{"id":3881,"date":"2024-03-31T07:37:00","date_gmt":"2024-03-31T05:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=3881"},"modified":"2024-04-01T13:18:10","modified_gmt":"2024-04-01T11:18:10","slug":"il-corteo-storico-del-venerdi-santo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/gli-itinerari-di-evus\/il-corteo-storico-del-venerdi-santo\/","title":{"rendered":"Il corteo del Cristo morto nella Gubbio medievale"},"content":{"rendered":"\n<p>Le <em>Sacre Rappresentazioni del Cristo Morto<\/em> sono tradizioni folkloriche e religiose di origine medievale che si tengono&nbsp;ancora oggi in diverse citt\u00e0 d&#8217;Italia durante la festa cristiana del&nbsp;Venerd\u00ec Santo.<br>Si tratta solitamente di cortei funebri, animati da figuranti in costume&nbsp;che recano i simboli della Passione di Cristo e che interpretano ruoli teatrali, un tempo riservati a chierici e membri di confraternite religiose.<\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <em>Sacre Rappresentazioni <\/em>si svolgevano a volte\u00a0con l&#8217;ausilio di statue in legno, o in terracotta, che rappresentavano\u00a0Maria, Giovanni, Maddalena, San Giovanni d&#8217;Arimatea, Nicodemo. Tutte queste figure attorniavano il Cristo crocifisso, il cui simulacro\u00a0spesso aveva\u00a0gli arti superiori semi movibili, cos\u00ec da\u00a0poter essere pi\u00f9 facilmente deposto dalla croce e trasportato al sepolcro\u00a0durante la rappresentazione teatrale.<br \/>Gli episodi della Passione di Ges\u00f9 venivano\u00a0cos\u00ec messi in scena tramite cortei\u00a0e drammatizzazioni sacre, il cui\u00a0aspetto\u00a0devozionale si esprimeva\u00a0anche attraverso l&#8217;uso di canti e di\u00a0<em>laude.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_4673\" aria-describedby=\"caption-attachment-4673\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/IMG_7109.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4673\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/IMG_7109-300x200.jpg\" alt=\"il pietrone\" width=\"900\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/IMG_7109-300x200.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/IMG_7109-600x400.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/IMG_7109-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4673\" class=\"wp-caption-text\">\u00a0\u201cil pietrone&#8221; di Gubbio, Palazzo del Capitano del Popolo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Recandosi nel tardo pomeriggio del Venerd\u00ec Santo\u00a0a Gubbio, un borgo medievale\u00a0considerato tra i\u00a0pi\u00f9 suggestivi e meglio conservati d&#8217;Italia, \u00e8 possibile\u00a0rivivere l&#8217;atmosfera originale del\u00a0corteo funebre del Cristo morto.<br \/>La processione solitamente parte\u00a0all&#8217;imbrunire, intorno alle 19, prendendo\u00a0il via dall\u2019antica chiesa di Santa Croce della Foce.\u00a0Il corteo fa quindi\u00a0una prima sosta in prossimit\u00e0 del Palazzo del Capitano del Popolo, dove in corrispondenza di un\u2019antichissima pietra a\u00a0forma circolare (ancora visibile sul piano di calpestio) viene deposta la statua del Cristo Morto. Gli Eugubini chiamano questo\u00a0grande tondo\u00a0quadripartito: \u201cil pietrone&#8221; , e una tradizione orale lo vorrebbe\u00a0addirittura far risalire all&#8217;et\u00e0 degli Umbri.<br \/>Non vi sono documenti o scavi che lo attestino, ma \u00e8 comunque suggestivo immaginare che\u00a0in corrispondenza di questa antica pietra\u00a0possano\u00a0essersi svolti i\u00a0rituali religiosi precristiani di <em>espiazione<\/em> e <em>lustrazione,<\/em>\u00a0anticamente celebrati davanti alle tre porte della citt\u00e0 umbra\u00a0<em>Ikuvium.\u00a0<\/em>Prima che questo centro\u00a0fosse conquistato dai Romani, qui si trovava infatti un&#8217; importante citt\u00e0-stato di origine italica, dove\u00a0\u00e8 attestata la presenza di una confraternita di <i>Fratres Atiedii<\/i>, collegio sacerdotale di et\u00e0 precristiana il cui compito era\u00a0regolamentare e celebrare i riti religiosi in onore degli dei.<br \/>Conosciamo i\u00a0loro rituali e il loro pantheon grazie alla traduzione\u00a0delle Tavole Eugubine: sette tavole in\u00a0bronzo incise su entrambi i lati in lingua umbra (ma con lettere dell&#8217; alfabeto etrusco), conservate a\u00a0Gubbio all&#8217;interno del Palazzo dei Consoli. Un&#8217;altro valido motivo per visitare questa citt\u00e0\u00a0umbra,\u00a0famosa nel mondo anche per la Corsa dei Ceri del 15\u00a0maggio e per il\u00a0Festival del Medioevo di fine\u00a0settembre.<\/p>\n<p>Ma torniamo a descrivere la\u00a0processione storica del Venerd\u00ec Santo, che si snoda lentamente lungo le vie del centro, muovendosi\u00a0tra\u00a0antiche mura,\u00a0tra caratteristiche &#8220;porte del morto&#8221;, tra archi e rosoni rimasti intatti nei secoli. Uno spettacolo reso ancor pi\u00f9 impressionante dalla presenza del Palazzo dei Consoli,\u00a0la cui elegante\u00a0e maestosa mole trecentesca svetta tra gli\u00a0edifici medievali, perfettamente conservati\u00a0con la loro\u00a0pietra calcarea locale.<br \/>Durante il passaggio della processione, oggi come ieri, si usa accendere grandi fal\u00f2 per illuminare\u00a0il percorso. \u00a0La luce dei fuochi illumina\u00a0piazza San Pietro, via Dante e il\u00a0Largo San Marziale, unendosi\u00a0alla luce delle fiaccole\u00a0che rendono\u00a0ancor pi\u00f9 suggestivo e realistico il carattere medievale\u00a0del sacro corteo.<\/p>\n<figure style=\"width: 733px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/IMG_1619-e1620826769849.jpg\" alt=\"\" width=\"733\" height=\"600\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figuranti incappucciati del corteo del Venerd\u00ec santo a Gubbio. Foto A.Bazzoli<\/figcaption><\/figure>\n<p>Assistere a Gubbio alla rappresentazione del Cristo Morto ti fa davvero\u00a0tornare indietro nel tempo: i figuranti incappucciati sfilano lentamente, incedendo con passo pesante, scandendo un ritmo lugubre e solenne, ed \u00e8 impossibile non lasciarsi\u00a0trasportare\u00a0dall&#8217;atmosfera mistica dei canti e dei suoni dai toni bassi, profondi e toccanti.<\/p>\n<p>Alla testa del corteo eugubino sfilano i suonatori di <em>battistrangole<\/em>, antichi strumenti in legno, dal suono sordo e tetro, percossi dai musici alternativamente su entrambi i lati con l&#8217;utilizzo di maniglie in ferro.\u00a0Subito dietro di loro\u00a0sfila\u00a0il primo incappucciato che reca\u00a0il teschio, simbolo del cranio di Adamo e del Golgota dove fu crocifisso il Cristo che avrebbe salvato e redento l&#8217;umanit\u00e0.\u00a0Seguono i crociferi (letteralmente &#8220;portatori di\u00a0croce&#8221;), guidati da un personaggio che trasporta un simbolico\u00a0albero della vita.\u00a0Sfilano poi gli altri confratelli, ciascuno con un\u00a0simbolo della passione in mano: chi reca il gallo, chi il calice, chi i denari di Giuda, chi la corda; seguono la colonna, i flagelli, la corona di spine, il bacile di Pilato, la scritta INRI, il velo della <a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/grandangolo\/la-reliquia-della-vera-icona\/\">Veronica<\/a>, il sudario, i chiodi, il martello, la spugna, la lancia, le vesti di Ges\u00f9, i dadi, la scala e le tenaglie.<\/p>\n<p>La tradizione del corteo funebre\u00a0sembra risalire al periodo del basso medioevo, quando\u00a0nacquero\u00a0quei\u00a0primi movimenti laici di penitenti che avrebbero poi dato origine alle varie confraternite spontanee (riconosciute in seguito anche\u00a0dalla Santa Sede).\u00a0Sappiamo che Gubbio aveva tre confraternite principali: quella del Crocefisso, quella di San Bernardino (anche nota come Fraternita del Ponte Marmoreo) e quella di Santa Maria della Misericordia (detta anche Fraternita dei Bianchi). I loro membri, chiamati in seguito <em>sacconi,\u00a0<\/em>per via del grande saio che usavano indossare, derivano evidentemente dai Disciplinati, noti anche come\u00a0<a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/grandangolo\/bevignate-il-santo-di-templari-e-flagellanti\/\">Flagellanti<\/a>,\u00a0come venivano chiamati\u00a0quei penitenti laici che usavano sfilare in lunghissime processioni, divenute poi famose in tutta l&#8217;Europa cristiana. L&#8217;origine del\u00a0nuovo movimento religioso dei Flagellanti risale al\u00a01260 quando\u00a0il perugino Raniero Fasani inaugur\u00f2\u00a0la consuetudine della penitenza itinerante, dando \u00a0vita a un corteo di penitenti che nel maggio di quell&#8217;anno part\u00ec dalla<a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/reportage\/la-chiesa-templare-che-sorse-nel-bosco-sacro\/\"> chiesa templare di San Bevignate<\/a>\u00a0 in direzione di Gubbio. Man mano che\u00a0la gigantesca processione proseguiva verso il\u00a0nord d&#8217;Italia, essa raccoglieva via via sempre pi\u00f9 persone, tra cui anche donne e bambini. \u00a0Mentre sfilavano, i <a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/grandangolo\/bevignate-il-santo-di-templari-e-flagellanti\/\">Flagellanti<\/a> usavano colpirsi a sangue con il <em>flagellum,<\/em> strumento da cui appunto deriva il loro nome. Lo facevano perch\u00e9 credevano fermamente\u00a0nella visione profetica ed escatologica dell\u2019abate calabrese Gioacchino da Fiore, il quale aveva previsto la fine del mondo proprio nel 1260. Per\u00a0espiare i peccati dell&#8217; umanit\u00e0,\u00a0i Flagellanti attraversarono\u00a0cos\u00ec molte citt\u00e0 d&#8217;Italia e d&#8217;Europa, testimoniando\u00a0pubblicamente la propria penitenza,\u00a0e intonando canti lugubri che annunciavano\u00a0l\u2019apocalisse, in attesa della\u00a0fine del mondo\u00a0ritenuta\u00a0ormai imminente secondo la profezia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4302\" aria-describedby=\"caption-attachment-4302\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_7022.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4302 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_7022-1024x682.jpg\" alt=\"Le Tavole Eugubine all'interno del Palazzo dei Consoli a Gubbio\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_7022-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_7022-600x400.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_7022-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4302\" class=\"wp-caption-text\">Le Tavole Eugubine . Palazzo dei Consoli, Gubbio.<\/figcaption><\/figure>\n<p>I suoni profondi e grevi di quelle\u00a0antiche\u00a0<em>laude <\/em>medievali\u00a0ancora oggi\u00a0riecheggiano nelle melodie scandite dai figuranti incappucciati che il Venerd\u00ec Santo sfilano nella citt\u00e0\u00a0di Gubbio.<br \/>Forse il pi\u00f9 suggestivo tra tutti\u00a0\u00e8 il\u00a0canto del <em>Miserere<\/em>, tramandato oralmente nel corso dei secoli ed eseguito in latino da due gruppi di cantori vestiti in saio bianco e cappa nera.<br \/>Tra l&#8217;\u00a0alternarsi di suoni lugubri e cupe melodie, il ritmo del <em>Miserere<\/em> arriva infatti direttamente al cuore di chi ascolta, confondendosi con il suo battito.<\/p>\n<p>di <strong>Antonella Bazzoli<\/strong> &#8211; 3 Aprile 2015<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Sacre Rappresentazioni del Cristo Morto sono tradizioni folkloriche e religiose di origine medievale che si tengono&nbsp;ancora oggi in diverse<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4308,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[21],"tags":[52,37,1270,1272,533,1274,1269,1275,1271,507],"class_list":["post-3881","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gli-itinerari-di-evus","tag-flagellanti","tag-gubbio","tag-laude-medievali","tag-miserere","tag-pasqua","tag-passione-di-cristo","tag-processione-del-cristo-morto","tag-sacre-rappresentazioni","tag-tavole-eugubine","tag-tradizioni-folkloriche"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3881","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3881"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3881\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8632,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3881\/revisions\/8632"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3881"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3881"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3881"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}