ftn1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em> per il cui appellativo si dovr\u00e0 attendere il XIII secolo e le enciclopedie di Tommaso di Cantimpr\u00e9, di Bartolomeo l\u2019Inglese e di Vincenzo di Beauvais.<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> I tre enciclopedisti insistono a lungo sulle qualit\u00e0 di forza, coraggio, liberalit\u00e0 e magnanimit\u00e0 del leone, qualit\u00e0 che, seppur non sintetizzate nel titolo esemplificativo di \u201cre degli animali\u201d, erano gi\u00e0 ampiamente entrate a far parte del suo corredo morale dal XII secolo almeno. Basti pensare alla figura del Re Noble nel <em>Roman de Renart<\/em>, alle sue qualit\u00e0 e alla balorda ridicolizzazione di Brun, l\u2019orso, l\u2019altro antagonista di stirpe celtico-germanica per il titolo di <em>rex<\/em>, sconfitto dal leone dopo una lunga battaglia di cui la Chiesa fu tra le pi\u00f9 importanti promotrici.<br \/>Il leone, da buona parte della letteratura patristica e da Agostino designato come simbolo e incarnazione di Satana e della sua violenza brutale, sulla scorta della sua effettivit\u00e0 reale e dei suoi precedenti nel mito e nelle Scritture, diventa infine simbolo stesso di forza, nobilt\u00e0, coraggio, valore e, in particolar modo, emblema di Cristo, tramite un processo di diffusione che dall\u2019oriente greco-bizantino e iranico approda nelle buie foreste dell\u2019Europa nord-occidentale, dominate ancora dall\u2019orso villoso, diffondendo il nuovo ideale di dominatore degli animali che senz\u2019altro deve molto alla fortuna dei bestiari, a loro volta derivanti dal modello alessandrino del Phyisiologus <a href=\"#_ftn3\">[3].<\/a><\/p>\n<p>Il nuovo leone che si diffonder\u00e0, soppiantando la vecchia belva biblica, sar\u00e0 il leone simbolo della trib\u00f9 di Giuda, la pi\u00f9 potente d\u2019Israele. Simbolo di Davide, simbolo di Cristo, il grande felino percorre una strada fortunata che ribalter\u00e0 velocemente la sua fama. All\u2019orso non rimarr\u00e0 che l\u2019impietosa strada della demonizzazione: animale feroce, violento, ferino ma ambiguamente antropomorfo, diviene creatura lussuriosa e peccatrice, stupratore di donne e figura satanicamente distorta delle fattezze umane. E\u2019 dall\u2019inizio del pieno medioevo, grossomodo dal XII secolo in poi, che cominciano ad esser comuni nomi propri o soprannomi che propongono riferimenti al leone, tanto in personaggi storici che in eroi letterari (Lionel di Lancillotto, Leone di Bourges). Il leone di questi nomi \u00e8 solitamente quello dell\u2019intrepido coraggio cavalleresco, della ferocia e dell\u2019ardore in battaglia (\u00e8 il caso di Enrico il Leone, duca di Sassonia e cognato di Riccardo I Plantageneto); tuttavia il leone dei bestiari o delle raffigurazioni ecclesiastiche \u00e8 anche quello che cancella con la coda le proprie orme, come Cristo nasconde la propria origine divina facendosi uomo; \u00e8 il leone che dorme ad occhi aperti, come Cristo che nella tomba addormenta la sua natura umana, ma veglia con quella divina.<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> E\u2019, in ultimo, il leone salvato dal serpente dalla prodezza di Yvaine in via di rinsavimento dalla sua foll\u00eca nel romanzo di Chretien de Troyes <em>Yvaine ou le chevalier au lion<\/em>, suo futuro compagno di avventura cavalleresca.<\/p>\n<p>Quest\u2019esplosione di leoni a met\u00e0 tra il profilo cristologico e quello cavalleresco (e tali due aspetti non di rado, nel mondo medievale, tendono a confondersi almeno iconograficamente) nell\u2019arco di tempo compreso tra il XII ed il XIV secolo non pot\u00e9 non sortire, come effetto, l\u2019attribuzione ai personaggi pi\u00f9 in vista d\u2019Europa di un soprannome che avesse a che fare con il leone. Prendiamo come valido esempio il caso di Riccardo I Plantageneto, detto Cuor di Leone, e analizziamone la fenomenologia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3307\" aria-describedby=\"caption-attachment-3307\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-3307 size-large\" title=\"Scultura della facciata romanica del duomo di Foligno. Foto A. Bazzoli.\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/facciata_duomo_foligno-3-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/facciata_duomo_foligno-3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/facciata_duomo_foligno-3-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/facciata_duomo_foligno-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/facciata_duomo_foligno-3.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3307\" class=\"wp-caption-text\">il leone, emblema di Cristo, sconfigge il &#8220;serpente antico&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una tradizione del XIV secolo spiega la romanzata origine dell\u2019attributo \u201ccuor di Leone\u201d: durante la sua prigionia nel castello del re di Germania, Riccardo godette delle grazie della giovane e bella figlia del re che passava con lui molte notti d\u2019amore. Venutolo a sapere, il re volle togliere di mezzo Riccardo facendo entrare nella sua cella un leone affamato. Riccardo lott\u00f2 a mani nude contro la fiera, la sconfisse, ne strapp\u00f2 il cuore che mangi\u00f2 davanti all\u2019esterrefatta corte tedesca <a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>.<br \/>Il tema del cuore mangiato, per nulla inusitato nella letteratura amorosa-cortese del XIII-XIV secolo, si sposa mirabilmente col tema di matrice biblica dell\u2019eroe che uccide a mani nude un leone (topos dell\u2019antichit\u00e0, da Sansone a Davide, ma anche Ercole).<br \/>La storia, piuttosto ingenua nella ricostruzione della prigionia di Riccardo sotto l\u2019imperatore Enrico VI, si colloca in un\u2019epoca di crescita e differenziazione dei simboli nelle arme, con relativa diminuzione dello strapotere del grande felino nei blasoni, che rimaneva tuttavia il re dell\u2019araldica. Il soprannome \u201cCuor di Leone\u201d \u00e8 in verit\u00e0 ben pi\u00f9 antico, coevo allo stesso Riccardo. La cronaca di Bernardo Itier, redatta tra la fine del XII secolo e l\u2019inizio del XIII riporta:<em> Scripsit B. Iterii feria sexta vigilia S[anct]i Johannis Baptistae quod ipso anno obiit Ricardus cognominatus Cor Leonis\u2026<strong>[6<\/strong><\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_3310\" aria-describedby=\"caption-attachment-3310\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"    wp-image-3310 size-large\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"Scena del lato breve di un sarcofago paleocristiano. Ravenna. Foto A. Bazzoli\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/daniele-e-leoni-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/daniele-e-leoni-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/daniele-e-leoni-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/daniele-e-leoni-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/daniele-e-leoni.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3310\" class=\"wp-caption-text\">Un personaggio con berretto frigio tra due leoni. Che sia Daniele nella fossa dei leoni?<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ambrogio il Normanno, al verso 2310 della sua <em>Estoire de la guerre sainte<\/em>, parla del \u201c<em>preuz<\/em> <em>reis, le quor de lion<\/em>\u201d, e ancora ai vv. 11496-97 \u201c<em>La veissez tanz Turs acorre<\/em>\/<em>Droit a la baniere al lion<\/em>!\u201d. Riccardo \u00e8 il Leone, o meglio \u00e8 degno di avere un cuore di Leone per il suo coraggio e la sua furia in guerra. Le sue gesta a Cipro, in Terrasanta e dunque in Francia al suo ritorno fino all\u2019esito tragico di Chalus, confermano questa natura. Riccardo \u00e8 tuttavia leone anche per nobilt\u00e0, per sdegno aristocratico: quello stesso sdegno che, a detta dei cronisti (in particolare Ambrogio e Riccardo di Devizes) rese ad egli intollerabile il comportamento dei rivoltosi <em>griffones<\/em> messinesi e lo spinse ad agire con violenza in occasione della sua tappa a Messina durante la Terza Crociata, a differenza invece della timida (o forse colpevole?) accondiscendenza che verso tali disordini dimostr\u00f2 Filippo Augusto di Francia, \u201cl\u2019Agnello\u201d. La forza leonina e l\u2019imparzialit\u00e0 di Riccardo erano palesi ed incontrovertibili: definendo, con Riccardo di Devizes, \u201c<em>agnus<\/em>\u201d il Capetingio, autonomamente gli stessi Grifoni si affrettarono a considerare \u201c<em>leonis<\/em>\u201d il Plantageneto. Tale binomio era gi\u00e0 stato esperito dal cavaliere trovatore Bertrand de Born, a seguito delle tremende guerre che Riccardo, a fianco dei fratelli Enrico il Giovane e Goffredo, combatt\u00e9 contro un ormai vecchio e debole Enrico II;<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> Riccardo era gi\u00e0 leone almeno dai tempi della pacificazione dell\u2019Aquitania, fatta di sua mano per volont\u00e0 del padre, del 1175.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante notare come sottili differenze iconografiche potessero esser foriere di inestricabili inghippi; il blasone dei Plantageneti presenta, all\u2019epoca di Riccardo, tre leoni d\u2019oro in sfondo rosso. Cos\u00ec possiamo vedere nella miniatura del folio 9 recto dell\u2019Historia Anglorum di Matthew Paris, contenuta nel MS Royal 14.C.VII della British Library, che illustra quattro re inglesi, Enrico II, Giovanni, Enrico III e, per l\u2019appunto, Riccardo. E\u2019 rilevante che i tre leoni del blasone siano raffigurati di profilo, ma la loro testa guardi frontalmente il lettore. Elemento inusitato, dato che il leone \u00e8 solitamente rappresentato integralmente di profilo; l\u2019animale leonino con corpo laterale e testa frontale aveva una sua autonomia nell\u2019immaginario del blasone medievale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3317\" aria-describedby=\"caption-attachment-3317\" style=\"width: 768px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3317 size-large\" title=\"scultura del portale del duomo di San Rufino ad Assisi. Foto A.Bazzoli\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leoeuomo-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leoeuomo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leoeuomo-600x800.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leoeuomo-225x300.jpg 225w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/leoeuomo.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3317\" class=\"wp-caption-text\">La belva stringe con gli artigli il corpo di un uomo mentre ne divora la testa.<\/figcaption><\/figure>\n<p>E\u2019 la rappresentazione del leopardo, animale del quale l\u2019araldica e la simbologia non avevano in verit\u00e0 una grande coscienza etologica, ma che preferivano considerare piuttosto, con beneplacito d\u2019interpretazione, una sorta di leone degenerato, o meglio il corrispettivo malvagio del leone.<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> Qualsiasi animale raffigurato frontalmente godeva sovente dello status di malvagio, se non addirittura infernale. Il leopardo era la controparte disonorevole del leone, privo d\u2019ogni scrupolo, feroce e violento senza motivo, arrogante, empio e distruttivo, frutto dell\u2019unione della leonessa con il <em>pardus<\/em> dei bestiari, nato per prendere su di s\u00e9 gli attributi malvagi del leone biblico e di quello descritto dai Padri della Chiesa; per quanto il nobile animale della savana avesse assunto un significato cristologico pi\u00f9 che sufficiente per riscattare la sua fama, la parola della Scrittura e gli insegnamenti patristici, ostili al leone, non potevano certo essere eliminati con un\u2019alzata di spalle. Il leopardo \u00e8 il capro espiatorio delle colpe storiche di un animale che non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi di peccare, incorrendo nella medesima <em>damnatio memoriae<\/em> che, a suo tempo, aveva subito l\u2019orso. Per molto tempo l\u2019araldica plantageneta continu\u00f2 a tollerare tale creatura nel proprio blasone, a dispetto della sfortuna che l\u2019animale contemporaneamente incontrava nell\u2019interpretazione enciclopedica e bestiaria; soltanto nel XIV secolo si avvert\u00ec la preoccupazione di chiarire l\u2019inghippo, non certo modificando l\u2019ormai ben fissata immagine dello stemma bens\u00ec giocando con le parole per neutralizzare la carica demoniaca dell\u2019animale infernale. Fu tra il 1350 ed il 1380 che gli araldi d\u2019armi al servizio di Riccardo II scelsero di non utilizzare pi\u00f9 l\u2019esplicita dizione <em>leopardo<\/em> bens\u00ec <em>lions passant guardant<\/em> (leoni orizzontali con la testa frontale)<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>, trasformando con una perifrasi una svista iconografica di non poco conto.<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> E tuttavia possiamo a diritto pensare che, all\u2019epoca di Riccardo, si fosse ben consapevoli di questo tutt\u2019alto che ingenuo equivoco, se un epitaffio sulla morte di Riccardo, riportato dal cronista Matthew Paris, recitava:<br \/>[..] <em>Re Riccardo, il fulcro del regno, \u00e8 caduto a Chalus: per alcuni egli era terribile, per altri dolce; per questi era un agnello, per quelli un leopardo<\/em>.<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a><br \/>Al di l\u00e0 della reale consapevolezza naturalistica che l\u2019epoca medievale poteva vantare in relazione al mondo di cui aveva esperienza, \u00e8 senz\u2019altro affascinante scoprire i processi che portavano all\u2019adesione a modelli fortemente antropizzati o funzionali alla dimensione umana, nell\u2019impatto\/scontro con il mondo conoscibile. Tra le presunte tenebre dell\u2019oscuro millennio medievale si pu\u00f2 forse cogliere la pi\u00f9 alta istanza conoscitiva dell\u2019uomo, perseguita coi mezzi della ragione e della creativit\u00e0.<\/p>\n<p>di <strong>Francesco Cimino<\/strong> &#8211; 21 novembre 2013<\/p>\n<hr size=\"1\" \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\"><span style=\"font-size: 10pt;\">[1]<\/span><\/a><span style=\"font-size: 10pt;\"> <em>De bestiis et aliis rebus, <\/em>libro II, cap. 1; F. Unterkircher, <em>Bestiarium. Die texte der handschrift Ms. Ashmole 1511 del Bodleian Library Oxford, <\/em>Graz 1986, p. 24.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Tommaso di Cantimpr\u00e9, <em>Liber de natura rerum<\/em>, a cura di H. Boese, Berlino 1973;, pp. 139 \u2013 141; Bartolomeo l\u2019Inglese, <em>De proprietari bus rerum<\/em>, Koln 1489, fol. 208; Vincenzo di Beauvais, <em>Speculum Naturae, <\/em>Douai, 1624, libro XIX, capp. 66 \u2013 74.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Si veda N. Henkel, <em>Studien<\/em> <em>zum \u201cPhysiologus\u201d, <\/em>Tubingen 1976.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a><em> Ibidem<\/em>, pp. 164 \u2013 167.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> <em>Der mittelenglische Versroman uber Richard Lowenherz<\/em>, a cura di K. Brunner, Wien 1913, vv. 880-1100.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Jean Flori, <em>Riccardo Cuor di Leone, il Re Cavaliere, <\/em>Einaudi<em> 2004, <\/em>p. 222.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Bertrand de Born in Gouiran, <em>L\u2019amour et la guerre<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> H. S. London, <em>Lion or Leopard?<\/em>, in <em>The coat of Arms, <\/em>t. II, 1953.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> M. Pastoureau, <em>Medioevo Simbolico<\/em>, Laterza 2010.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> E. E. Dorling, <em>Leopards of England and other Papers on Heraldry, <\/em>London 1913.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Matthew Paris, <em>Chronica Majora<\/em>, II p. 45, edited by H. R. Luard, Rolls Series, in <em>Rerum Britannicarum Medii Aevi Scriptores<\/em>, or <em>Chronicles<\/em> <em>and Memorials of Great Britain and Ireland during the Middle Ages<\/em>, Rolls Series 1857.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mito del primato leonino nel mondo degli animali vanta una storia tanto lunga quanto ricca di colpi di scena,<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":3300,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[12],"tags":[144,479,495],"class_list":["post-3295","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-croce-e-la-spada","tag-bestiari","tag-simboli-medievali","tag-zoologia-fantastica"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3295"}],"version-history":[{"count":39,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3295\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7955,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3295\/revisions\/7955"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}