Il falso storico alle origini dell’8 marzo

Spesso mi sono chiesta perchè la “festa delle donne” venga celebrata l’8 di marzo.
Cercando di ricostruire l’origine di questa festa, mi sono imbattuta in una serie di siti che collegano la ricorrenza ad un tragico rogo che sarebbe scoppiato in una filanda di New York: centoventotto operaie in sciopero, rimaste intrappolate nello stabilimento in cui il proprietario le avrebbe rinchiuse, sarebbero morte in un incendio doloso, che secondo alcune fonti sarebbe avvenuto nel 1857, e secondo altre nel 1908.
Il condizionale è d’obbligo, perchè analizzando tali fonti ho notato che sono per lo più contradditorie e confuse, e mi sono resa conto che non solo non esiste alcun documento storico che riporti la notizia del rogo, ma neanche vi è riscontro di uno sciopero avvenuto in quegli anni nella città di New York.
L’intera vicenda della tragica morte delle operaie americane sembrerebbe rappresentare un falso storico!
Una fake new di altri tempi, per dirla in altri termini.
Ma perché inventare e diffondere in tutto il mondo una simile bugia?
Forse il rogo nella fabbrica fu inventato di sana pianta per nascondere le vere radici storiche della festa dell’ 8 marzo?
Per rispondere a tali domande proviamo a ricostruire i fatti, ma basandoci sui documenti storici e non sul “sentito dire”.
Le prime manifestazioni e celebrazioni dedicate alle donne e ai loro diritti, non sembrano aver avuto luogo nella “democratica” America, ma nella vecchia Europa dell’inizio del secolo scorso.
La vera origine della “festa delle donne” andrebbe infatti ricercata nell’ambito del Movimento Internazionale delle Donne Socialiste che si riunì a Copenhagen nel 1910, per la Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste .
In occasione di quell’ importante evento ospitato nel Nord Europa, fu Clara Zetkin, amica e confidente di Rosa Luxembourg, a proporre per la prima volta la mozione che istituisse la Giornata Internazionale per la Rivendicazione dei Diritti delle Donne.
La mozione della Zetkin ebbe immediatamente ripercussioni in vari paesi: il 18 marzo del 1910 fu celebrata in Francia la prima Giornata delle Donne; e l’anno seguente la stessa festa ebbe luogo il 19 marzo in Germania. In Russia, invece, la manifestazione per i diritti delle donne si tenne solo tre anni dopo: il 3 marzo del 1913.
Queste prime iniziative volte a rivendicare i diritti delle donne furono tuttavia interrotte dall’improvviso scoppio della prima guerra mondiale.

Clara Zetkin e Rosa Luxemburg

Per far sentire la propria voce e tornare a parlare dei propri diritti, le donne socialiste dovettero aspettare il 23 febbraio del 1917, quando protestarono nuovamente incontrandosi a San Pietroburgo, e dove guidarono una grande manifestazione nell’ambito della rivoluzione russa di febbraio (rivoluzione che, come è noto, avrebbe portato al crollo dello zarismo).
Curioso che la manifestazione di San Pietroburgo abbia avuto luogo il 23 febbraio, data che nel nostro calendario corrisponde all’8 di marzo! Tenendo infatti conto che il calendario giuliano (all’epoca ancora in vigore in Russia) portava tredici giorni di ritardo rispetto al nuovo calendario  gregoriano, si scopre che le due date del 23 febbraio e dell’8 marzo coincidono esattamente.

La celebrazione della Giornata Internazionale della Donna fu in seguito definitivamente fissata all’8 di marzo, nell’ambito della Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste che ebbe luogo a Mosca il 14 giugno 1921.
Tale data non fu scelta a caso, ma con l’intenzione di commemorare la storica rivolta femminile del 1917 a San Pietroburgo. Venne in tal modo individuato e fissato un anniversario comune che avrebbe consentito di celebrare contestualmente, in tutti i paesi, la festa internazionale per la rivendicazione dei diritti delle donne.

Le successive vicende della seconda guerra mondiale, ma forse ancor di più quelle che seguirono negli anni della “guerra fredda”, contribuirono alla progressiva perdita di memoria delle vere radici storiche della festa dell’8 marzo.
Quando si perde la memoria di un evento storico o di un personaggio, è sempre bene chiedersi se ciò non sia dovuto ad una damnatio memoriae messa in atto per ragioni di opportunismo ideologico o politico.
In questo caso, ad esempio, non si può escludere che la connotazione fortemente politica della manifestazione di San Pietroburgo abbia causato la successiva mistificazione dei fatti, anche attraverso l’invenzione di fake news.
Il racconto dello sciopero e del falso incendio doloso in una filanda di New York, con tutta la retorica che ne seguì, potrebbe  dunque rappresentare un’invenzione studiata a tavolino, creata allo scopo di far dimenticare la vera origine della festa per i diritti delle donne, in altre parole per far dimenticare che le prime lotte e le prime voci femminili non si erano alzate nella democratica e libera America, ma nella vecchia Europa e, peggio ancora, nella nascente Russia socialista.

Di Antonella Bazzoli – 6 marzo 2011, aggiornato 1 marzo 2021

Per approfondimenti:

Der 8 Marz und seine Geschichten” articolo di Natascha Vittorelli in Online-Zeitung der Universität Wien
http://www.dieuniversitaet-online.at/dossiers/beitrag/news/internationaler-frauentag-2005-1-der-8-marz-und-seine-geschichten/79.htm