{"id":4004,"date":"2023-04-06T12:48:00","date_gmt":"2023-04-06T10:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=4004"},"modified":"2023-04-06T19:02:55","modified_gmt":"2023-04-06T17:02:55","slug":"il-mistero-del-trigramma-divino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/scoperte-di-evus\/il-mistero-del-trigramma-divino\/","title":{"rendered":"Il numero del trigramma divino"},"content":{"rendered":"\n<p>Nell\u2019opera di Marziano Capella <em>Le nozze di Filologia e Mercurio,<\/em> Filologia \u00e8 una figura allegorica femminile che gli dei hanno deciso di dare in sposa a Mercurio.&nbsp; Filologia rappresenta la Conoscenza che pu\u00f2 essere acquisita attraverso la Ragione, e per raggiungere il suo promesso sposo questo il personaggio allegorico femminile deve ascendere, passando da un cielo all&#8217;altro, attraverso i cerchi concentrici in cui si trovano i pianeti e in cui risiedono le corrispondenti divinit\u00e0. Il viaggio di Filologia intrapreso per raggiungere Mercurio viene descritto da Marziano tappa per tappa,<br>e quando lei giunge in corrispondenza del quarto circolo celeste, lo spazio aereo in cui risiede il Sole, Filologia si ferma a pregare la divinit\u00e0 solare, significativamente chiamata &#8220;<em>suprema immagine della mente divina<\/em>&#8220;.&nbsp;<br>In questo quarto cerchio risiede infatti l&#8217;astro che tutti i popoli ovunque adorano fin dai tempi pi\u00f9 remoti, l&#8217;astro che per tutti rappresenta la Mente divina, seppure chiamato con nomi diversi e rappresentato con simboli che possono variare&nbsp; da un luogo all&#8217;altro,&nbsp; da un&#8217;era all&#8217;altra.<\/p>\n\n\n<p>Trovo interessantissima la preghiera che Filologia rivolge al Sole nell&#8217;opera di Marziano, preghiera che vi propongo in lingua originale, accompagnata dalla traduzione di Ilaria Ramelli.<br>Il testo in latino recita: <strong><em>&#8220;Salve, vera deum facies vultusque paterne, octo et sescentis numeris cui littera trina, conformat sacrum mentis cognomen et omen da, pater, aetherios superum conscendere coetus astrigerumque saco sub nomine noscere caelum<\/em>.<br><\/strong>La traduzione in italiano \u00e8 la seguente: <strong>&#8220;<em>Salve, o autentico aspetto dei numi e volto del padre, cui, con il numero seicentootto, tre lettere formano il nome sacro della mente e il suo segno. Concedi, o padre, di ascendere alle accolte celesti degli d\u00e8i e sotto il sacro nome conoscere il cielo stellato&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_4017\" aria-describedby=\"caption-attachment-4017\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/altri-segni-1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4017\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/altri-segni-1-300x225.jpg\" alt=\"Uno dei trigrammi sui capitelli della chiesa di Sant'Angelo in Perugia\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/altri-segni-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/altri-segni-1-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/altri-segni-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/altri-segni-1.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4017\" class=\"wp-caption-text\"><strong>uno dei trigrammi incisi sui capitelli di spoglio della chiesa paleocristiana di Sant&#8217;Angelo in Perugia<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p>Filologia saluta il sole chiamandolo&nbsp;&#8220;<em>vero volto degli d\u00e8i<\/em>&#8221; (<strong>vera deum facies<\/strong>) e&nbsp;definendolo &nbsp;&#8220;<em>sacro nome della Mente divina<\/em>&#8220;. Filologia volutamente non rivela il sacro nome del dio Sole, ma lascia chiaramente intendere che esso \u00e8 formato soltanto da tre lettere! Dunque si tratta di un trigramma e Filologia aggiunge che tale trigramma corrisponde al numero seicentotto (608).<br>Marziano non svela nella sua opera quali siano le tre lettere dell&#8217;alfabeto che si celano dietro le corrispondenti cifre numeriche, poich\u00e9 si tratta di lettere sacre che, in quanto tali, non possono essere pronunciate e rivelate.<br>Tuttavia, attraverso l\u2019uso della <a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/ritratto\/lottavo-giorno-e-il-simbolismo-della-lettera-h\/\">psefia<\/a> , antica scienza dei numeri che faceva corrispondere ad ogni lettera dell&#8217;alfabeto greco una cifra numerica, si scopre un\u2019equivalenza tra il numero 608 e la somma dei valori dei tre caratteri greci: <em>phi <\/em>(500), <em>rho<\/em> (100) ed&nbsp;<em>eta<\/em> (8). Sommando infatti&nbsp; 500 +100 + 8 otteniamo 608, cifra corrispondente isopseficamente al trigramma &nbsp;\u03c6 \u03a1 \u0397&nbsp;<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[2].<\/a> Si tratterebbe di un antichissimo teonimo di origine egizia che fa riferimento alla divinit\u00e0 solare R\u00ea (o R\u00e2) <a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[3]<\/a> , teonimo&nbsp; che peraltro \u00e8 anche attestato da un\u2019iscrizione, intagliata su diaspro, che si conserva nel Museo Archeologico Nazionale di Roma<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[4]<\/a>.<br>Le implicazioni di carattere linguistico, storico e filosofico della preghiera al Sole, che Marziano fa pronunciare al personaggio di Filologia, meriterebbero a mio avviso ulteriori ricerche e approfondimenti.<br>Qui vorrei solo aggiungere che \u00e8 a dir poco&nbsp;stupefacente la corrispondenza tra i caratteri del <a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/zoom\/le-misteriose-iscrizioni-del-tempio-di-santangelo\/\"><strong>trigramma&nbsp; \u03c9 \u03a1 \u0397<\/strong>,&nbsp; <\/a>da me studiato sulle epigrafi incise sui capitelli della<a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/blow-up\/a-piedi-verso-il-tempio-dellangelo\/\"> chiesa Sant&#8217;Angelo di Perugia <\/a>intitolata all&#8217;arcangelo Michele, e i tre caratteri&nbsp;del trigramma egizio&nbsp;<strong>\u03c6 \u03a1 \u0397<\/strong>. Mentre in quest&#8217;ultimo&nbsp;vediamo il carattere&nbsp; <em><strong>phi<\/strong>&nbsp;<\/em>che funge da articolo&nbsp;e poi a seguire le lettere&nbsp;<em>rho<\/em> ed&nbsp;<em>eta,&nbsp;<\/em>nel trigramma perugino&nbsp;vediamo al posto del&nbsp;<strong>\u03c6 <\/strong>(<em><strong>phi)&nbsp;<\/strong> <\/em>l&#8217; <em><strong>\u03c9&nbsp; (omega) <\/strong><\/em>e poi, a seguire, le medesime lettere dell&#8217;alfabeto greco: il&nbsp;<strong><em>rho<\/em><\/strong> e l\u2019 <em><strong>eta<\/strong><\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/20151007_145843.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4014\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/20151007_145843-225x300.jpg\" alt=\"frontespizio dell'opera di Marziano Capella &quot;Le nozze di Filologia e Mercurio&quot;\" width=\"450\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/20151007_145843-225x300.jpg 225w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/20151007_145843.jpg 270w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>La mia ipotesi \u00e8 che&nbsp;si tratti di un fenomeno di sincretismo religioso, attraverso il quale il teonimo di antica tradizione egizia&nbsp;potrebbe essere stato assorbito dal nuovo credo cristiano, senza escludere&nbsp; passaggi intermedi,&nbsp;magari attraverso correnti di tipo gnostico e\/o mitraico.<br>Che i fenomeni di sincretismo religioso si prestino facilmente a divergenti e incerte interpretazioni, lo provano anche i vari tentativi di svelare il segreto del misterioso numero 608 (cifra dietro la quale si celerebbe il nome sacro e impronunciabile del dio Sole), come quelli dei due tra i pi\u00f9 noti commentatori medievali di Marziano Capella: Remigio d&#8217;Auxerre e Giovanni Scoto Eriugena.<br>Secondo Remigio d\u2019Auxerre il simbolico numero della Mente divina si otterrebbe sommando i valori numerici corrispondenti alle lettere greche: <em>tau<\/em> (300), <em>eta<\/em> (8), <em>tau<\/em> (300), ovvero le tre lettere che formano il teonimo T H T.&nbsp;Forte \u00e8 la somiglianza di questo nome divino con quello&nbsp;dell&#8217;antico&nbsp;dio egizio Thot, che come \u00e8 noto aveva la funzione di psicopompo, ovvero di pesatore delle anime, proprio come&nbsp;l&#8217;arcangelo Michele nella cultura giudaico-cristiana!<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/IMG_1742-e1620747408955.jpg\" alt=\"\"><br>Secondo Giovanni Scoto Eriugena, per citare un altro esempio di interpretazione da parte di un commentatore medievale del testo di Marziano,&nbsp; la cifra sacra 608 si otterrebbe invece dalla somma dei valori numerici: <em>eta<\/em> (8), <em>ipsilon<\/em> (400) e&nbsp;<em>sigma<\/em> (200), corrispondenti al teonimo egizio <strong>H Y C <\/strong><a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[5]<\/a>. Come non pensare ad <strong>Hlyos<\/strong>, nome greco del dio Sole!<br>Nonostante la divergenza tra le due letture, va notato che entrambi i teonimi costituiti da tre letterem sono tra loro isopsefici (ovvero corrispondono allo stesso valore numerico) e si riferiscono, proprio come la sigla <strong>\u03c6 \u03a1 H<\/strong>, a divinit\u00e0 dal carattere solare di antica tradizione egizia.<br>L\u2019uso dell\u2019isopsefia per siglare i nomi divini attraverso simboli alfabetici considerati sacri, non venne meno con l\u2019affermarsi del cristianesimo, tanto \u00e8 vero che troviamo documentata tale usanza&nbsp;in diverse sigle epigrafiche&nbsp; copte, tardo antiche e medievali, alcune delle quali conservate fino a noi sia in Oriente che in Occidente.<br>Da un\u2019iscrizione cristiana rinvenuta&nbsp;nell&#8217;antica Filippopoli di Tracia , ad esempio,&nbsp;proviene un interessante confronto epigrafico: si tratta della sigla <strong>\u03c9 \u03a0 \u0397&nbsp;<\/strong><a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[6]<\/a>, formata dalle tre lettere greche <em>omega<\/em>, <em>pi<\/em> e <em>eta<\/em>.<br>Mi ha colpito&nbsp;la somiglianza&nbsp;di questo&nbsp; trigramma paleocristiano&nbsp;<strong>\u03c9 \u03a0 \u0397&nbsp;<\/strong>con la sigla pure altomedievale&nbsp;<strong>\u03c9 \u03a1 \u0397<\/strong>, che&nbsp;vediamo incisa intorno al VII secolo, per volont\u00e0 di scalpellini&nbsp;&nbsp;di lingua e provenienza greca, su alcuni dei capitelli del tempio di Sant\u2019Angelo a Perugia. L\u2019unica differenza tra i due trigrammi sta nel carattere centrale&nbsp;che rappresenta&nbsp;un <strong>\u03a0<\/strong> (<em>pi<\/em>) greco nella sigla di Filippopoli, ma un <strong>P<\/strong> (<em>rho<\/em>) in quella di Perugia.<br>Infine vorrei far notare&nbsp;un altro aspetto sorprendente&nbsp;nel simbolismo della sigla <strong>\u03c9 \u03a0 \u0397<\/strong> di Filippopoli: esso infatti corrisponde&nbsp;isopseficamente al nome di Cristo in lingua greca:&nbsp;<strong>\u0399\u03b7\u03c3\u03bf\u03c5\u03c3. S<\/strong>ommando infatti i valori psefici 800 (\u03c9) + 80 (\u03c0) + 8 (\u03b7) ricaviamo il numero 888, equivalente alla somma dei valori espressi dalle singole lettere che compongono il nome greco di Ges\u00f9: I ( 10) + \u03b7 ( 8 ) + \u03c3 (200) + \u03bf (70) + \u03c5 (400) + \u03c3 (200) = 888. La sigla di Filippopoli rappresenterebbe dunque, in forma criptata e attraverso il calcolo isopsefico, il nome del Messia, figlio di Dio.<br>Curioso \u00e8&nbsp;poi scoprire che nella&nbsp;sua <em>Dissertazione<\/em> del 1792 l&#8217;erudito Baldassarre Orsini riferiva&nbsp;di aver visto iscrizioni simili a quelle del tempio di Sant\u2019Angelo anche all&#8217;interno della chiesa di Sant\u2019Angelo Magno ad Ascoli Piceno. Si tratta di un ulteriore interessante confronto, non solo perch\u00e9 le due chiese sono entrambe intitolate all&#8217;arcangelo Michele, ma anche perch\u00e9 l\u2019iscrizione citata dall\u2019Orsini ha molti aspetti in comune con&nbsp;le epigrafi da me studiate nel tempio paleocristiano perugino. L\u2019epigrafe di Ascoli si trova sull\u2019abaco di un capitello corinzio, incisa al di sopra di una colonna in granito grigio,&nbsp;collocata in prossimit\u00e0 dell\u2019altare maggiore<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[7]<\/a>. La sigla \u00e8 <strong>N W \u03bb \u0397<\/strong> (anche se&nbsp;l&#8217;Orsini la interpret\u00f2 come <strong>H Y M N<\/strong> ritenendo che i caratteri fossero rovesciati) e sebbene non si tratti di un trigramma ma di un tetragramma, \u00e8 comunque evidente il&nbsp;collegamento tra questa iscrizione e quelle del tempio di Sant\u2019Angelo.<br>Quasi per gioco mi sono ritrovata infatti a sommare i valori numerici del tetragramma di Ascoli e con grande sorpresa mi sono accorta che anche in questo caso si tratta di una sigla isopsefica. Sommando i valori corrispondenti ai caratteri che compongono l\u2019iscrizione <strong>N W \u03bb \u0397,<\/strong> cio\u00e8 50 (N) + 800 (W) + 30 (\u03bb) + 8 (\u0397) si ottiene infatti ancora una volta il sacro numero 888, che come abbiamo appena visto corrisponde esattamente al valore psefico del nome greco di&nbsp;<strong>\u0399\u03b7\u03c3\u03bf\u03c5\u03c3.<br><\/strong>Anche il tetragramma di Ascoli,&nbsp;dunque, come quello di Filippopoli, sarebbe dunque servito a rivelare il sacro mistero del nome di Ges\u00f9 a chi fosse stato in grado di comprenderlo.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Marziano Capella 2004, II, 188-192, pp. 100-101.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Dal IV libro della <em>Refutatio<\/em> di Hippolytus si apprende che il trigramma <em>\u03c6\u03c1\u03b7<\/em> era usato a scopo magico per designare un <em>daimon<\/em>. Cfr. Mastrocinque 2004, p. 106.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[3]<\/a> Marziano Capella 2004, note al libro II, p. 819. Si noti anche la corrispondenza tra il teonimo <em>\u03c6\u03c1\u03b7<\/em> e il termine <em>\u03c6\u03c1\u03b7\u03bd<\/em>, che in greco esprime il concetto di \u00abmente\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[4]<\/a> Mastrocinque 2004, p. 100<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[5]<\/a> Marziano Capella 2004, note al libro II, pag. 819.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[<\/a><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">6]<\/a> L\u2019epigrafe \u03c9\u03c0\u03b7, secondo il Gr\u00e8goire, sarebbe una sigla gnostica (cfr. Gr\u00e9goire, La nouvelle Clio, 4, 1952, pp. 373-377).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[7]<\/a> Riferendosi alla chiesa di Ascoli intitolata all\u2019Arcangelo Michele, l\u2019Orsini osservava che: \u00able ultime due arcate verso l\u2019altar grande sono sostenute da due colonne di granito bigio (\u2026). Hanno esse i capitelli di marmo, d\u2019ordine corintio, di bellezza straordinaria, e nell\u2019abaco di quello che \u00e8 a sinistra vi sono a rovescio segnate queste lettere HYMN\u00bb (cfr. Orsini 1790, pp. 171-173).<\/span><\/p>\n<p>di <strong>A. Bazzoli<\/strong> &#8211; 7 ottobre 2015<\/p>\n<p>Per approfondimenti:<em> &#8220;Vera deum facies. A proposito delle iscrizioni greche del tempio di Sant\u2019Angelo in Perugia&#8221; <\/em>di Antonella Bazzoli<br>Download gratuito dell&#8217;intera pubblicazione all&#8217;indirizzo:<br>https:\/\/www.academia.edu\/5158483\/VERA_DEUM_FACIES._A_proposito_delle_iscrizioni_greche_del_Tempio_di_SantAngelo_in_Perugia<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019opera di Marziano Capella Le nozze di Filologia e Mercurio, Filologia \u00e8 una figura allegorica femminile che gli dei hanno<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8008,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[528,1215,375,1214,1216,1217,1173,1192,1219,1220,1175,1218],"class_list":["post-4004","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scoperte-di-evus","tag-archeologia-cristiana","tag-ascoli-piceno","tag-culti-solari","tag-epigrafia-greca","tag-helios","tag-marziano-capella","tag-mikael","tag-nomina-sacra","tag-rha","tag-santangelo","tag-thot","tag-vera-deum-facies"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4004","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4004"}],"version-history":[{"count":29,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4004\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8629,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4004\/revisions\/8629"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}