{"id":5658,"date":"2026-02-25T08:00:00","date_gmt":"2026-02-25T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=5658"},"modified":"2026-02-25T10:43:47","modified_gmt":"2026-02-25T09:43:47","slug":"francesco-e-federico-ii-un-disegno-di-pace-di-8-secoli-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/scoperte-di-evus\/francesco-e-federico-ii-un-disegno-di-pace-di-8-secoli-fa\/","title":{"rendered":"Un disegno di pace di 800 anni fa"},"content":{"rendered":"<div class=\"Y3BBE\" data-sfc-cp=\"\" data-hveid=\"CAEIBhAA\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\">In un\u2019epoca di crisi e profonda incertezza, il futuro appare spesso come un orizzonte indecifrabile. I conflitti globali e la contrapposizione tra blocchi minacciano i pilastri della pace e della giustizia, mentre quei diritti che ritenevamo acquisiti \u2014 protetti dalle nostre Costituzioni \u2014 sembrano oggi vacillare. In questo scenario, i valori etici vengono troppo spesso sacrificati sull&#8217;altare del profitto e di un presunto &#8220;progresso&#8221;, lasciando spazio a un declino del pensiero critico e alla diffusione dell&#8217;ignoranza.<button class=\"rBl3me\" tabindex=\"0\" data-amic=\"true\" data-icl-uuid=\"810a89bf-08c7-4b78-964e-0e683c807968\" aria-label=\"Visualizza link correlati\" data-wiz-attrbind=\"disabled=cA4P5e_13\/C5gNJc;aria-label=cA4P5e_13\/bOjMyf;class=cA4P5e_13\/UpSNec\" data-ved=\"2ahUKEwi-puSsmPSSAxUnWf4FHcnxFLYQye0OegYIAQgGEAE\"><\/button><\/div>\r\n<div class=\"Y3BBE\" data-sfc-cp=\"\" data-hveid=\"CAEIBxAA\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\">Tuttavia, \u00e8 proprio nelle fasi pi\u00f9 oscure che dobbiamo attingere al coraggio per resistere al senso di impotenza. Possiamo fare molto, iniziando a coltivare nuove e sane abitudini nel nostro quotidiano: restando attivi, rifiutando l&#8217;apatia e riscoprendo il valore della solidariet\u00e0. \u00c8 con questo spirito che vi propongo un articolo dedicato alla pace, nella speranza che la Storia possa offrirci gli strumenti per affrontare le paure del presente.<button class=\"rBl3me\" tabindex=\"0\" data-amic=\"true\" data-icl-uuid=\"01a7f92f-50fe-4004-b036-222a3e881539\" aria-label=\"Visualizza link correlati\" data-wiz-attrbind=\"disabled=cA4P5e_17\/C5gNJc;aria-label=cA4P5e_17\/bOjMyf;class=cA4P5e_17\/UpSNec\" data-ved=\"2ahUKEwi-puSsmPSSAxUnWf4FHcnxFLYQye0OegYIAQgHEAE\"><\/button><\/div>\r\n<div class=\"Fsg96\" data-sfc-cp=\"\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\"><\/div>\r\n<div class=\"otQkpb\" role=\"heading\" aria-level=\"3\" data-animation-nesting=\"\" data-sfc-cp=\"\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\" data-sae=\"\"><strong>I semi della storia<button class=\"rBl3me\" tabindex=\"0\" data-amic=\"true\" data-icl-uuid=\"bcaeb0da-5490-4d2b-bf06-f4e40c37c008\" aria-label=\"Visualizza link correlati\" data-wiz-attrbind=\"disabled=cA4P5e_1c\/C5gNJc;aria-label=cA4P5e_1c\/bOjMyf;class=cA4P5e_1c\/UpSNec\" data-ved=\"2ahUKEwi-puSsmPSSAxUnWf4FHcnxFLYQye0OegYIAQgIEAA\"><\/button><\/strong><\/div>\r\n<div class=\"Y3BBE\" data-sfc-cp=\"\" data-hveid=\"CAEICRAA\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\">Esistono eventi dimenticati che, come semi rimasti a lungo sepolti, attendono il momento opportuno per germogliare e indicarci la via. Uno di questi &#8220;semi&#8221; ci \u00e8 stato lasciato otto secoli fa da un uomo che scelse di farsi povero per essere libero: Francesco d&#8217;Assisi. Figlio di un mercante e cavaliere mancato, Francesco scelse di seguire radicalmente il Vangelo, spogliandosi di ogni bene materiale. Rinunciando al mondo, divenne spiritualmente pi\u00f9 ricco di chiunque altro, raggiungendo una libert\u00e0 totale che lo port\u00f2 a essere venerato come l&#8217;\u00a0<em class=\"eujQNb\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\">Alter Christus<\/em>.<button class=\"rBl3me\" tabindex=\"0\" data-amic=\"true\" data-icl-uuid=\"ec166adb-284c-48bc-9589-61f1627b20e3\" aria-label=\"Visualizza link correlati\" data-wiz-attrbind=\"disabled=cA4P5e_1h\/C5gNJc;aria-label=cA4P5e_1h\/bOjMyf;class=cA4P5e_1h\/UpSNec\" data-ved=\"2ahUKEwi-puSsmPSSAxUnWf4FHcnxFLYQye0OegYIAQgJEAE\"><\/button><\/div>\r\n<div class=\"Y3BBE\" data-sfc-cp=\"\" data-hveid=\"CAEIChAA\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\">Sempre ottocento anni fa, un secondo seme fu piantato da una figura diametralmente opposta, ma altrettanto straordinaria: l&#8217;imperatore Federico II di Svevia. Sovrano colto e &#8220;illuminato&#8221;, Federico riusc\u00ec a tessere una pace duratura tra popoli e fedi diverse. Il suo disegno si comp\u00ec nel 1229 quando, tra le macerie diplomatiche delle crociate, sottoscrisse una tregua decennale con il Sultano d&#8217;Egitto, Al-Kamil (lo stesso sovrano che, dieci anni prima, aveva incontrato proprio Francesco).<button class=\"rBl3me\" tabindex=\"0\" data-amic=\"true\" data-icl-uuid=\"842d35c5-5bf6-4347-809c-dbe3dbe204e9\" aria-label=\"Visualizza link correlati\" data-wiz-attrbind=\"disabled=cA4P5e_1l\/C5gNJc;aria-label=cA4P5e_1l\/bOjMyf;class=cA4P5e_1l\/UpSNec\" data-ved=\"2ahUKEwi-puSsmPSSAxUnWf4FHcnxFLYQye0OegYIAQgKEAE\"><\/button><\/div>\r\n<div class=\"Fsg96\" data-sfc-cp=\"\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\"><\/div>\r\n<div class=\"otQkpb\" role=\"heading\" aria-level=\"3\" data-animation-nesting=\"\" data-sfc-cp=\"\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\" data-sae=\"\"><strong>Un ponte tra Oriente e Occidente<button class=\"rBl3me\" tabindex=\"0\" data-amic=\"true\" data-icl-uuid=\"db0207f8-eb71-4069-9639-51cd79a5c4d0\" aria-label=\"Visualizza link correlati\" data-wiz-attrbind=\"disabled=cA4P5e_1q\/C5gNJc;aria-label=cA4P5e_1q\/bOjMyf;class=cA4P5e_1q\/UpSNec\" data-ved=\"2ahUKEwi-puSsmPSSAxUnWf4FHcnxFLYQye0OegYIAQgLEAA\"><\/button><\/strong><\/div>\r\n<div class=\"Y3BBE\" data-sfc-cp=\"\" data-hveid=\"CAEIDBAA\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\">In un\u2019epoca segnata da feroci scontri tra Franchi e Saraceni, in un clima di carestie e fanatismo non troppo distante dal nostro, l&#8217;accordo di Giaffa rappresent\u00f2 un miracolo diplomatico. Federico II entr\u00f2 a Gerusalemme senza spargimento di sangue, unendo Oriente e Occidente attraverso il dialogo anzich\u00e9 le armi. Fu l&#8217;incontro tra due sovrani che scelsero di credere negli stessi valori: cultura, onore, diplomazia e rispetto per l&#8217;altro.<button class=\"rBl3me\" tabindex=\"0\" data-amic=\"true\" data-icl-uuid=\"75e968d2-49bf-47b5-9122-8f8eeac34103\" aria-label=\"Visualizza link correlati\" data-wiz-attrbind=\"disabled=cA4P5e_1u\/C5gNJc;aria-label=cA4P5e_1u\/bOjMyf;class=cA4P5e_1u\/UpSNec\" data-ved=\"2ahUKEwi-puSsmPSSAxUnWf4FHcnxFLYQye0OegYIAQgMEAE\"><\/button><\/div>\r\n<div class=\"Y3BBE\" data-sfc-cp=\"\" data-hveid=\"CAEIDRAA\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\">La storia che vi racconto si svolge in Terra Santa tra il 1219 e il 1229. Non \u00e8 una cronaca a lieto fine, poich\u00e9 quella pace fu fragile e temporanea. Eppure, a distanza di otto secoli, quei due &#8220;semi&#8221; \u2014 il coraggio spirituale di Francesco e la lungimiranza politica di Federico \u2014 possono finalmente fiorire, trasformandosi in azioni di speranza e pensieri costruttivi per superare le ombre del nostro tempo.<button class=\"rBl3me\" tabindex=\"0\" data-amic=\"true\" data-icl-uuid=\"9cfd2915-c2fe-4632-82e0-ec7b0019b0fd\" aria-label=\"Visualizza link correlati\" data-wiz-attrbind=\"disabled=cA4P5e_1y\/C5gNJc;aria-label=cA4P5e_1y\/bOjMyf;class=cA4P5e_1y\/UpSNec\" data-ved=\"2ahUKEwi-puSsmPSSAxUnWf4FHcnxFLYQye0OegYIAQgNEAE\"><\/button><\/div>\r\n<div class=\"Fsg96\" data-sfc-cp=\"\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\"><\/div>\r\n<div class=\"Fsg96\" data-sfc-cp=\"\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\">\r\n\r\n<hr class=\"j3tEEe\" data-serialized-params=\"[]\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\" data-sae=\"\" \/>\r\n\r\n<div class=\"Fsg96\" data-sfc-cp=\"\" data-complete=\"true\" data-processed=\"true\"><strong>di Antonella Bazzoli<\/strong>,\r\n16 marzo 2020 (aggiornato 25 febbraio 2026)<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"text_exposed_show\">\r\n<div class=\"\" data-block=\"true\" data-editor=\"2h3up\" data-offset-key=\"fiu91-0-0\">\r\n<div class=\"_1mf _1mj\" data-offset-key=\"fiu91-0-0\">\r\n\r\nTutto cominci\u00f2 nel giugno del 1219, quando l&#8217;umile frate Francesco part\u00ec da Assisi per imbarcarsi (probabilmente dal vicino porto di Ancona) su una nave di crociati diretti in Siria, carica di soldati bolognesi.\r\nIl regno latino di Gerusalemme era ormai ridotto ad un&#8217;esigua fascia costiera che si estendeva tra la Siria e la Palestina. La Citt\u00e0 Santa di Gerusalemme, che il Saladino aveva conquistato ed occupato nel 1187,\u00a0 era ancora in mano ai Saraceni. I Crociati volevano a tutti i costi riconquistare quel luogo da loro ritenuto il pi\u00f9 santo: il sepolcro di Cristo , il luogo della sua morte e resurrezione!\r\nAd attendere Francesco a San Giovanni d&#8217;Acri (citt\u00e0 della Siria divenuta capitale del regno latino gerosolimitano), nell&#8217;estate del 1219, c&#8217;era il suo pi\u00f9 fidato compagno, il sapiente frate Elia, gi\u00e0 noto e apprezzato come diplomatico, alchimista, uomo di scienza, ed architetto. A lui il pontefice avrebbe affidato i lavori architettonici della doppia chiesa di San Francesco ad Assisi nel luglio del 1228. E sempre a lui si sarebbero rivolti , sia il papa che l&#8217;imperatore, per portare a termine delicati incarichi di natura politica e diplomatica.\r\nIl solido legame spirituale tra Francesco ed Elia fece s\u00ec che il santo di Assisi scelse scegliesse lui per inviarlo nel 1217 nelle lontane terre del Regno latino di Gerusalemme, assegnandogli in tempo di guerra una missione di pace e no minandolo ufficialmente &#8220;Ministro di Siria e d\u2019Oltremare&#8221;.\r\nLa partenza di frate Elia coincide con l&#8217;inizio della V crociata. E&#8217; pertanto altamente probabile che Francesco abbia voluto affidare un delicato compito diplomatico al suo fidatissimo e colto amico e fratello, con l&#8217;intenzione di preparare il terreno per un dialogo di pace tra Crociati e Saraceni, al fine di riprendere Gerusalemme e i luoghi santi della cristianit\u00e0 attraverso la diplomazia e non con la guerra, la violenza e le devastazioni. Chi, se non il dotto frate Elia, era il pi\u00f9 indicato per intraprendere una simile missione di pace in tempo di guerra? Francesco lo scelse, io credo, non solo per la vasta cultura che Elia possedeva in ogni campo e in ogni sapere, ma certamente anche per le capacit\u00e0 diplomatiche del frate suo coetaneo che, solo pochi anni dopo, lo avrebbero reso tra i consiglieri pi\u00f9 fidati dell\u2019imperatore Federico II e di papa Gregorio IX.\r\n\r\n<a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Beato-Angelico-San-Francesco-davanti-al-sultano-Lindenau-Museum-Altenburg.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5730 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Beato-Angelico-San-Francesco-davanti-al-sultano-Lindenau-Museum-Altenburg-1024x904.jpg\" alt=\"beato-angelico-san-francesco-davanti-al-sultano-lindenau-museum-altenburg\" width=\"800\" height=\"706\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Beato-Angelico-San-Francesco-davanti-al-sultano-Lindenau-Museum-Altenburg-1024x904.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Beato-Angelico-San-Francesco-davanti-al-sultano-Lindenau-Museum-Altenburg-600x530.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Beato-Angelico-San-Francesco-davanti-al-sultano-Lindenau-Museum-Altenburg-300x264.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Beato-Angelico-San-Francesco-davanti-al-sultano-Lindenau-Museum-Altenburg.jpg 1076w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a>\r\n\r\nGiunti a San Giovanni d\u2019Acri, probabilmente a fine luglio o inizio agosto del 1219, Francesco e gli altri frati che erano partiti con lui si diressero a Damietta, citt\u00e0 strategica assediata dai Crociati da oltre un anno (1) .\r\nGiunto nel campo crociato di Damietta, Francesco avrebbe voluto raggiungere il campo nemico per parlare con il Sultano in persona, ma non pot\u00e8 farlo perch\u00e9 non gli fu concesso il permesso dal legato pontificio Pelagio, il bellicoso e intransigente cardinale che secondo alcuni storici sarebbe stato il principale responsabile del fallimento della V crociata. Francesco e i suoi frati furono costretti a restare nel campo dell&#8217;esercito crociato, e dovettero assistere impotenti durante il mese di agosto a scontri cruenti e a sanguinose battaglie.\r\nIo credo che lo scopo ultimo del viaggio di Francesco in Terra Santa non fosse il martirio, come sostenuto da alcuni agiografi, ma fosse provare a realizzare la pace tra Oriente e Occidente. Il Sultano d&#8217;Egitto veniva chiamato \u201cil re perfetto\u201d per la personalit\u00e0 mite, per la vasta cultura e per la spiritualit\u00e0 che lo caratterizzavano. Alla sua corte vivevano sacerdoti Sufi, mistici di fede islamica che attorniavano Al-Kamil in veste di maestri spirituali e di consiglieri politici e diplomatici.\r\nVi fu una sanguinosa battaglia il 29 agosto del 1219, alla quale segu\u00ec una breve tregua concessa dal Sultano e accettata dai Franchi. Fu probabilmente in questa circostanza che Francesco riusc\u00ec ad ottenere il tanto atteso permesso che gli consent\u00ec di attraversare il campo nemico ed raggiungere la corte del\u00a0Sultano.\r\nCome l&#8217;improbabile incontro tra un umile frate venuto da Assisi e il potentissimo sovrano d&#8217;Egitto possa avere avuto luogo, resta un mistero. Personalmente ritengo sia stato possibile grazie a precedenti mosse diplomatiche, adottate da frate Elia durante la sua permanenza nel Regno latino tra il 1217 e il 1219, attraverso le quali il Ministro d&#8217;Oltremare e di Siria pot\u00e8 creare relazioni amichevoli con i mistici Sufi che vivevano alla corte del Sultano.\r\nFu cos\u00ec, io credo, che Francesco riusc\u00ec a parlare con il sultano Al-Kamil, rimanendo presso la sua corte per parecchi giorni. L&#8217;umile frate fu in grado di instaurare con il Sultano un dialogo interreligioso tra uomini di fede diversa, cristiani, ebrei e musulmani, nel nome dell&#8217; unico Dio. I primi compagni di Francesco avevano molto in comune con i mistici Sufi: entrambi avevano fatto voto di povert\u00e0 e indossavano un abito di lana semplice e grezzo dotato di un cappuccio (ricordiamo che <em>Suf<\/em> in arabo vuol dire lana).\r\n\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"\" data-block=\"true\" data-editor=\"2h3up\" data-offset-key=\"urv4-0-0\">\r\n<div class=\"_1mf _1mj\" data-offset-key=\"urv4-0-0\"><span data-offset-key=\"urv4-0-0\"><span data-text=\"true\"><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/predica_sultano_s_croce_fi.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5809 size-full\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/predica_sultano_s_croce_fi.jpeg\" alt=\"predica_sultano_s_croce_fi\" width=\"1056\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/predica_sultano_s_croce_fi.jpeg 1056w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/predica_sultano_s_croce_fi-600x374.jpeg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/predica_sultano_s_croce_fi-300x186.jpeg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/predica_sultano_s_croce_fi-1024x638.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1056px) 100vw, 1056px\" \/><\/a><\/span><\/span><\/div>\r\n<div class=\"_1mf _1mj\" data-offset-key=\"urv4-0-0\"><span data-offset-key=\"urv4-0-0\"><span data-text=\"true\">\r\nFu cos\u00ec che Francesco fu accolto con amicizia e ospitalit\u00e0 dal Sultano d&#8217;Egitto e dai monaci Sufi di religione islamica, e su questo concordano tutte le fonti storiche e le cronache giunte fino a noi. <\/span><\/span>Furono senza dubbio giorni nei quali alla corte di Al-Kamil si parl\u00f2 di pace, e furono soprattutto giorni di dialogo e preghiera.<\/div>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"\" data-block=\"true\" data-editor=\"2h3up\" data-offset-key=\"9m4rd-0-0\">\r\n<div class=\"_1mf _1mj\" data-offset-key=\"a9neu-0-0\">\r\n\r\nRitengo che l&#8217;incontro tra Francesco e il Sultano abbia in qualche modo preparato il terreno per lo storico successivo incontro, di natura politica e diplomatica, che avrebbe avuto luogo tra Federico II e\u00a0 Al-Kamil esattamente nove anni dopo.\r\nEra il <strong>17\u00a0marzo<\/strong> del 1229 quando i due potenti sovrani d&#8217;Oriente e d&#8217;Occidente giunsero ad un accordo di pace che avrebbe potuto cambiare le sorti dell&#8217;umanit\u00e0 (evitando guerre future e forse anche quelle odierne) se solo le cose fossero andate diversamente.\r\nIl giorno seguente, il <strong>\u00a018\u00a0marzo<\/strong> del 1229, Federico II Hohenstaufen entr\u00f2 da vincitore nella chiesa del Santo Sepolcro non ostante la scomunica di Gregorio IX pesasse ancora sul suo capo, e rec\u00f2 con s\u00e9 la corona di imperatore cristiano, in veste di re legittimo ed effettivo di Gerusalemme.\r\nGrazie all&#8217;accordo diplomatico (che prevedeva tra l&#8217;altro un armistizio di dieci anni tra i due eserciti nemici) furono riconquistati i luoghi pi\u00f9 santi della cristianit\u00e0, compresi Nazareth e Bethlemme. Si tratt\u00f2 dell&#8217;unica Crociata vinta senza l&#8217;uso di armi, senza scontri e saccheggi, senza spargimenti di sangue. Gerusalemme era stata finalmente liberata, il Monte del Tempio era tornato ad essere accessibile a tutti, e da quel momento pellegrini di fede diversa, cristiani, ebrei e musulmani, avrebbero potuto pregare insieme, ognuno secondo il proprio rito e la propria tradizione.\r\n\r\n<strong>Alla luce di questi fatti storici ritengo che il viaggio di Francesco a Damietta non fu un fallimento, ma che al contrario costitu\u00ec un presupposto determinante per la riuscita della trattativa di pace sottoscritta nel 1229 da Federico II e Al-Kamil.\u00a0<\/strong>\r\n<strong>Col loro viaggio in Terra Santa Francesco e frate Elia riuscirono, a mio avviso, ad aprire la strada alle successive trattative diplomatiche che avrebbero avuto luogo tra il potente imperatore svevo e il Sultano d&#8217;Egitto nel corso degli anni Venti, trattative che avrebbero permesso all&#8217;imperatore cristiano di vincere la sua crociata pacificamente, di riprendere Gerusalemme attraverso la diplomazia, di veder revocata la propria scomunica e di fodere di una tregua bellica di dieci anni.<\/strong>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<em>(1) La successiva presa di Damietta, il rifiuto del cardinale Pelagio di accettare le trattative di pace offerte dal Sultano, la prosecuzione degli scontri, avrebbero portato poco tempo dopo alla perdita definitiva di Damietta, decretando il fallimento della V crociata.\u00a0<\/em>\r\n\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<!-- \/wp:post-content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019epoca di crisi e profonda incertezza, il futuro appare spesso come un orizzonte indecifrabile. 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