{"id":365,"date":"2012-08-25T19:10:35","date_gmt":"2012-08-25T18:10:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cmsksyn.com\/evus_bilingue\/it\/?p=365"},"modified":"2021-05-13T20:35:23","modified_gmt":"2021-05-13T18:35:23","slug":"la-vendetta-di-cristina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/ritratto\/la-vendetta-di-cristina\/","title":{"rendered":"La vendetta di Cristina"},"content":{"rendered":"<p>Figlia del re Gustavo Adolfo il Grande, convinto difensore della riforma luterana che mor\u00ec nella guerra dei Trent&#8217;anni, Cristina venne al mondo nel 1626 e a soli sei anni sal\u00ec sul trono di Svezia.<br \/>\nGovern\u00f2 il proprio paese per ben dieci anni, dai diciotto ai ventotto, fin quando decise di abdicare a favore del cugino Carlo Gustavo.\u00a0 A soli venti anni entr\u00f2 in contrasto con il cancelliere e con la reggenza, che tentavano in tutti i modi di farla sposare per assicurare un erede al trono di Svezia. Cristina per\u00f2 rimase sempre contraria all&#8217;istituto del matrimonio. Lo testimoniano alcune sue dichiarazioni, divenute celebri, con le quali la regina cos\u00ec spiegava il proprio rifiuto agli alti dignitari del suo regno: <strong>&#8220;Il matrimonio provoca in me una tale ripugnanza che non so quando sar\u00f2 in grado di vincere&#8221;.<br \/>\n<\/strong>La sua repulsione era soprattutto verso l&#8217;atto sessuale che si consuma tra uomo e donna, e a tal proposito pare che abbia addirittura affermato:<strong><br \/>\n&#8220;Non sopporto l&#8217;idea di essere usata da un uomo nel modo in cui un contadino usa i suoi campi&#8221;.<\/strong><br \/>\nSono note invece le sue passioni per donne di straordinaria bellezza, come quella per la contessa Ebba Sparre, detta Belle, della quale Cristina fu innamorata per lungo tempo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Cristina_di_Svezia_Cartesio_Coorte.jpeg\" alt=\"\" \/><br \/>\nE&#8217; facile immaginare che il comportamento della sovrana sia stato giudicato scandaloso e sia stato spesso al centro di commenti e pettegolezzi.<br \/>\nIn molti la descrissero come una donna rude, eccentrica e mascolina. Aveva spesso i capelli in disordine e le mani sporche d\u2019inchiostro. Non era certo bella con il suo enorme naso e con una spalla pi\u00f9 alta dell\u2019altra. Ma del suo aspetto fisico non doveva importarle pi\u00f9 di tanto se, nonostante la bassa statura e la corporatura piuttosto grassa, non portava le alte calzature delle dame di corte, e preferiva indossare scarpe basse maschili, di marocchino nero.<br \/>\nAnche la sua voce poteva divenire dura e maschile, e pare che dal doppio mento le spuntassero peli di barba. Tuttavia le descrizioni che la riguardano parlano di una persona dal carattere sempre allegro, dallo spirito libero e dallo sguardo pieno di ardore e di dolcezza.<br \/>\nDonna intelligentissima, colta e curiosa, Cristina non era interessata alle lotte di religione e cerc\u00f2 sempre di perseguire la pace piuttosto che la guerra. Tra i suoi interessi e le sue passioni ci furono l&#8217;arte, la cultura e l&#8217;ambiente mondano della corte francese. Per questo am\u00f2 circondarsi di intellettuali e di artisti, tra cui anche il filosofo Ren\u00e9 Descartes, che la regina volle a corte per apprendere dal suo grande genio la matematica e la filosofia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/immagini.quotidiano.net_.jpeg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>La sovrana si convert\u00ec nel 1654 al cattolicesimo, abiurando la fede luterana, ma questa sua scelta religiosa (unita alla sua repulsione per un matrimonio che non avrebbe pi\u00f9 potuto evitare se fosse rimasta regina di Svezia), a soli ventotto anni si vide costretta a rinunciare alla corona svedese. Fu cos\u00ec che Cristina fin\u00ec per vivere da esule nella\u00a0 Roma barocca, dopo essere stata accolta da un fastoso corteo che la scort\u00f2 fino a San Pietro, e dove sarebbe rimasta fino alla morte, frequentando accademie e ospitando presso la sua corte artisti e personaggi di fama del suo tempo.<br \/>\nLa sua fu una vita eclettica e movimentata, vissuta all&#8217;insegna della cultura e della mondanit\u00e0, dove tuttavia non manc\u00f2 un episodio finito nel sangue che forse pi\u00f9 di ogni altro segn\u00f2 il suo destino in maniera irreversibile .<br \/>\nLa vicenda, che per certi aspetti rimane inspiegabile, si lega ad un progetto politico molto ambizioso: la ex regina di Svezia voleva ottenere il Regno di Napoli dall\u2019Europa cattolica che a quel tempo era divisa tra Francia e Spagna. Il suo piano fall\u00ec, probabilmente anche in seguito ai tragici fatti che la coinvolsero a Fontainebleau.<br \/>\nEra il 10 novembre del 1657 quando Cristina si trovava a Parigi, nel castello di Fontainebleau, ospite di Luigi XIV, il futuro Re Sole, pupillo di Mazzarino. Con l&#8217;astuto cardinale la regina cerc\u00f2 un&#8217; alleanza politica, ma Mazzarino us\u00f2 Cristina, e la risped\u00ec a Roma con la promessa di azioni volte alla conquista del suo ambito nuovo regno.\u00a0 Quando Cristina scopr\u00ec di essere stata ingannata dal cardinale torn\u00f2 a Parigi per punire coloro che l&#8217;avevano tradita.<br \/>\nA farne le spese fu il marchese di Orvieto Gian Rinaldo Monaldeschi, che Cristina accus\u00f2 di aver fatto il doppio gioco. Il marchese venne pugnalato da due sicari all&#8217;interno della Galleria dei Cervi. Lo scandalo fu enorme, anche perch\u00e9 l&#8217;atroce assassinio era stato commesso nel castello del sovrano francese e per motivi del tutto personali.<br \/>\nCi fu infatti chi insinu\u00f2 che Gian Rinaldo non fosse solo uno scudiero di corte ma fosse stato l&#8217;amante di Cristina.<br \/>\nI Francesi non perdonarono Cristina per lo scandalo che aveva provocato e la invitarono a non rimettere mai pi\u00f9 piede in Francia. Cristina se ne torn\u00f2 cos\u00ec a Roma, dove si dedic\u00f2 alle sue passioni di sempre, in particolare gli studi alchemici, la vita mondana e l\u2019astrologia.<br \/>\nIn virt\u00f9 del suo legame intellettuale con letterati e sapienti, questa sovrana &#8220;illuminata&#8221; cre\u00f2 una serie di importanti Accademie. <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-786 size-large alignnone\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"Teatro Mancinelli di Orvieto\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/teatro-facciata-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/teatro-facciata-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/teatro-facciata-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/teatro-facciata-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/teatro-facciata.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br \/>\nTredici anni dopo l&#8217;assassisio di Gian Rinaldo Monaldeschi, Cristina si riappacific\u00f2 con i parenti orvietani della vittima, approfittando dell&#8217;occasione del Carnevale del 1680.<br \/>\nIn quell&#8217;anno, infatti, fu istituita ad Orvieto la nuova Accademia teatrale \u201cdei Misti\u201d alla quale Cristina offr\u00ec la sua ambitissima protezione, suscitando nuove polemiche e molto stupore.<br \/>\nL&#8217;incredulit\u00e0 fu tanta perch\u00e9\u00a0 Primo Principe della neonata Accademia era Paolo Antonio Monaldeschi, un parente stretto di Gian Rinaldo.<br \/>\nMesso da parte ogni rancore personale, gli Orvietani scelsero tuttavia di accettare la protezione della ex sovrana di Svezia, interpretando opportunisticamente l&#8217;offerta come un atto di pacificazione, da accettare per il bene della collettivit\u00e0.<\/p>\n<div>Antonella Bazzoli &#8211; 22 maggio 2009<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Figlia del re Gustavo Adolfo il Grande, convinto difensore della riforma luterana che mor\u00ec nella guerra dei Trent&#8217;anni, Cristina venne<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7195,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[240,209],"class_list":["post-365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ritratto","tag-orvieto","tag-teatro"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=365"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7203,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/365\/revisions\/7203"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}