{"id":438,"date":"2016-10-26T09:03:54","date_gmt":"2016-10-26T07:03:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cmsksyn.com\/evus_bilingue\/it\/?p=438"},"modified":"2021-05-13T19:07:00","modified_gmt":"2021-05-13T17:07:00","slug":"graffitomania-nella-chiesa-di-san-claudio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/reportage\/graffitomania-nella-chiesa-di-san-claudio\/","title":{"rendered":"Graffitomania nella chiesa di San Claudio"},"content":{"rendered":"<p>Un mio amico una volta prov\u00f2 ad elencare tutte le manie che esistono al mondo. Ce n\u2019erano di curiosissime. Ma ne mancava una, la mia: la graffitomania. Mi domando ancora come ho contratto questa malattia. Sta di fatto che quando entro in una chiesa \u2013 ch\u00e9 questo \u00e8 l\u2019ambiente pi\u00f9 adatto per un graffitomane &#8211; prima d\u00f2 uno sguardo all\u2019insieme, poi cerco di individuare se c\u2019\u00e8 qualche affresco e un momento dopo la punta del naso comincia a zigzagare come un cane da tartufi.<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/grandangolo\/la-squadra-il-martello-e-lo-scalpello\/\">S. Claudio<\/a><\/strong> a Spello \u00e8 una delle tante \u2018graffitoteche\u2019 sparse per l\u2019Umbria. C\u2019ero gi\u00e0 stato vari anni fa e mi ero soffermato su un graffito del 1559 di cui riparleremo fra poco. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 possibile osservarlo nella sua interezza perch\u00e9 in gran parte \u00e8 stato stuccato dai restauratori. Li capisco: a loro interessa, giustamente, riportare a migliore lettura non i graffiti ma i dipinti. A me invece interessano entrambi. Mi piace sapere chi \u00e8 passato per quella chiesa e per quale ragione ha \u2018violato\u2019 il muro. Senza dire che talvolta il graffito fornisce qualche informazione insperata sull\u2019opera che gli fa da supporto e dunque diventa un elemento di conoscenza in pi\u00f9.\u00a0 Non sempre i critici d\u2019arte hanno la pazienza e la curiosit\u00e0 di leggere tutto quello che sta sulla superficie dipinta. Peccato, non sanno quel che si perdono! Recentemente, ad esempio, nella chiesuola della Fiamenga a Foligno, \u00e8 venuto fuori l\u2019anno e il mese in cui fu decorata la tribuna e, del tutto inopinatamente, anche il nome dell\u2019autore, Pierantonio Mezzastris. La scoperta ha elettrizzato me e il restauratore Giuliano Raponi che mi aveva gentilmente invitato a ficcare il naso in uno sciame di graffiti rimasti su una zona dell\u2019edificio. Sarebbe stata una perdita indubbia se il restauro li avesse occultati, ma per fortuna non \u00e8 andata cos\u00ec.<br \/>\nNon meno eccitante \u00e8 stata la caccia ai graffiti nella casa dell\u2019Alunno, oggi inglobata nel monastero di S. Anna, sempre a Foligno. Alcuni sono autografi e in qualche caso sono corredati da schizzi e studi dello stesso maestro. Una vera rarit\u00e0. Altra abbondante messe di scritte copre le pareti di Palazzo Trinci e della chiesa di S. Maria in Campis, ancora una volta a Foligno, sicch\u00e9 vien voglia di suggerire a qualche organizzatore di dedicare ai graffiti folignati, e magari del circondario, un bel convegno ed una mostra itinerante. Questa s\u00ec che sarebbe un\u2019idea originale. Ma torniamo a S. Claudio di Spello, ovvero al Santo Chiodo o Chiodio di una volta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_608\" aria-describedby=\"caption-attachment-608\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-608 size-large\" title=\"Romano Cordella\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2007\/11\/romano_cordellalavoro-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2007\/11\/romano_cordellalavoro-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2007\/11\/romano_cordellalavoro-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2007\/11\/romano_cordellalavoro-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2007\/11\/romano_cordellalavoro.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-608\" class=\"wp-caption-text\">Lo studioso Romano Cordella mentre fotografa i graffiti di Spello<\/figcaption><\/figure>\n<p>Grazie alla preziosa collaborazione di Antonella Bazzoli e alla cortesia di Luisella Bono \u00e8 stato possibile studiarli attentamente, il che non significa che tutti sono stati ridotti ad esatta lettura. Sarebbe presuntuoso solo il pensarlo. In base all\u2019esperienza sapevo gi\u00e0 che alcuni di essi si sarebbero rifiutati di piegarsi ad un\u2019interpretazione qualsiasi, altri si sarebbero lasciati svelare solo in parte, altri invece si sarebbero manifestati pi\u00f9 o meno chiaramente. Ma il dubbio, in questo tipo d\u2019indagine, rimane sempre e la perfezione \u00e8 pura utopia.<\/p>\n<p>Prendiamo, ad esempio, quel graffito del 1559 \u2018bonificato\u2019 nel recente restauro. Era gi\u00e0 ermetico prima, adesso sarebbe impossibile per chiunque darne una restituzione plausibile. Mi immagino quanto tempo ci avrei perso e quale pessimo risultato avrei raggiunto. Per fortuna l\u2019appunto che ne trassi allora permette di tagliare la testa al toro, e questo la dice tutta sulla forza sovrumana che ha un semplice appunto:<\/p>\n<p><em>&#8220;Joanironimo da ru Castillucchiu de Norschia garzone de Cepolla, a d\u00ec 2 de otobere 1559&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Giovan Girolamo di Castelluccio di Norcia fu a S. Claudio forse al seguito di qualche gregge o mandria di bestiame come si arguisce dalla qualifica di garzone che egli stesso si d\u00e0. Ci\u00f2 che meraviglia \u00e8 che sapesse scrivere, sebbene da pecoraio.<\/p>\n<p>Passiamo ora in rassegna le altre iscrizioni graffite sugli affreschi di <a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/blow-up\/un-santuario-f\u2026o-dei-baglioni\/ \">S. Claudio<\/a>, non tutte ovviamente, ma comunque una buona parte. Non seguiremo un ordine preciso, n\u00e9 appesantiremo la lettura con l\u2019indicazione del punto dove si trovano. Tanto questi accorgimenti non funzionano quasi mai. Chi \u00e8 veramente interessato sapr\u00e0 trovarsele da solo, anzi ne scoprir\u00e0 delle altre e in pi\u00f9 potr\u00e0 correggere quelle che presentiamo.<\/p>\n<p>\u201c<em>Pass\u00f2 di qui<\/em>\u201d \u00e8 l\u2019equivalente di \u201c<em>hic fuit<\/em>\u201d, l\u2019espressione pi\u00f9 ricorrente nei graffiti. Eccone un gruppetto:<\/p>\n<p><em>&#8220;Fra Bonaventura da Cesena pass\u00f2 de qui a d\u00ec 24 de luglio 1556&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p><em>&#8220;Altobrano pass\u00f2 di qui alli 1587 per andare alla Madonna<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Quale Madonna andasse a visitare Aldobrando \u00e8 incerto. Forse quella di Loreto.<\/p>\n<p><em>&#8220;Marciliano Jobbi da Sassoferrato pas\u00f2 di qui 1583<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;<em>Frate Giuliano de Faenza pass\u00f2 qui a d\u00ec 29 de lulio del 1573&#8243;<\/em>.<\/p>\n<p><em>&#8220;1587 (<\/em>o<em> 1581), frate Gervaso (?) pas\u00f2 de qui nelli 1122 de l\u2019ordine [- &#8211; -]&#8221;.<\/em><br \/>\nFacendo la sottrazione si arriva al 465 (o al 459) d. C. Non poteva appartenere all\u2019ordine benedettino perch\u00e9 s. Benedetto nacque dopo, attorno al 480. Potrebbe trattarsi di un agostiniano anche se S. Agostino mor\u00ec prima, nel 430. Sono graditi suggerimenti.<br \/>\n<em>&#8220;A d\u00ec [.]9 de luglio 155(1?) pass\u00f2 [de qui] [Greg]orio de Teremo&#8221;<\/em>. Non \u00e8 da escludere che possa intendersi Terni (Terane, Terani), citt\u00e0 che condivide con Teramo un\u2019identica etimologia (\u2018Interamna\u2019, tra due fiumi).<\/p>\n<p>Il gruppo pi\u00f9 nutrito si raccoglie attorno al classico \u201c<em>hic fuit<\/em>\u201d:<\/p>\n<p><em>&#8220;Hic fuit donus [- &#8211; -]1460&#8221;<\/em><\/p>\n<p>L\u2019anno 1460 \u00e8 il termine \u2018ante quem\u2019 per l\u2019affresco di S. Claudio sul primo pilastro entrando. E\u2019 un dato che far\u00e0 piacere a Corrado Fratini, il quale ha riunito un piccolo corpus di opere attorno a questo ignoto pittore, cui non dovrebbe essere estranea l\u2019immagine molto frammentaria del beato Ciaccaro riemersa da poco a Castel S. Giovanni di Castelritaldi. Donus(anche domnus e dompnus) equivale al nostro \u2018don\u2019. Era dunque un sacerdote, non un frate.<\/p>\n<p><em>&#8220;Hic fuit fr. Conradus de G[..]itia [- &#8211; -]&#8221;.<\/em>Forse \u00e8 Gorizia pi\u00f9 che Galizia.<\/p>\n<p><em>&#8220;Fr. Paulo Silvestri de Senis hic [fuit] die [..] mai 1471<\/em>&#8221;<\/p>\n<p><em>&#8220;Hic fuit Valfredus (?) Brinserna van Ghandt<\/em>&#8220;. Questo visitatore ha indubbie affinit\u00e0 col seguente.<br \/>\n<em>&#8220;Ghent Wulfart Brinserna&#8221;<\/em>. Ghent\/Gent \u00e8 il nome fiammingo di Gand (Belgio).<\/p>\n<p><em>&#8220;1473 hic fuit Laurentius de Lugano&#8221;<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1478\" aria-describedby=\"caption-attachment-1478\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1478 size-large\" title=\"uno dei tanti graffiti lasciati sull'intonaco di San Claudio a Spello\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/un-graffito-datato-1471-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/un-graffito-datato-1471-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/un-graffito-datato-1471-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/un-graffito-datato-1471-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/un-graffito-datato-1471.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1478\" class=\"wp-caption-text\">un graffito datato 1471<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>&#8220;1477 hic fuit Stephanus de Angeleriis&#8221;<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Hic fuit [- &#8211; -] 1560&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Hic fuit [- &#8211; -] de Sancto Chiodio&#8221; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Hic fuit Benedictus de [- &#8211; -]&#8221;. <\/em><\/p>\n<p><em><em>&#8220;Hic fuit Canonico<\/em>&#8221; (sic).<br \/>\n&#8220;Hic fuit Nicolaus de Iohanne de Cola pitto&#8221;[re ?]<\/em> (sec. XV).<\/p>\n<p><em>&#8220;Hic fuit Ugolinus Heelt teotonicus<\/em>&#8221;<br \/>\nIl suo cognome dovrebbe significare \u2018salute\u2019. Lo stesso teutonico si firm\u00f2 di nuovo a brevissima distanza.<br \/>\n<em>&#8220;Hugo Heelt fuit hic anno Domini mccclxxxxiiii die viii octobris mensis octobris&#8221;<\/em> (sic).<\/p>\n<p><em>&#8220;Item fuit Janne lapicida \/ anno Domini mccclxxxxv&#8221;<\/em> (o 1394).<br \/>\nDovrebbe essere uno straniero a giudicare dalla grafia e dal nome, inusuale da noi sotto questa forma. Era un intagliatore di pietra (lapicida) e come tale devoto di S. Claudio, protettore degli scalpellini.<\/p>\n<p>Vale la pena di sottolineare come le ultime tre iscrizioni, situate nell\u2019angolo destro dell\u2019archivolto absidale, siano quasi coeve degli affreschi della parete soprastante, datati 1393 e attribuiti unanimemente all\u2019orvietano Cola di Petrucciolo.<\/p>\n<p>A quest\u2019ultimo, secondo chi scrive, va tolto l\u2019affresco in basso a sinistra tra la navata e la parete di fondo (\u201cMadonna col Bambino tra s. Giacomo Maggiore e S. Antonio Abate\u201d) i cui caratteri rimandano invece a Cola di Pietro da Camerino, attivo tra la fine del sec. XIV e i primi del sec. XV anche in Valnerina (Vallo di Nera, Borgo Cerreto, Biselli di Norcia e Visso).<\/p>\n<p>Alla stregua delle precedenti vanno considerate anche le seguenti attestazioni:<\/p>\n<p><em>&#8220;[- &#8211; -] Laurentius de loco de Bruccella de Alamania mccccvii, xviii die mensis octobris&#8221; &#8220;Frater Benedictus de \/ Pucciarello&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Bench\u00e9 sia composta da due parti distinte spazialmente e stilisticamente (\u2018Pucciarello\u2019 \u00e8 in lettere allungate come nell\u2019inscriptio delle bolle pontificie), questa scritta \u00e8 stata unificata perch\u00e9 un segno a forma di svolazzo collega i due membri in modo abbastanza evidente.<\/p>\n<p>&#8220;Fra Francesco da Cupertino&#8221;(sec. XVI, replicata a poca distanza).<\/p>\n<p><em>&#8220;<em>Frate Franc(esco) de Palestro ord(inis) min(orum) 1590, 20 (otto)bre&#8221;<\/em> <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;<em>Paulo Canbio da Sanseverino&#8221; <\/em>(sec. XVI). <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Altovitus et [- &#8211; -]&#8221;<\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>[- &#8211; -] fiorentino&#8221;<\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>A d\u00ec [..] de otobre 1553 Ruggiero B(ello) da Cannara \/ F. S. S. sempre&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Nelle ultime tre lettere puntate si nasconde forse una professione d\u2019amore. Le due \u2018S\u2019 potrebbero ad esempio significare \u201cS(uo) S(ervitore)\u201d. A questo rubacuori spetta anche la grande sigla cifrata <em>Ru(ggie)ro B(ello)<\/em> che deturpa la Madonna col Bambino sul canto destro del presbiterio.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Francoiz Ipeuriol (?) Bonanfan(t) de Nanate AN[..]EBRETAIEN[.]&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La nobile famiglia Bonanfant (it. Bonfigli\/o) \u00e8 attestata a Nantes (citt\u00e0 fondata dai Nanneti, popolo della Gallia Armoricana), gi\u00e0 capoluogo della Bretagna, regione cui potrebbe alludere la parte finale del graffito.<\/p>\n<p><em>&#8220;Zuano (?) d[- &#8211; &#8211; ] de Molduzzo da Forl\u00ec venne in questa qesia a d\u00ec 21 de magio 1492&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Per un attimo questo graffito, che rimane oscuro nella parte iniziale, ha fatto pensare a Melozzo da Forl\u00ec o a Marco Palmezzano suo allievo. Allo stato attuale, per\u00f2, sembra di poter escludere un cos\u00ec strepitoso collegamento.<\/p>\n<p><em>&#8220;B. Crispoldi, 27 agosto 1906<\/em>&#8221; (a matita). E\u2019 Benvenuto Crispoldi, membro del Consiglio dell\u2019Accademia delle Belle Arti di Perugia, il quale si stava occupando della chiesa di S. Claudio proprio in quegli anni.<\/p>\n<p>Si leggono anche semplici date, prive di nome:<\/p>\n<p>&#8220;<em>1430 [- &#8211; -] libera me Domine iterum<\/em>&#8220;. Evidentemente un peccatore recidivo.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Add\u00ec 27 de aprile 1531&#8243; &#8220;<\/em><em>1546 primo febraro [- &#8211; -]&#8221; &#8220;<\/em><em>A d\u00ec 31 di luglio 1547&#8243; &#8220;<\/em><em>1561&#8243;<\/em><\/p>\n<p>Infine alcuni apprezzamenti rivolti al gentil sesso:<\/p>\n<p><em>&#8220;W Albertina Bella 1553&#8221;<\/em>, replicata con la data &#8220;<em>1555&#8243;<\/em>. &#8220;<em>Polimia B(ella)&#8221;<\/em> &#8220;<em>Sulpitia molgie de Antonio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<div><strong>Romano Cordella &#8211; 8 novembre 2007<br \/>\n<\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un mio amico una volta prov\u00f2 ad elencare tutte le manie che esistono al mondo. Ce n\u2019erano di curiosissime. 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