{"id":967,"date":"2012-05-02T11:23:03","date_gmt":"2012-05-02T10:23:03","guid":{"rendered":"https:\/\/evus.it\/it\/?p=967"},"modified":"2021-05-14T10:12:06","modified_gmt":"2021-05-14T08:12:06","slug":"blow-up-oltre-la-forma-piu-vicino-alla-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/news\/blow-up\/blow-up-oltre-la-forma-piu-vicino-alla-realta\/","title":{"rendered":"Blow up. Oltre la forma, pi\u00f9 vicino alla realt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>La tecnica fotografica del <em>blow up<\/em> consiste nell&#8217;ingrandire un&#8217;immagine fino al&nbsp; punto in cui l&#8217;aumento della grana della pellicola divenga tale da rendere impossibile distinguere le forme dell&#8217;oggetto fotografato.<br>Attraverso il progressivo ingrandimento, infatti, la foto perde gradualmente ogni suo aspetto figurativo, trasformandosi in qualcosa di astratto e di surreale. Pensiamo a Joseph Kosuth, artista concettuale che utilizzava l\u2019ingrandimento fotografico per rendere le proprie opere non tanto \u201cvisive\u201d quanto piuttosto \u201cvisibili\u201d.<br>Se con la tecnica del <em>blow up<\/em> l&#8217;immagine originale si trasforma in qualcosa di irriconoscibile, \u00e8 anche vero che, oltre ogni forma e oltre ogni apparenza, qualcosa di nuovo si rivela ai nostri occhi, mostrandoci a volte aspetti della realt\u00e0 del tutto inaspettati.<br>Anche nel campo della ricerca storica, come in qualsiasi forma d\u2019arte e di comunicazione, potrebbe risultare interessante applicare il metodo del <em>blow up <\/em>cos\u00ec da poter osservare sempre pi\u00f9 da vicino la realt\u00e0, tentando di ingrandire quei dettagli che ci appaiono fraintesi o trascurati, e cercando di ampliare la visuale di aspetti che risultano tralasciati, se non addirittuara mistificati.<br>In un certo senso fanno uso della tecnica del <em>blow up<\/em> anche i tanti lettori di EVUS che trovano i nostri articoli attraverso i motori di ricerca: non si stancano di porsi domande, rimangono aperti, ricettivi e critici, di fronte a nuovi punti di vista. Cercano di ingrandire sempre pi\u00f9 l&#8217;immagine che appare ai loro occhi, nel tentativo audace di svelare verit\u00e0 criptate, e nell&#8217;intento eroico di far luce su aspetti oscuri o dimenticati della nostra storia passata.<\/p>\n\n\n<p><!-- \t\t@page { margin: 2cm } \t\tP { margin-bottom: 0.21cm } --><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-966 size-large\" title=\"uno sguardo nel passato\" src=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN6360-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN6360-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN6360-600x450.jpg 600w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN6360-300x225.jpg 300w, https:\/\/evus.it\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/DSCN6360.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Forse c&#8217;\u00e8 un rischio in tutto ci\u00f2: quello di perdere fiducia nel concetto assoluto di obiettivit\u00e0.\u00a0Ma io credo che, nell\u2019atto di osservare sempre pi\u00f9 da vicino gli eventi e i fantasmi del nostro passato,\u00a0 seppure dovessimo rischiare di mettere in discussione dogmi e verit\u00e0, e seppure dovessimo rischiare di confonderci tra i confini del vero, in ogni caso sarebbe valsa la pena di ampliare i nostri orizzonti, attraverso quella che mi piace definire la <em>tecnica illuminante del blow up<\/em> .<\/p>\n<p>Antonella Bazzoli -19 giugno 2010 (aggiornato 2 maggio 2012)<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tecnica fotografica del blow up consiste nell&#8217;ingrandire un&#8217;immagine fino al&nbsp; punto in cui l&#8217;aumento della grana della pellicola divenga<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2070,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blow-up"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=967"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7412,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967\/revisions\/7412"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2070"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/evus.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}