{"id":762,"date":"2009-06-01T06:33:00","date_gmt":"2009-06-01T04:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=762"},"modified":"2023-04-06T18:43:31","modified_gmt":"2023-04-06T16:43:31","slug":"la-lavatrice-de-capeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/il-terzo-occhio\/scoperte-di-evus\/la-lavatrice-de-capeta\/","title":{"rendered":"Meretrici e lavatrici di capeta"},"content":{"rendered":"\n<p>Con il termine <em>lavatrice di capeta<\/em> si indicava in et\u00e0 comunale colei che oggi definiremmo &#8220;parrucchiera per signori&#8221;.<br>Un mestiere di tutto rispetto che tuttavia non era ben\u00a0visto nella societ\u00e0 di et\u00e0\u00a0medievale.<br>Dall&#8217;analisi di un articolo dello<em>\u00a0Statuto del Comune del Popolo di Perugia <\/em>si evince chiaramente che il prendersi cura delle capigliature dei signori uomini era considerato, per una donna, un&#8217;attivit\u00e0 intima e promiscua paragonabile a quella di una prostituta.<br>Nel testo\u00a0redatto nel 1342\u00a0si legge infatti: <em>&#8220;Nessuna meretrice, ovvero puttana, ovvero lavatrice de capeta dimori a meno di dieci case di distanza dalla nuova chiesa del beato Ercolano, e dalle altre chiese della citt\u00e0 di Perugia\u2026 e che nessuno affitti loro una casa in detti luoghi. E chiunque contravverr\u00e0 alla legge, si tratti della meretrice o lavatrice di capeta o di colui che a queste affitt\u00f2 la casa, che sia punito con 50 libre di denaro\u2026 e che ciascuno possa esserne accusatore<\/em>\u201d\u00a0(libro IV, 132.1)<\/p>\n\n\n<p><!-- \t\t@page { margin: 2cm } \t\tP { margin-bottom: 0.21cm } --><em><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-764\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN9938-225x300.jpg\" alt=\"Maria Maddalena penitente\" width=\"450\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN9938-225x300.jpg 225w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN9938-600x800.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN9938-768x1024.jpg 768w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN9938.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/em><br \/>Come \u00e8 possibile che la qualifica &#8221; l<em>avatrice di\u00a0<\/em><i>capeta&#8221;<\/i> (ovvero colei che lava le teste ed i capelli altrui) sia stato usato come sinonimo di donna dai facili costumi? Forse perch\u00e9 il contatto delle mani di una donna sul cuoio capelluto di un uomo veniva percepito come un massaggio potenzialmente carico di sensualit\u00e0? un gesto intimo in grado di scatenare desiderio ed erotismo? Erano secoli in cui i chierici e i predicatori giudicavano immorale e peccaminoso qualsiasi mestiere incentrato sulla cura del corpo, in special modo le attivit\u00e0 promiscue caratterizzate da contatto fisico tra uomini e donne.<br \/>Fu cos\u00ec che prostitute e parrucchiere per signori finirono per essere considerate alla stessa stregua, e fu cos\u00ec che i due termini vennero addirittura equiparati nel diritto, come emerge da un&#8217;attenta analisi del suddetto articolo dello Statuto comunale, redatto a Perugia nel 1342.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/IMG_2874.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4160 size-large\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/IMG_2874-1024x682.jpg\" alt=\"san Nicola salva tre fanciulle dalla prostituzione\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/IMG_2874-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/IMG_2874-600x400.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/IMG_2874-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Leggendo attentamente il testo si nota per prima cosa che i tre termini, <em>meretrice<\/em>, <em>puttana<\/em> e <em>lavatrice<\/em> <em>di capeta, <\/em>sono considerati quali sinonimi.<br \/>Scopriamo inoltre che all&#8217;interno delle mura cittadine il mestiere della prostituta era consentito e tollerato, ma solo a patto che l&#8217; attivit\u00e0 fosse praticata nell&#8217;intimit\u00e0 protetta di un&#8217;abitazione privata.<br \/>Chiunque era libero di locare una casa ad una meretrice, quindi il mestiere pi\u00f9 antico del mondo poteva essere svolto liberamente nel XIV secolo, tuttavia la casa in cui la prostituta ospitava i propri clienti doveva essere lontana dalle chiese e dai luoghi di culto cittadini. Rivolgendosi ai locatori il testo dello statuto comunale parla chiaro ed avverte: &#8220;&#8230;<em>che nessuno affitti loro una casa in detti luoghi&#8221;.<br \/><\/em>Come le meretrici anche le <em>lavatrici di capeta<\/em> potevano svolgere la propria attivit\u00e0 in una casa in affitto, ma solo a patto che la dimora locata si trovasse ad una distanza di almeno dieci case dalla chiesa del santo patrono e da tutti gli altri luoghi di culto cittadini: &#8220;<em>a meno di dieci case di distanza dalla nuova chiesa del beato Ercolano, e dalle altre chiese della citt\u00e0 di Perugia&#8221;.<br \/><\/em>Un&#8217;atteggiamento aperto e tollerante da un lato ma fortemente ghettizzante dall&#8217;altro.\u00a0 E&#8217; probabile che l&#8217; articolo statutario mirasse a scoraggiare tali donne giudicate di malaffare a fissare la propria dimora vicino ai luoghi sacri. Se il locatore o la conduttrice non avessero rispettato tale norma statutaria, sarebbero stati puniti con una multa di 50 libre di denaro!<br \/>Controlli in tal senso venivano effettuati non tanto dalle autorit\u00e0 comunali, quanto dagli stessi cittadini invitati a diventare pubblici accusatori, incitati a denunciare eventuali contravventori, come lascia chiaramente intendere l&#8217;esplicito testo che chiude l&#8217;articolo dello Statuto: &#8220;&#8230;<em>e che ciascuno possa esserne accusatore<\/em>&#8221; .<br \/>Curioso \u00e8 infine notare che il vero reato non consisteva tanto nel prostituirsi o nel favorire la prostituzione, quanto piuttosto nell&#8217; offendere\u00a0 la pubblica morale.<br \/>E&#8217; peraltro noto che l&#8217;antico mestiere della meretrice veniva tollerato fin dal medioevo nei <em>postriboli<\/em> delle citt\u00e0. Ricordiamo che le case chiuse chiamate all&#8217;epoca <em>lupanari<\/em> erano legali, e per certi aspetti le prostitute erano persino tutelate dalla legge in quanto soggetti deboli e bisognosi di protezione.<br \/>E&#8217; altrettanto vero che la vita di certe donne di malaffare non doveva essere facile, poich\u00e9 su di loro pesavano come un macigno il giudizio e la condanna degli uomini di chiesa e ci\u00f2 comportava inevitabilmente la loro emarginazione nell&#8217;ambito della comunit\u00e0 civile.<br \/>Sembra quasi che il reato pi\u00f9 grave commesso da queste donne non fosse tanto il vendere il proprio corpo, quanto l&#8217;offendere i benpensanti e il profanare i luoghi sacri con la loro peccaminosa presenza.<\/p>\n<p><strong>Antonella Bazzoli<\/strong> &#8211; Giugno 2009<\/p>\n<p>Riferimenti bibliografici:<br \/>Statuto del Comune del Popolo di Perugia del 1342 in volgare. <em>Edizione critica a cura di Mahmoud Salem Elsheikh. Deputazione di Storia Patria per l&#8217;Umbria. Perugia 2000<\/em> (Art. 132.1 del\u00a0 libro IV)<br \/><em>Il Tempo delle donne<\/em> Agenda medievale a cura di A.Antonelli e A.Bazzoli, Edimond 2010<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il termine lavatrice di capeta si indicava in et\u00e0 comunale colei che oggi definiremmo &#8220;parrucchiera per signori&#8221;.Un mestiere di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":980,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[486,44,1241],"class_list":["post-762","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scoperte-di-evus","tag-donna-nel-medioevo","tag-perugia","tag-prostituzione-nel-medioevo"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/762","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=762"}],"version-history":[{"count":46,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/762\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8625,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/762\/revisions\/8625"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/980"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=762"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=762"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=762"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}