{"id":4136,"date":"2020-11-13T11:59:47","date_gmt":"2020-11-13T10:59:47","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=4136"},"modified":"2021-05-12T10:53:25","modified_gmt":"2021-05-12T08:53:25","slug":"lalbero-della-vita-dentro-di-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/i-racconti-di-evus\/lalbero-della-vita-dentro-di-noi\/","title":{"rendered":"L&#8217;albero della vita dentro di noi"},"content":{"rendered":"\n<p>Alcune sere fa, mentre mangiava a morsi un limone, mio figlio ha ingerito involontariamente anche un seme, esclamando subito dopo: &#8220;Va bene, vorr\u00e0&nbsp;dire che mi crescer\u00e0 nello stomaco l&#8217;albero della vita!&#8221;<br>L&#8217; originalit\u00e0 di questa frase, pronunciata da un bambino di 10 anni, mi ha colpita a tal punto che la mattina seguente, svegliandomi, ho collegato il sogno fatto nella notte alla sua esclamazione.<br>Il mio sogno riguardava infatti l&#8217; episodio dell&#8217;epopea di Gilgamesh in cui l&#8217;eroe va alla ricerca della Pianta della Vita.<br>Nel mito sumero che risale a circa 5000 anni fa il re di Uruk, il cui nome \u00e8 Gilgamesh, vede morire il suo amato amico Enkidu.<br>Non riuscendo ad accettare l&#8217;idea della Morte, il re decide di andare alla ricerca della Pianta che rende immortali.<\/p>\n\n\n<figure id=\"attachment_4135\" aria-describedby=\"caption-attachment-4135\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ad-e-eva.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4135 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ad-e-eva-1024x768.jpg\" alt=\"Eva e Adamo, il serpente e l'Albero paradisiaco\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4135\" class=\"wp-caption-text\">Eva e Adamo, il serpente e l&#8217;Albero paradisiaco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Cos\u00ec, dopo varie peripezie e un incontro con la divinit\u00e0 che cerca inutilmente di scoraggiarlo ad affrontare l&#8217;impresa, il protagonista raggiunge il saggio Utanapishtim (il No\u00e9 della tradizione mesopotamica, sopravvissuto al diluvio, il cui appellativo significa &#8220;il Lontano&#8221;).<br \/>Questi, dopo avere a sua volta cercato invano di convincere l\u2019eroe a rinunciare alla sua ricerca, finisce per impietosirsi rivelandogli che la pianta da lui desiderata si trova in fondo al mare.<br \/>Gilgamesh si tuffa allora nell&#8217;Apsu (l&#8217;abisso marino in cui dimora il dio Enki, il signore di ci\u00f2 che sta sotto), raggiunge il fondale dove \u00e8 la Pianta della Vita e con essa risale in superficie, lasciando andare i suoi simboli regali di potere, <em>Pukku<\/em> e <em>Mekku<\/em> (tamburo e bacchetta), che gli erano serviti come zavorra nella discesa.<br \/>Sulla via del ritorno verso Uruk, l&#8217;eroe si ferma per\u00f2 a riposare presso una fonte, e in quel frangente un serpente si avvicina alla pianta, l&#8217;annusa e la divora. Il rettile cambia subito pelle, ringiovanisce e fugge via.<br \/>A questo punto nel testo si legge: &#8220;Gilgamesh si sedette e pianse, le lacrime scorrevano dalle sue guance.(&#8230;) Per quale scopo \u00e8 scorso il sangue nelle mie vene? Non sono stato capace di ottenere alcunch\u00e9 di buono per me stesso&#8221;. L&#8217;eroe ha preso coscienza: una vita che duri in eterno non \u00e8 il suo destino.\u00a0 La Pianta della Vita rappresenta tuttavia, a mio avviso, qualcos&#8217;altro di pi\u00f9 profondo e significativo da un punto di vista evolutivo: il dinamismo vitale in continua trasformazione, la possibilit\u00e0 di ascesa verso il cielo, verso il divino, solo dopo aver raggiunto l&#8217;abisso ed aver rinunciato ai propri ego (i simboli di potere Pukku e Mekku usati come zavorre nella discesa).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Schermata-2021-05-12-alle-01.14.26.png\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"986\" \/><\/p>\n<p>Quanto all&#8217;archetipo dell&#8217;albero della vita, lo ritroviamo in molte antiche culture. Pensiamo ad esempio al sicomoro degli Egizi, al frassino Yggdrasil nella cultura nordica, all&#8217; <a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/grandangolo\/il-fico-ovvero-lalbero-della-conoscenza-del-bene-e-del-male\/\">albero sacro del Paradiso terrestre<\/a>, o all&#8217;albero sephirotico della Cabala ebraica.<\/p>\n<p>Ebbene io credo che questo simbolo universale, che ben rappresenta il ciclo perenne di &#8220;vita\/morte\/vita&#8221; &#8211; ciclo naturale che appartiene alla sfera materiale di questa realt\u00e0 e che al tempo stesso rappresenta anche il suo superamento &#8211; non debba essere ricercato al di fuori di noi.<br \/>Vano e inutile \u00e8 andare a cercare &#8220;l&#8217;albero della vita&#8221; in un luogo o in un tempo lontani da noi, poich\u00e9 la risposta ai nostri interrogativi non \u00e8 esterna al nostro essere, essendo da sempre custodita al nostro interno.<br \/>La Pianta della Vita risiede nel nostro S\u00e9 pi\u00f9 profondo e se ne sta nascosta in fondo a un abisso, che solo potremo raggiungere se sapremo &#8220;scendere&#8221; consapevolmente verso le nostre origini, attraverso le nostre radici &#8230;<\/p>\n<p>Il racconto della discesa nell&#8217;Apsu di Gilgamesh trova secondo me un parallelo nell&#8217;episodio della &#8220;discesa agli inferi&#8221; di Cristo, riferito da Matteo nel Nuovo Testamento: &#8220;Poich\u00e9, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, cos\u00ec il Figlio dell\u2019uomo star\u00e0 nel cuore della terra tre giorni e tre notti&#8221; (Mt 12, 40).<br \/>Un ulteriore interessante confronto si pu\u00f2 trovare in san Paolo il quale, riferendosi ai tre giorni trascorsi tra la morte e la resurrezione, cos\u00ec parla di Ges\u00f9: &#8220;Ora, questo &lt;\u00e8 salito&gt; che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti pi\u00f9 basse della terra?&#8221;\u00a0(Ef 4, 9)<\/p>\n<figure id=\"attachment_4617\" aria-describedby=\"caption-attachment-4617\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/eneasibillaecaronte_crespi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4617\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/eneasibillaecaronte_crespi-289x300.jpg\" alt=\"Enea e la Sibilla cumana sono traghettati da Caronte.  Opera di Giuseppe Maria Crespi\" width=\"580\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/eneasibillaecaronte_crespi-289x300.jpg 289w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/eneasibillaecaronte_crespi-600x621.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/eneasibillaecaronte_crespi.jpg 773w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4617\" class=\"wp-caption-text\">Enea e la Sibilla cumana sono traghettati da Caronte.<br \/>Opera di Giuseppe Maria Crespi<\/figcaption><\/figure>\n<p>E&#8217; evidente anche il collegamento con certi rituali di morte e rinascita, a cui erano sottoposti gli iniziati delle antiche tradizioni misteriche, come il Mitraismo e i Misteri Eleusini.<br \/>&#8220;Discese agli inferi&#8221; sono narrate da molti miti e culti precristiani. Si tratta sopratutto di viaggi nel mondo dei morti effettuati da eroi o da divinit\u00e0.<br \/>Pensiamo ad esempio al viaggio di Persefone (Core) , la giovane rapita da Ade che la disperata madre Demetra (Cerere) riuscir\u00e0 a far ritornare sulla terra, ma solo per un periodo dell&#8217;anno, poich\u00e9 sua figlia ha mangiato il seme di melograno che la far\u00e0 tornare per il resto dell&#8217;anno nel regno dei morti. E pensiamo al viaggio di Orfeo al quale fu concesso di ricondurre la sua sposa Euridice nel regno dei vivi a condizione che durante il viaggio lui non si voltasse a guardarla.<br \/>Teseo ed Eracle scendono pure nel regno dei morti, per ritrovare la propria identit\u00e0 divina. Ed anche Dioniso discende nell&#8217;Ade per rendere immortale sua madre Semele e portarla nell&#8217;Olimpo tra gli dei.<br \/>E poi c&#8217;\u00e8 Ulisse, che scende nell&#8217;Ade per sapere dall&#8217;indovino Tiresia se mai finir\u00e0 il suo viaggio e se mai torner\u00e0 a Itaca (Odissea XI, 90-137). Ed Enea, il quale verr\u00e0 accompagnato dalla Sibilla di Cuma nell&#8217;Oltretomba per incontrare suo padre Anchise (Eneide VI, 237-31)<br \/>Metafore di viaggi interiori, a mio avviso, che ci fanno capire l&#8217;importanza per l&#8217;essere umano di saper &#8220;scendere&#8221; dentro di s\u00e9, in un difficile viaggio verso il profondo e l&#8217;ignoto, attraversando le nostre ombre e ripercorrendo le nostre radici, per giungere a conoscere l&#8217;Albero della Vita che ci permetta di risalire vittoriosi, finalmente liberi da ogni zavorra (Pukku e Mekku), e soprattutto consapevoli del nostro destino e della nostra natura divina.<\/p>\n<p>Antonella Bazzoli, 15 gennaio 2016\u00a0<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune sere fa, mentre mangiava a morsi un limone, mio figlio ha ingerito involontariamente anche un seme, esclamando subito dopo:<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1199,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[22],"tags":[1255,1259,1256,1262,154,1258,1251,1252,1253,1260,1257,1254,1261],"class_list":["post-4136","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-racconti-di-evus","tag-ade","tag-albero-del-paradiso","tag-albero-della-vita","tag-albero-sephirotico","tag-demetra","tag-enkidu","tag-gilgamesh","tag-noe","tag-orfeo","tag-sicomoro","tag-sumeri","tag-tradizioni-misteriche","tag-yggdrasil"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4136"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4136\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6889,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4136\/revisions\/6889"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1199"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}